IL GATTO LUCIO MORTO INVESTITO: LE VOLONTARIE DELLA COLONIA FELINA DEL CIMITERO DI LECCE CHIEDONO ATTENZIONE E MISURE EFFICACI
Riceviamo e volentieri pubblichiamo _______________
Cimitero di Lecce: il gatto Lucio investito e ucciso. L’associazione Dacci la Zampa OdV chiede giustizia e presenta querela.
Ennesima vittima del menefreghismo: la colonia felina presente all’interno del Cimitero di Lecce, gestita dall’associazione Dacci la Zampa OdV, esprime profondo dolore e indignazione per la morte del gatto Lucio, uno dei simboli della grande colonia, molto conosciuto e amato da tutti.
Secondo le testimonianze raccolte, il gatto sarebbe stato investito mentre si trovava nei viali dell’area cimiteriale. Il mezzo avrebbe proceduto a velocità sostenuta e, dopo l’impatto, il conducente non si sarebbe fermato a prestare soccorso.
Lucio era un gatto in buona salute, socievole e parte integrante della colonia felina stabile, che vive nel cimitero e viene accudita quotidianamente dai volontari. La sua scomparsa ha profondamente colpito la comunità che se ne prendeva cura.
L’episodio riporta l’attenzione su una problematica già segnalata da tempo: la circolazione dei veicoli all’interno dell’area cimiteriale e la necessità di controlli più rigorosi. Secondo quanto denunciato dai volontari, non sarebbero infrequenti condotte di guida non adeguate al contesto, in un luogo che dovrebbe essere tutelato e rispettato in quanto spazio di raccoglimento e memoria.
Si rinnova la richiesta alle istituzioni competenti di intervenire con misure concrete per garantire maggiore sicurezza e una regolamentazione più rigorosa della circolazione dei mezzi. L’associazione Dacci la Zampa OdV auspica ad una maggiore collaborazione con tutti i soggetti coinvolti, come già in atto da tempo con gli operatori della Lupiae Servizi, affinchè si possano favorire risultati concreti e duraturi a tutela del contesto in cui svolge la propria attività di volontariato.
Il presidente di Dacci la Zampa OdV, Tiziana Primiceri, dichiara:
“Lucio era una presenza familiare per chi frequentava il cimitero. La sua morte rappresenta un fatto inaccettabile, che non può essere archiviato come una semplice fatalità.
Secondo quanto ricostruito, sarebbe stato investito all’interno dell’area cimiteriale da un furgone bianco in transito lungo gli stretti viali interni ad elevata velocità. Dopo l’impatto, il conducente non si sarebbe fermato e, sempre secondo i presenti, avrebbe assunto atteggiamenti ritenuti irrispettosi verso chi chiedeva chiarimenti. Da tempo segnaliamo la necessità di maggiori controlli sulla circolazione dei mezzi in questo spazio, che dovrebbe garantire rispetto, raccoglimento e sicurezza. Continuano invece a verificarsi situazioni critiche che non possono essere ignorate.
Ci siamo già attivati per risalire all’individuazione del responsabile, autore di questo reato. Contestualmente, rinnoviamo l’appello alle istituzioni, con cui siamo sempre disponibili a collaborare attivamente, affinché vengano introdotte misure efficaci per la salvaguardia dell’incolumità delle persone e degli animali presenti.
Per Lucio chiediamo giustizia e, per il futuro, rispetto. Nessun’altra vita deve essere spezzata in questo modo”.
Lecce, 10 giugno 2026
Category: Costume e società, Cronaca, I nostri amici animali




























Siamo ufficialmente arrivati al capolinea del buon senso. Leggere che un’associazione animalista presenta una formale querela e chiede mobilitazioni istituzionali per la morte del gatto Lucio, investito nel cimitero di Lecce, fa sorgere spontanea una domanda; ma abbiamo ancora il senso della misura, o lo abbiamo seppellito insieme alla logica?
Sia chiaro, il rispetto per la vita, che sia di un animale o persino la tutela di un vegetale, è un principio civilissimo. Nessuno inneggia alla crudeltà gratuita. Ma qui stiamo parlando di trattare la morte accidentale di un gatto randagio come se fosse un caso di portata nazionale, con tanto di esposti in Procura e appelli accorati per “garantire maggiore sicurezza” all’interno di un cimitero.
Prendiamoci un attimo per riflettere sulle priorità di questa società.
Ormai siamo circondati da persone che si scandalizzano, piangono e invocano giustizia se un gattino viene investito, ma che girano comodamente la testa dall’altra parte di fronte alle tragedie umane quotidiane.
C’è una fetta di opinione pubblica pronta a fare le barricate per difendere i diritti di una colonia felina, ma che poi, con agghiacciante indifferenza, se ne infischia se a un bambino viene impedito di nascere, liquidando la cosa con alzata di spalle.
Ormai la vita di un animale domestico sembra valere più di quella di una persona. C’è un sentimentalismo spicciolo che ha anestetizzato la pietà verso gli esseri umani, sostituendola con un’adorazione quasi religiosa per gli animali.
Siamo arrivati al punto in cui si mobilitano avvocati e istituzioni per un gatto in un cimitero, luogo che, ironia della sorte, dovrebbe essere dedicato al culto e alla memoria dei defunti umani, mentre il valore della vita umana, fin dal suo concepimento, viene costantemente declassato a scelta secondaria, se non a fastidio.
Se per ogni ingiustizia subita da un essere umano ci fosse un decimo dell’indignazione sollevata per il gatto Lucio, vivremmo in un mondo migliore. Invece, preferiamo piangere le colonie feline e dimenticarci dei bambini. Un po’ di sana moderazione e un bagno di realtà non farebbero male a nessuno.