LE MERAVIGLIE DEL SALENTO / NEI PRESSI DI PATU’, NEL CAPO DI LEUCA, LA CITTA’ MESSAPICA DI VERETO: ECCO COSA CI RACCONTA ERODOTO, E COSA HANNO SCOPERTO I NUOVI SCAVI ARCHEOLOGICI

(g.p.) ______________ Come informa la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti di Brindisi Lecce Taranto, venerdì scorso, 19 giugno, si è conclusa la prima campagna sistematica di scavo archeologico nel sito di Vereto, antica città messapica del Capo di Leuca, promossa dall’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale” sotto la direzione del professor Valentino Nizzo, archeologo esperto nelle culture dell’Italia preromana.
Come recita il comunicato stampa odierno, “la rilevanza del sito è legata alla posizione strategica nel cuore del promontorio salentino, a controllo degli approdi di Leuca e di San Gregorio, naturale punto di raccordo tra la penisola italiana e il Mediterraneo orientale. Non a caso il territorio del Capo di Leuca occupa un ruolo significativo nelle tradizioni relative alle origini dei Messapi, a partire dal celebre racconto di Erodoto.
La campagna è stata preceduta da un’intensa attività di studio e revisione dei materiali provenienti da precedenti rinvenimenti e recuperi effettuati nell’area, con particolare attenzione alle testimonianze comprese tra l’età del Bronzo e la prima romanizzazione. Questo lavoro ha confermato l’enorme potenziale scientifico del sito e la necessità di nuove indagini stratigrafiche capaci di integrare e valorizzare le acquisizioni maturate nel corso dei decenni”.
Degli esiti delle prime cinque settimane di indagini archeologiche a Vereto, dei principali ritrovamenti e delle nuove prospettive di ricerca emerse dalla campagna si parlerà in un incontro in programma domani, mercoledì 24 giugno, alle ore 11.30, a Lecce, nella sede della Soprintendenza, in via Libertini 6, alla presenza delle autorità accademiche, scientifiche e istituzionali coinvolte dal progetto.
Qui di seguito un approfondimento personale, a proposito del racconto di cui si fa cenno nel comunicato della Soprintendenza.
Come è noto, Erodoto viene considerato il primo storico. Visse nell’età d’oro di Atene, il V secolo a.C. di Pericle e racconta tutto quello di cui è venuto a conoscenza dei tempi suoi e di quelli dei due -tre secoli precedenti, infilando anche nei suoi resoconti, aneddoti e curiosità, ricostruiti scientificamente con l’analisi delle fonti, l’audizione dei testimoni, o di ‘persone informate sui fatti’ e pure sopralluoghi di persona; oltre a incursioni su motivi e personaggi più antichi, di cui gli era giunta, sia pur frammentaria, l’eco.
In un passo delle sue “Storie”, narra di una grande spedizione degli abitanti dell’isola di Creta alla conquista della Sicilia, guidati dal mitico re Minosse, che però vi trovò la morte. Riorganizzatisi, i Cretesi assediarono per cinque anni Agrigento, ma non riuscirono ad espugnarla. Decisero allora di mettere fine all’impresa e di tornarsene a casa.
Nel viaggio di ritorno, però, le loro navi furono sorprese da una formidabile tempesta in prossimità delle coste meridionali del Salento. Raggiunta la terraferma, i superstiti del terribile naufragio, che del resto, con le imbarcazioni distrutte, non potevano fare altro, decisero di stabilirsi là, e fondarono la città di Hydria. Da Cretesi e isolani che erano, diventarono dunque ‘continentali’ e si chiamarono Japigi-Messapi.
Fin qui Erodoto.
Hydria è appunto il nucleo originale su cui si sviluppò in seguito la città messapica di Vereto.



























