COSI’ VENGONO SFRUTTATI GLI AGRICOLTORI

| 26 Maggio 2021 | 1 Comment

Riceviamo e volentieri pubblichiamo. La Confederazione Italiana Agricoltori Puglia ci manda il seguente comunicato______

Ciliegie di Puglia, all’ingrosso 1 euro e nei supermercati a 10

CIA Puglia: “Ai produttori sono pagate una miseria, ai consumatori costano 10 volte di più”

Carrabba: “Lo squilibrio dei mercati è una forma di sfruttamento contro gli agricoltori”

 

BARI – All’ingrosso, il prezzo concordato ai produttori è di 1 euro, mentre tra gli scaffali dei supermercati quelle stesse ciliegie arrivano a costare fino a 10-12 euro al chilogrammo. Agli agricoltori, considerando le spese di produzione, non va nemmeno un decimo di quanto ingrassa i profitti della Grande Distribuzione Organizzata.

“Oltre che un’ingiustizia palese, si tratta di una dinamica che uccide il settore, disincentivando investimenti e lavoro”, ha dichiarato Felice Ardito, presidente dell’area LEVANTE di CIA Agricoltori Italiani della Puglia.

A essere penalizzata, infatti, è soprattutto l’area metropolitana di Bari. Tra il nord e il sud-est della provincia barese, infatti, viene prodotta la maggior parte delle ciliegie italiane. La Puglia detiene il primato nazionale degli ettari coltivati (62%). Nell’area metropolitana di Bari si produce il 40% del prezioso frutto a livello nazionale, il 96% delle ciliegie raccolte in tutta la regione.

All’inizio della campagna cerasicola di quest’anno, sembrava che il prezzo corrisposto ai produttori potesse essere soddisfacente, ma così non è stato. Particolarmente attesa, dopo le difficoltà del 2020, era la campagna della varietà Ferrovia, soprattutto nelle zone a più alta vocazione per questa straordinaria cultivar prodotta a Turi, Putignano e Conversano nel Barese, ma anche a Crispiano (Taranto).

“Lo squilibrio tra il poco che viene riconosciuto agli agricoltori e i margini spropositati che la GDO garantisce a se stessa è diventato un problema enorme, sempre più pressante e ineludibile per la politica, soprattutto in un momento di crisi epocale come quella creata dal combinato disposto della pandemia e dei cambiamenti climatici”, ha dichiarato Raffaele Carrabba, presidente regionale di CIA Agricoltori Italiani della Puglia.

“Siamo di fronte a un vero e proprio sfruttamento da parte delle multinazionali della GDO a danno degli agricoltori, anche questa forma pesantissima di iniquità deve entrare nel dibattito pubblico e nell’agenda della politica”, ha aggiunto Carrabba.

“Per riequilibrare la dinamica di formazione dei prezzi e aumentare il potere contrattuale del comparto primario noi organizzazioni agricole ce la stiamo mettendo tutta, sostenendo soprattutto la nascita di cooperative, l’attivazione di nuove Organizzazioni di Produttori, la vendita diretta dal contadino al consumatore, la digitalizzazione delle aziende per aprire canali di e-commerce, ma la rete e i canali della GDO al momento continuano ad avere uno strapotere che crea disequilibri, ingiustizie e pericoli non solo per i produttori ma anche per i consumatori”, ha concluso Carrabba.

Category: Cronaca, Politica, Riceviamo e volentieri pubblichiamo

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  1. Confederazione Italiana Agricoltori Puglia - tramite mail ha detto:

    Cia Puglia: “La guerra delle ciliegie si vince solo unendosi”

    Carrabba: “Creare Op, raccolti su più settimane, differenziare tra consumo e trasformazione”

    “Comprensibile la rabbia di chi ha svuotato a terra le cassette, ora andiamo oltre quella rabbia”

    Ciliegie a terra, intere cassette svuotate per strada a tingere di rabbia l’asfalto.È quanto accaduto a Casamassima, durante una clamorosa e drammatica protesta. Cosa sta succedendo alla campagna cerasicola pugliese?

    “Succede che moltissimi piccoli e medi produttori, in Puglia, non sono nelle condizioni di raccogliere il prodotto perché il prezzo che viene loro accordato non copre nemmeno le spese per la raccolta e i costi di produzione”, ha spiegato Raffaele Carrabba, presidente di CIA Agricoltori Italiani della Puglia. Sono principalmente tre i fattori sui quali le controparti dei produttori stanno facendo leva per spingere al ribasso i prezzi corrisposti ai produttori.

    “A causa di alcuni fattori climatici, il calibro di una parte del raccolto è inferiore ai consueti standard”, ha aggiunto Sergio Curci, responsabile GIE Ortofrutta per CIA Puglia.

    “Le dimensioni ridotte, che pure non inficiano la qualità delle ciliegie, fanno si che il prodotto sia giudicato meno appetibile per il consumatore”. “A questo, poi, si aggiunge che, nella nostra regione, il raccolto quest’anno sia caratterizzato da quantitativi rilevanti che hanno intasato il mercato nelle prime settimane di campagna cerasicola.

    Il terzo fattore è rappresentato dall’esiguità del numero di OP (Organizzazioni di Produttori), di cooperative o consorzi capaci di aggregare l’offerta, programmarne l’uscita sul mercato, differenziarla per tipologie e destinazione di consumo o trasformazione a seconda dei differenti livelli qualitativi delle ciliege prodotte”.

    “Quella dei prezzi al ribasso e dello squilibrio tra quanto accordato ai produttori e i profitti della GDO è una questione che riguarda tutto il settore della frutticoltura e più in generale dell’ortofrutticolo”, ha dichiarato Carrabba.

    “Noi stiamo puntando sull’aggregazione dei produttori. Fare massa critica significa avere un potere contrattuale più elevato ed essere in possesso delle risorse necessarie a fare programmazione e a investire nella ricerca varietale. Occorre programmare campagne cerasicole nelle quali la produzione non sia subito ingolfata da grandi quantitativi, ma che distribuisca la raccolta sull’arco di più settimane. E’ necessario, poi, saper realizzare una programmazione anche rispetto alle diverse qualità: nei mercati rionali e cittadini, così come nei supermercati, dobbiamo fare arrivare prodotti di grande qualità che siano remunerativi per i produttori. Allo stesso tempo, è necessario saper prevedere che una parte dei raccolti, quelli caratterizzati da calibri e resa qualitativa differente, possa prendere la via della trasformazione in bevande, succhi di frutta, confetture, prodotti essiccati, preparati vitaminici e altro ancora”.

    “La rabbia è comprensibile. Siamo solidali con i produttori che hanno manifestato, ma allo stesso tempo dobbiamo dire chiaramente che quella rabbia va incanalata in qualcosa di più costruttivo, altrimenti non ci resteranno altro che cassette svuotate a terra e frustrazione crescente. Dalla politica dobbiamo pretendere gli strumenti e le azioni necessarie a favorire le aggregazioni e un riassetto organizzativo del settore. A noi stessi, invece, dobbiamo chiedere un cambio di mentalità, un’apertura verso il futuro che è fatto di aggregazione, con la nascita di nuove Organizzazioni di Produttori, perché un produttore solo è anche più debole e maggiormente esposto alle manovre speculative”.

    Secondo Pietro De Padova, presidente CIA Due Mari (Taranto-Brindisi), “la GDO negli ultimi 20 anni di fatto ha stritolato i produttori agricoli. All’interno dei supermercati i prodotti non ricevono il giusto riconoscimento, poiché divengono oggetto o di svalutazioni al ribasso per fare da prodotto ‘civetta’ o di rincari spesso spropositati, soprattutto a fronte di quanto viene riconosciuto ai produttori.

    Forse è arrivato il momento di favorire la rinascita di punti vendita e negozi specializzati per la distribuzione dei prodotti ortofrutticoli, poiché la grande distribuzione, anziché avvicinare il produttore al consumatore, allarga la forbice imponendo costi aggiuntivi alla filiera legati alla logistica e ai trasporti. Le perdite per gli agricoltori sono sempre più consistenti, poiché stiamo parlando di merce altamente deperibile che, tra l’altro, sui banconi della Gdo viene spesso maneggiata dai consumatori-clienti, accelerando così il processo di deterioramento”.

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