EMERGENZA INCENDI, VALUTAZIONI DEI VIGILI DEL FUOCO

| 15 Luglio 2021 | 0 Comments

Riceviamo e volentieri pubblichiamo. I sottoelencati rappresentanti sindacali dei Vigili del Fuoco (nella foto) ci mandano per conoscenza la lettera inviata al Prefetto di Lecce______

All’Ufficio Territoriale del Governo di Lecce
Sua Eccellenza il Prefetto
Dott. Maria Rosa TRIO

 

Oggetto : Campagna AIB 2021 – Emergenza incendi nota a verbale incontro Prefettura del 14/07/21.

 

 

Sua Eccellenza,

le scriventi OO.SS., CISL FNS – UILPA VVF – CONFSAL VVF, rappresentative dei Vigili del Fuoco della provincia di Lecce, hanno accolto favorevolmente l’invito all’incontro odierno, anche se pervenuto purtroppo dopo l’avvio disastroso su piano degli incendi stagionali nella nostra provincia. Corre l’obbligo rammentare che le problematiche che si andranno ad affrontare sono già stati oggetto da parte delle OO.SS. partecipanti al tavolo odierno di diverse iniziative del passato come già avvenuto per l’anno 2016 ed esattamente nell’incontro del 08/08/2016, il successivo del 16/05/2018 dove ponemmo all’attenzione dell’allora Prefetto di Lecce la grave situazione relativa agli incendi di sterpaglia, di vegetazione secca in genere e boschivi sviluppatisi nella nostra Provincia e dove tale fenomeno raggiunse preoccupanti intensità generando notevoli rischi per l’incolumità delle persone che numerose frequentano la nostra provincia, incrementate dal notevole flusso turistico, oltre all’innegabile danno ambientale derivato e non ultime le iniziative di inviti e denunce poste all’attenzione dell’opinione pubblica negli ultimi anni riportandoci oggi ad essere nuovamente qui. Quindi ben venga l’incontro odierno anche se a nostro giudizio molto si sarebbe potuto fare dall’incontro del 2018 e si può ancora fare, portando a compimento gli impegni allora assunti. Purtroppo viviamo in un territorio che, duole dirlo, non fa della prevenzione la sua principale arma di lotta, ma si affida solo agli idranti per risolvere problemi che, con attenzione, cura e sorveglianza, non dovrebbero nemmeno esistere. Non a caso, la Provincia di Lecce indossa una poco lusinghiera maglia nera in Puglia per superficie vegetativa andata in questi anni. Il nodo del problema: la prevenzione. A chi spetta?

In una Provincia come la nostra, interessata di frequente dagli incendi di vegetazione spontanea o di boschi, è facile che il fuoco, specie in presenza di condizioni meteorologiche sfavorevoli, come l’immancabile vento, si propaghi fino alle zone abitate. Non di rado si creano situazioni di pericolo per cittadini e le loro abitazioni. Questi eventi sono conosciuti come incendi d’interfaccia urbano-rurale, che possono assumere intensità anche molto elevate. Quest’ultimi, costituiscono, la vera calamità estiva della Provincia di Lecce.

Attraversando molte strade e aree di campagna, se ci si cala in un modo di pensare tipico di  operatori e tecnici antincendio, è facile notare rovi cresciuti in maniera incontrollata, vegetazione infestante, sterpaglie, alberi in terreni ed aree incolte e abbandonate. Tutti luoghi inesorabilmente soggetti a incendi, anche e soprattutto a causa del proliferare di piromani. Non spetta a noi stabilire i motivi che di volta in volta spingono le mani di qualcuno ad accendere fuochi, ma sappiamo bene che l’autocombustione è fenomeno raro in natura. Non nascondiamoci, quindi: il più delle volte c’è la mano dell’uomo dietro a un rogo. Con danni collaterali che possono essere incontrollabili.

Volendo ricordare i casi più frequenti in cui si rischiano conseguenze serie, si possono citare: civile abitazione con giardino adiacente a vegetazione disseccata; serbatoi o bombole di GPL contornati da sterpaglie e rovi; stalle, depositi di foraggio e paglia in particolari condizioni; campeggi e villaggi turistici in adiacenza di campi incolti; distributori di carburanti e gas per autotrazione – impianti di distribuzione (sfiatatoi) – servizi adiacenti a vegetazione infestante; aree di servizio e parcheggio di autovetture specie nelle zona turistiche e lungo le coste a ridosso di sterpi; cabine di trasformazione o altre strutture di distribuzione dell’energia elettrica invase dall’erba alta; ripetitori radiotelevisivi e strutture di servizio annesse invase dall’erba alta; ferrovie (accumuli di traversine in legno trattate con creosoto) e vagoni ferroviari in disuso in aree incolte e abbandonate; depositi di materiali vari contornati da sterpaglie e rovi; rifiuti abusivamente abbandonati nelle campagne.

Torniamo così al dunque. Se non tutto, molto nasce proprio dall’incuria totale dei proprietari dei terreni. Il problema ha un’origine proprio dalla scarsa pulizia dei luoghi. D’inverno, pullulano le discariche abusive. D’estate, con l’erba alta, emerge anche il caso degli incendi con tutte le squadre dei vigili del fuoco a disposizione che circolano a sirene spiegate, giorno e notte, passando da un intervento all’altro. Drammatico e pericoloso, anche per i cittadini, costretti, loro malgrado, a inalare fumi nauseabondi.

Sciogliamo quindi subito un equivoco. Sì, è vero come si ribadisce spesso ai tavoli che la gestione degli interventi per gli incendi boschivi dipende dalla Regione, ma – e lo sottolineiamo – la pulizia che permetterebbe di evitare all’origine gli incendi d’interfaccia urbano-rurale dipende dal rigore nell’applicazione delle disposizioni da parte delle Amministrazioni Comunali, che hanno il potere di vigilare e sanzionare. Ecco perché occorre partire dalla prevenzione, e non ci stancheremo di ricordarlo. La prevenzione dovrebbe essere la prima istanza e l’intervento risolutivo dei Vigili del Fuoco solo una fase di gestione di un’emergenza. Invece, da noi, l’emergenza è la norma e in questo c’è qualcosa di profondamente distorto.

Il nodo, dunque, non è rappresentato soltanto dal numero di uomini e mezzi in dotazione al nostro Corpo, ma proprio da quanto le Amministrazioni fanno per evitare l’insorgere e il propagarsi dei roghi. Va da sé anche un dato che sembra quasi scontato: tanto più funzionerà l’attività preventiva, tanto minore sarà la spesa pubblica. Allora, perché ancora si è lontani da una soluzione?

La verità è sotto gli occhi di tutti. Gli incendi sono solo l’elemento che pone l’accento su questioni irrisolte alla radice, ma che spesso fingiamo di non vedere. Se il fuoco non esistesse, le campagne sarebbero comunque abbandonate, piene di rifiuti, di erba alta, di animali selvatici come topi. E ci chiediamo: è per caso la Regione che deve controllare i suoi 258 Comuni, o sono le singole Amministrazioni a dover controllare i propri demani?

E’ responsabilità di ogni singolo Comune, ci rispondiamo, obbligare i cittadini a rispettare le norme. Bisogna quindi fare pressioni sui Comuni perché applichino la legge. Obbligandoli a sorvegliare e multare i proprietari che non accudiscono ad arte i terreni dal punto di vista del taglio e della pulizia. Un privato deve avere cura della sua proprietà, perché i danni provocati dalla sua incuria si riflettono spesso sul bene e la salute pubblici. Allo stato dei fatti, vista situazione molto grave, con la presente queste OO.SS. chiedono quindi a Sua Eccellenza di istituire delle linee guida di gestione affinché tutti i Sindaci, quali autorità Comunali di Protezione Civile, possano:

– ordinare ai proprietari e/o conduttori di aree agricole non coltivate, di aree verdi urbane incolte, i proprietari di villette e gli amministratori di stabili con annesse aree a verde, i proprietari di fienili e fabbricati in genere destinati all’agricoltura, i responsabili di cantieri edili e stradali, i responsabili di strutture turistiche, artigianali e commerciali, con annesse aree pertinenziali, di provvedere ad effettuare i relativi interventi di pulizia, a proprie cura e spese, dei terreni invasi da vegetazione, mediante rimozione di ogni elemento o condizione che possa rappresentare pericolo per l’incolumità e l’igiene pubblica, in particolar modo provvedendo alla estirpazione di sterpaglie e cespugli, nonché al taglio di siepi vive, di vegetazione e rami che si protendono sui cigli delle strade ed alla rimozione di rifiuti e quant’altro possa essere veicolo di incendio, mantenendo, per tutto il periodo estivo, le condizioni tali da non accrescere il pericolo di incendi;

– ordinare ai proprietari di effettuare fasce protettive lungo tutto il perimetro dei propri terreni invasi da sterpi, in modo da evitare che un eventuale incendio, attraversando il fondo, possa propagarsi alle aree circostanti e/o confinanti. O dei tanti uliveti disseccati dal batterio della xylella fastidiosa che ha indotto gli stessi proprietari al completo abbandono di interi ettari, ricoperti da sterpaglie e privi delle minime difese.

–  imporre agli stessi un maggior controllo del rispetto delle Leggi Regionali per la lotta agli incendi boschivi, anche attraverso l’uso delle sanzioni e di una campagna di informazione per sensibilizzare il cittadino, e le istituzioni stesse, alla pulizia dei terreni.

In alternativa nella consapevolezza che la Legge Regionale in materia di incendi boschivi non viene incontro alle Amministrazioni Locali, disincentivate ad intraprendere azioni di repressione, sia per non recare malcontento alla popolazione, sia perché tutti gli introiti delle sanzioni sono a favore della sola Regione Puglia, suggeriamo l’emanazione di apposite Ordinanze Sindacali in materia di incendi boschivi in cui le Amministrazione Comunali, avvalendosi del supporto delle squadre di Polizia Locale, possano individuare i terreni non rispettosi dell’ordinanza, e con l’ausilio di squadre comunali e/o private, provvedere alla pulizia dei terreni per poi richiedere a tutti i cittadini inadempienti il costo sostenuto per la pulizia del fondo. Sarebbe una soluzione tampone, certo. Ma comunque una base di partenza.

In ogni caso, qualunque sia la soluzione che si vorrà adottare, è giunta l’ora che la Amministrazioni Comunali facciano la loro parte.

La situazione allo stato attuale

Riguardo alla situazione attuale, in materia di tutela del patrimonio boschivo e di lotta attiva contro gli incendi boschivi la suddivisione di competenze tra lo Stato e le Regioni non risulta mutata; mentre tali competenze restano prioritariamente affidate alle Regioni, allo Stato continua a spettare in via sussidiaria il concorso alla lotta attiva agli incendi boschivi attraverso il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco e l’Arma dei Carabinieri, per le connesse attività di prevenzione e repressione. Il Dipartimento della Protezione Civile coordina il concorso aereo statale attraverso il Centro Operativo Aereo Unificato (COAU), a cui contribuiscono anche componenti della Difesa attraverso propri mezzi aerei.

Per quest’ultima attività sussidiaria, oltre ai 16 Canadair, il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco svolge un essenziale ruolo di concorso nelle attività di spegnimento, anche per l’indirizzamento degli interventi aerei, grazie all’avvenuta formazione di personale per l’esercizio della funzione di Direttore delle Operazioni di Spegnimento (D.O.S.). La legge quadro, altresì, affida all’autonomia regionale il coordinamento delle proprie strutture antincendio con quelle statali, istituendo e gestendo, con un’operatività di tipo continuativo nei periodi a rischio di incendio boschivo, le sale operative unificate permanenti (SOUP, istituite presso le regioni). In tale attività, la nostra regione si avvale, per il tramite di apposite convenzioni, oltre che delle proprie strutture e dei propri mezzi, di risorse, mezzi e personale del Corpo Nazionale dei vigili del fuoco e del Servizio Nazionale della Protezione Civile, con la predisposizione di squadre dedicate.

La SOUP, tuttavia, ha dimostrato i propri limiti nella gestione delle emergenze locali.

Infatti, evidenziamo ancora una volta che le chiamate per gli interventi giungono il più delle volte al numero di soccorso 115. La conseguenza? E’ la sala operativa del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Lecce a dover gestire direttamente una mole imponente di problemi.

Pertanto, dal punto di vista organizzativo, sentiamo l’esigenza di voler sollecitare il rafforzamento del Centro Operativo Provinciale (COP), di Campi Salentina, così che possa implementare e coadivare, al meglio, sul territorio provinciale, la SOUP regionale e la sala operativa provinciale VVF. Il COP ha dimostrato in questi anni la propria efficienza ed efficacia, grazie alle tante squadre di volontari della PC dislocate sul territorio provinciale. Questo uniti alla conoscenza del territorio provinciale ed al coordinamento dei VVF hanno garantito un valido contributo, incidendo  in maniera determinante alla lotta agli incendi boschivi e di interfaccia, grazie anche e soprattutto alla razionalizzazione delle risorse umane e dei mezzi.

Il 115 è quindi un numero di emergenza che, allo stato attuale, viene sommerso da chiamate per incendi di sterpaglia, spesso dai toni agitati, se non addirittura alterati. La gestione delle emozioni di chi chiama diviene un’ulteriore emergenza, insieme alla difficoltà per l’operatore di S.O. di distinguere i falsi allarmi da situazioni che richiedono un reale intervento. E’ facilmente intuibile come le decine e decine di chiamate quotidiane per sterpaglie in fumo diano origine a situazioni di code telefoniche. Purtroppo, non è inusuale che ci sia, in attesa, la richiesta per salvare una vita. Numeri negli ultimi periodi ulteriormente incrementati, tanto da poter stimare già per il primo periodo tra maggio e giugno rispetto allo scorso anno un incremento di circa il 33% con un numero di circa 2.000 interventi ed un trend in continua crescita del mese di Luglio. La conseguenza indotta ricade pesantemente sullo stress operativo del personale vvf, in particolare della Sala Operativa Provinciale 115 che dai dati stimati nello stesso periodo vede l’incremento di una media di chiamate superiori alle 1.200 giornaliere con la risposta di personale impiegato eguale agli altri periodi dell’anno di n.2 operatori VV.F. ed n.1 unita quale Responsabile per il turno di 12ore, con evidenti segnali preoccupanti sulla loro salute con i casi d’infortunio in incremento, già una decina e che mette a dura prova le già esigue e vetuste risorse disponibili sia strumentali che economiche con grave danno per la collettività che si vede sottratte le già scarse squadre vvf alle richieste di intervento da parte dei cittadini.

–          In tutto questo, si rappresenta, inoltre, la drammatica situazione del parco automezzi. I vigili del fuoco, di Lecce si trovano a dover affrontare in emergenza anche gli interventi ordinari. Le APS (auto pompa serbatoio) non vengono sostituite con nuove assegnazioni da alcuni decenni ed hanno raggiunto un chilometraggio ed un’usura troppo elevati. Oltre alle APS si registra la mancanza di mezzi di piccola concezione, come pick-up dotati di modulo antincendio, utilissime alla causa, ma anch’esse nell’analoga situazione sovraesposta per le APS. Occorrerebbe prevederne l’acquisto cospicuo, a seguito dello stanziamento di opportune somme specifiche previste dalla convenzione regionale AIB, di automezzi con particolari caratteristiche antincendi boschive in sostituzione di quegli automezzi oramai ultraventennali che dimostrano costantemente la loro inefficienza ed inaffidabilità, vetusti e superati. Inoltre ricordiamo come l’acquisto di nuovi automezzi consenta una gestione ottimale degli interventi in sicurezza per gli operatori VV.F. oltre ad un sicuro risparmio economico della gestione del parco automezzi che dalle nostre stime porta a considerare estremamente vantaggioso gestire automezzi nuovi che consentono, grazie alla copertura in garanzia per almeno 7 anni interventi di manutenzione che abbattono per centinaia di migliaia di euro il costo di gestione.

–          Vi è la necessità di aumentare le dotazioni organiche vvf con una convenzione AIB che destini adeguate somme all’impegno di personale in straordinario, valutando l’esigenza di rendere strutturali le somme necessarie e il loro relativo stanziamento da parte della Regione Puglia, prevedendo in particolare l’impiego nelle ore notturne di squadre AIB vvf, restando l’unica componente operativa antincendi presente h24, dette convenzioni potrebbero essere allargate alla provincia di Lecce con i suoi comuni.

–          Inoltre si rende necessario anticipare la data d’inizio Campagna AIB nel territorio salentino per tutte le componenti coinvolte entro la fine di Maggio con la contestuale ed immediata attivazione del Centro Operativo di Campi Salentina e le squadre antincendio delle associazioni di Protezione Civile per porre in essere il valido contributo che necessita.

 

Allo stato dei fatti, visto che il dlgs 177 del 2016, ha attribuito le competenze del disciolto Corpo Forestale dello Stato, ai Vigili del Fuoco, in materia di lotta attiva agli incendi boschivi, senza attribuire agli stessi i mezzi necessari ad affrontare l’aumento consistente dei carichi di lavoro derivanti da tale discioglimento, stante il nuovo Codice di Protezione Civile (224/2018), che attribuisce ai VVF il coordinamento nelle emergenze di PC, in conclusione, sentiamo l’esigenza di chiedere a Sua Eccellenza di farsi portavoce e di impegnarsi al fine di reperire risorse economiche, attraverso l’intercettazione e il conseguente utilizzo di fondi POR, per l’acquisto di mezzi (in particolar modo di APS e PICK-UP) da destinare in comodato d’uso ai vigili del fuoco di Lecce.

Grazie a nome di tutti i vigili del fuoco, Sua Eccellenza

FNS CISL                             UILPA VVF                                CONFSAL VVF

Scalzo S.                               De Giorgi A.                                     Pisanò T.  ______

 

LA RICERCA nel nostro articolo del 4 luglio scorso

EMERGENZA INCENDI SENZA FINE NEL SALENTO

Category: Cronaca, Riceviamo e volentieri pubblichiamo

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