NOTE D’ARTE / “Cruciale” DI GIULIO IACCHETTI, A LECCE DA SABATO 18

| 18 Maggio 2024 | 0 Comments

di Raffaele Polo _______ 

Sabato 18 maggio, alle ore 17.30 si inaugura a Lecce, presso il Castello Carlo V, la mostra “Cruciale” del designer Giulio Iacchetti (nella foto).

La mostra arriva a Lecce, dopo il successo riscosso a Matera, grazie alla cura di Rosaria Copeta e Stefania Galante, progettiste e docenti di Design rispettivamente, presso l’Accademia di Belle Arti di Foggia e l’Istituto di Design di Matera la prima, presso l’Accademia di Belle Arti di Lecce la seconda, con la collaborazione della Direzione regionale Musei Puglia.

“Cruciale” di Giulio Iacchetti presenta una raccolta di oggetti, frutto di una ricerca cominciata più di dieci anni fa e che continua ancora oggi, in cui la croce è indagata nelle sue potenzialità formali e progettuali. Nata dalle ricerche personali di Giulio Iacchetti la mostra si compone di ventisette croci ottenute attraverso elaborazioni formali e materiche, dall’argento al ferro battuto, dal tubolare d’acciaio al vetro soffiato e alla fibra di carbonio, con  rielaborazioni di oggetti della quotidianità: una chiave, un mattone, una pista elettrica per macchinine, un materasso… La croce non è vista solo per il suo valore religioso, ma è per l’autore solo un punto di partenza per esplorare il significato che viene attribuito ai segni con, l’uso e il valore della simbologia nella cultura occidentale.

Attraverso il dialogo incredibilmente consonante tra gli oggetti e la città, Iacchetti ci dimostra come il design contemporaneo non risponda soltanto ad istanze funzionali ma possa, anche, stimolare il pensiero, suscitare reazioni, sentimenti ed emozioni.

In particolare, la ventisettesima croce, progettata per l’esposizione a Lecce dalla azienda Pimar, è una croce latina, realizzata in calcarenite, pietra tipica del territorio, la cui estremità inferiore dell’elemento verticale si trasforma in una vite. Una croce contraddistinta da una sintesi formale che nella sua concezione dimostra l’abilità di Giulio Iacchetti nel creare oggetti che racchiudono più significati. L’essenzialità della forma, priva di qualsiasi tipo di aggettivazione, il materiale lapideo, la presenza del dispositivo apicale rimandano, infatti, alle croci infisse nel terreno che, accanto a mille altre, tutte uguali, costituiscono i cimiteri di guerra.

In questi tempi così feroci, sembra essere un invito a riflettere sul costo umano dei conflitti, che privano i caduti spesso anche della dignità del nome, che nessun elenco su lapidi cittadine potrà restituire.

La vite, termine che è il plurale di vita, in posizione opposta alla croce, sembra, inoltre, volerci ricordare il dualismo dell’esistenza umana,  trasformando il moto rotatorio in lineare e viceversa, girando apparentemente su stessa,

in realtà, avanzando, vincendo la resistenza dei materiali, fermandosi e tornando indietro, ma soprattutto legando elementi diversi – quale metafora del dialogo, strumento per “mantenere la pace con la pace” (Sant’Agostino). E non è un caso che la vite fu probabilmente inventata, proprio in Puglia, da Archita da Taranto.

L’esposizione di Lecce, con ingresso gratuito fino al 30 giugno, è resa possibile grazie al sostegno di diverse realtà d’impresa, tra queste l’azienda salentina Sprech, con sede a Martano(Lecce), che ha sostenuto la realizzazione della mostra con il desiderio di portare un importante evento culturale sul territorio.

Category: Cultura, Eventi

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