SPARATORIA A NARDO’, SVILUPPI

| 5 Gennaio 2026 | 0 Comments

(f.f.)____________

Si è trincerato dietro il silenzio durante l’interrogatorio formale, ma ha voluto comunque affidare al giudice una versione dei fatti utile, a suo dire, a chiarire le responsabilità. Il 41enne originario di Gallipoli, arrestato per la sparatoria avvenuta il giorno di Capodanno a Nardò, ha sostenuto di aver agito per legittima difesa e ha escluso qualsiasi coinvolgimento del figlio quindicenne, anch’egli indagato nell’inchiesta.

L’uomo è comparso davanti al giudice del Tribunale di Lecce, mentre il ragazzo è stato ascoltato separatamente dalla magistratura minorile. Il padre, pur avvalendosi della facoltà di non rispondere, ha reso dichiarazioni spontanee nelle quali ha ribadito che il figlio non avrebbe avuto alcun ruolo nel ferimento del 51enne, né sarebbe stato a conoscenza della presenza dell’arma. Il minore, dal canto suo, ha negato ogni addebito, sostenendo di essere del tutto estraneo all’episodio.

Al termine dell’udienza, il giudice per i minorenni ha disposto per il quindicenne il trasferimento dall’istituto penale a una comunità, ritenendo sufficiente una misura meno restrittiva rispetto a quella richiesta dalla procura.

I fatti risalgono al primo pomeriggio del 1° gennaio, quando in via Pompiliano sarebbe scoppiata una violenta discussione tra il 41enne e la sua ex compagna. Nel corso del diverbio sarebbe intervenuto un 51enne del posto, nel tentativo di difendere la donna. È in quel frangente che sono stati esplosi alcuni colpi di pistola, uno dei quali ha raggiunto l’uomo a una gamba, fortunatamente senza causargli conseguenze gravi.

Secondo quanto emerso, la situazione avrebbe potuto degenerare ulteriormente, considerata la presenza in strada di altre persone, tra cui un altro figlio della coppia e alcuni passanti. Dopo gli spari, padre e figlio si sarebbero allontanati rapidamente a bordo di una motocicletta.

Le indagini, avviate immediatamente dalla polizia, hanno condotto in serata al rintraccio dei due in un’abitazione di Gallipoli, grazie al tracciamento dei telefoni cellulari. Durante la perquisizione è stata sequestrata una pistola Beretta calibro 7,65 con matricola abrasa, insieme a numerose cartucce. Recuperati anche indumenti, un casco e il mezzo utilizzato per la fuga.

A carico del 41enne, oltre all’accusa di tentato omicidio in concorso, vengono contestati anche i reati di porto di arma clandestina e detenzione illegale di munizioni. L’attività investigativa prosegue per ricostruire con precisione la dinamica della sparatoria e definire il ruolo effettivo del minore. ___________

LA RICERCA nei nostri articoli del 2 e 3 gennaio scorsi

Category: Cronaca

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