IL PRANZO DELLA DOMENICA / CONDIVISIONE, UNIONE, FAMIGLIA PER ANTONIO PETRACHI

di Raffaele Polo ____________
Se avete bisogno di un bravo fisioterapista, c’è lui: Antonio Petrachi, silenzioso, puntuale, preciso, efficiente. E quale occasione migliore per parlare, tra un esercizio e l’altro, ricordando proprio ‘Il pranzo della domenica’…
«Il pranzo della domenica per me rappresenta un momento di pausa dalla routine settimanale, lo era ai tempi della scuola e lo è anche oggi con il lavoro, è l’occasione giusta per fermare i pensieri e rilassarsi, godersi il momento».
Antonio non si distrae, ci prospetta il prossimo esercizio e continua:«Se dovessi descrivere il pranzo della domenica mi viene in mente quello di quando avevo 13-14 anni, sempre gli stessi piatti, ma sempre graditi. A casa c’era sempre un clima accogliente, l’aria con quel profumo invitante, tovaglia apparecchiata, e tutti pronti a mangiare».
«Qual era il menù?»
«Il primo era quasi sempre lo stesso: pasta al sugo con qualche variante, da “orecchiette e maccarruni” alle “sagne ncannulate”, cannelloni e tagliatelle.
Per il secondo invece, nel periodo invernale, si approfittava del camino acceso per arrostire la carne al fuoco. Oppure un pò di “carne panata” e delle patatine fritte che non fanno mai male…. Al dolce invece ci pensava “mesciu ucciu” con i dolcetti dellu tommasinu…»
Adesso abbiamo la palla medica tra le ginocchia, Antonio conta i nostri sforzi e conclude, parcamente, la storia dei suoi pranzi della domenica:
«Da qualche mese sono diventato papà e vorrei tanto lasciare a mia figlia un bel ricordo, come lo è stato per me quel pranzo della domenica, soprattutto al giorno d’oggi dove andiamo tutti sempre di fretta. Vorrei insegnarle che il pranzo della domenica è un momento importante per una famiglia, un momento in cui ci si riunisce e per un attimo i problemi e i pensieri di ognuno vengono messi da parte. Il pranzo della domenica è condivisione,unione, è famiglia!
Da quasi 10 anni faccio il fisioterapista, mi occupo della salute delle persone. Cerco di essere di aiuto e di dare alle persone la massima autonomia possibile.
La mattina solitamente svolgo attività domiciliare, per lo più nel mio paese, Melendugno, dove ho modo di conoscere e aiutare i miei compaesani.
E’ divertente perché scopro sempre cose nuove, vecchi detti di paese dai più anziani, parentele e discussioni varie.
Il pomeriggio invece svolgo la mia attività professionale in uno studio privato a Merine, dove siamo una squadra di 10 fisioterapisti, che lavorano, si confrontano e crescono insieme sempre con l’obiettivo di migliorare la salute e il benessere delle persone».
Come non essere d’accordo con Antonio?
Gli esercizi sono terminati, per oggi: ci rivediamo dopodomani, Antonio ci saluta e si allontana. Nell’aria, evocati da lui, gli antichi, meravigliosi profumi delle sagne ‘ncannulate…
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