SALE A BORDO DI UN’AUTO E INTIMIDISCE IL CONDUCENTE: CONDANNATO

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Si è concluso con una pesante condanna il procedimento giudiziario a carico di un 32enne residente a Surbo, ritenuto responsabile di un episodio di estorsione e di una lunga serie di comportamenti persecutori. L’uomo è stato giudicato con rito abbreviato e, nella giornata odierna, il giudice per l’udienza preliminare del tribunale di Lecce, Angelo Zizzari, ha stabilito nei suoi confronti una pena complessiva di otto anni e otto mesi di reclusione, oltre a una sanzione pecuniaria di 2mila euro.
Secondo quanto accertato nel corso del processo, l’imputato avrebbe fermato un’autovettura guidata da uno sconosciuto e, una volta introdottosi all’interno del mezzo senza alcun consenso, avrebbe dichiarato di essere un latitante, facendo leva su presunte frequentazioni criminali per incutere timore. Sfruttando lo stato di paura della vittima, avrebbe così ottenuto la consegna di tutto il denaro disponibile, pari a 80 euro. Per questo episodio, risalente al 23 febbraio 2025, è stata inflitta una condanna di sei anni e otto mesi di carcere.
Oltre all’estorsione, il trentaduenne è stato riconosciuto colpevole anche di atti persecutori aggravati nei confronti di un altro uomo, un 35enne del posto. Convinto che quest’ultimo nutrisse un interesse sentimentale verso la propria compagna, l’imputato avrebbe avviato una vera e propria condotta ossessiva e intimidatoria. Dopo essere tornato in libertà, nel febbraio dello scorso anno, a seguito dell’espiazione di una precedente pena per reati analoghi, avrebbe iniziato a tempestare la vittima di telefonate e messaggi minacciosi, arrivando a prospettare gravi ritorsioni.
Le indagini hanno documentato un numero impressionante di contatti telefonici, concentrati soprattutto nelle ore notturne, e numerosi messaggi dal contenuto violento. In più occasioni, l’uomo si sarebbe presentato anche presso l’attività commerciale di un familiare della persona perseguitata, chiedendo con insistenza e tono aggressivo informazioni sulla sua posizione.L’imputato, assistito dal proprio legale, si trova attualmente detenuto nel carcere di Trani.
La sentenza prevede inoltre l’interdizione permanente dai pubblici uffici e l’interdizione legale per l’intera durata della pena. Le motivazioni del provvedimento saranno rese note entro i termini di legge.
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