DIARIO DEL GIORNO / LUNEDI’ 26 GENNAIO 2026

Buongiorno!
Oggi è lunedì 26 gennaio 2026.
La Chiesa festeggia i santi Timoteo e Tito.
A Lecce il nostro amico Rino Cuna compie 71 anni: tanti cari auguri!
A Brindisi lo scrittore e musicologo Mino Pica festeggia il suo compleanno: auguri!
26 gennaio 1994. In vista delle elezioni politiche di primavera, Silvio Berlusconi annuncia, con il famoso discorso della “discesa in campo”, la sua entrata in politica.
Da questa mattina siamo in Luna in Primo Quarto.
Da sempre l’uomo, per garantirsi la sopravvivenza, è vissuto in costante armonia con i molteplici ritmi della luna; molti monumenti significativi dell’antichità dimostrano quanta importanza gli antichi attribuissero all’osservazione e all’influenza degli astri e della luna.
Darwin, nella sua “Origine dell’uomo”, dice: l’uomo, come le belve e persino gli uccelli, è soggetto a quella misteriosa legge per la quale certi processi normali quali la gravidanza, la crescita delle piante, la maturazione dei frutti, e il decorso delle malattie, dipendono dai periodi lunari.
I nostri antenati avevano infatti scoperto che:
– molti fenomeni della natura (maree, nascite, ciclo mestruale, …) sono in relazione col corso lunare
– molti animali si regolano con la posizione della luna: ad es., gli uccelli raccolgono il materiale per i loro nidi solo in certi periodi, perché i nidi si asciughino più in fretta dopo la pioggia
– numerose attività quotidiane, come cucinare, mangiare, tagliarsi i capelli, lavorare in giardino, potare, concimare, lavare, fare uso di medicinali, raccogliere erbe medicinali sono soggetti ai ritmi lunari.
Quando la luna è fra terra e sole, noi non la vediamo: ci mostra la sua faccia scura. E’ luna nuova.
Poi la parte luminosa compare e aumenta (luna crescente) fino ad arrivare alla luna piena. Poi decresce (luna calante) fino a tornare alla fase di luna nuova.
A ogni fase della luna corrisponde nella natura un diverso stato energetico.
Come detto, siamo in Luna in Primo Quarto, cioè Luna crescente: questa fase è un momento di potenziamento e rigenerazione: il corpo accumula forza ed energia.
E’ un buon periodo per fare progetti, prendere iniziativa, socializzare. Si ingrassa più facilmente, le ferite tardano a guarire, ciò che viene somministrato al corpo per la rigenerazione e il rafforzamento funziona doppiamente; sono giorni giusti anche per i massaggi rigenerativi e rinforzanti.
La biancheria, con la stessa quantità di detersivo, non si pulisce come in luna calante.
In luna crescente e luna piena nascono più bambini.
La terra si comporta al contrario: tutto fluisce, cresce, prolifica; i succhi risalgono, predomina la crescita in superficie.
Per questo, le piante e verdure che crescono in superficie vanno piantate o seminate in luna crescente, con l’eccezione delle verdure a foglia (insalate, spinaci, cavolo bianco e rosso) che vanno piantate in calante.
Sono i giorni giusti per rinvasare e trapiantare, innestare alberi da frutto.
Lo stesso tipo di energie della luna crescente si ritrovano nella fase che segue le mestruazioni: l’energia è più dinamica, è creativa, si è sessualmente più disposti, ci si sente più attraenti.
A proposito del discorso iniziato tre giorni fa su Mircea Eliade e lo sciamanesimo, ecco un passaggio della trattazione che ne fa l’Enciclopedia Treccani:
“L’interpretazione ‘estatica’, sebbene potenzialmente presente in alcune fonti cristiane permeate di misticismo, deve la sua influenza a Mircea Eliade, la cui opera, apparsa in francese nel 1951 e tradotta in inglese nel 1964, è stata la prima e rimane l’unica a presentare un inventario generale dello sciamanesimo. L’autore ha il merito di ricondurre il fenomeno nell’ambito religioso e di presentare un’ampia indagine comparativa. Tuttavia, colpito dalla varietà delle credenze associate allo sciamanesimo, Eliade finisce per considerare quest’ultimo frutto dell’esperienza religiosa allo stato primitivo e della sua ritualizzazione, equiparandolo a una ‘tecnica arcaica dell’estasi’. In questo modo viene conservata l’ottica psicologica, e cambia solo il modo di concepire la personalità dello sciamano, che da patologica diventa mistica e degna di essere esaltata. L’opera di Eliade, che è all’origine dell’attuale immagine idealizzata dello sciamanesimo, deve la sua risonanza al grande pubblico più che agli studiosi di etnologia religiosa, i quali ne contestano il comparativismo.
Tale attitudine critica si è tradotta il più delle volte in un ritorno all’approccio etnografico, ma talvolta è sfociata in un rifiuto del concetto stesso di sciamanesimo, giudicato vacuo e inutile (v. Geertz, 1966).Il concorso di varie cause – l’interesse per gli stati di alterazione della coscienza (v. Bourguignon, 1973) e per le sostanze allucinogene (si pensi ai romanzi di Castaneda), il desiderio di aiutare gli Indiani d’America a dare un senso alla propria vita riallacciandosi alle proprie tradizioni – ha suscitato nei paesi della West coast americana una moda che ha reso popolare la concezione mistica di Eliade.
È qui che hanno avuto origine, con il contributo degli etnologi, i vari movimenti ‘neosciamanici’, il più noto dei quali è quello di Michael Harner. Nati per favorire il rinnovamento indigeno, essi sono diventati per lo più imprese commerciali che organizzano corsi a pagamento per apprendere tecniche esotiche di terapia di gruppo; altri movimenti propugnano il superamento del Sé attraverso stati di trance provocati dall’assunzione di psicofarmaci. Si tratta però di semplici tecniche destituite di senso in quanto sradicate dal loro contesto culturale”.
Proverbio salentino: CI CHIANTA UNGULI MANGIA FAE
Chi mette a dimora la piantina della fava ne mangerà il frutto.
In altre parole ognuno raccoglie ciò che semina.
A questo proposito i nostri vecchi raccontavano “nnu culacchiu”.
Un giorno un poveraccio preso dai morsi della fame si inoltrò in un campo di fave nel periodo in cui questi gustosi legumi erano buoni da mangiare. Dopo averne mangiato a sazietà prese la bisaccia che aveva sulla spalla e cominciò a riempirla di fave, mentre lo faceva gridava dalla contentezza: ” FAE FAE E FAZZA – CENTU TUMENI CU NDE FAZZA” e poi ancora:” FAE FAEE E FAZZA CENTU…”. Il proprietario del terreno sopraggiunto sul posto sentendo questo poveraccio, che implorava ad alta voce la Provvidenza di dare ” centu tumeni” ossia di dare un raccolto abbondante, ne ebbe compassione e rimase nascosto a godersi la scena. Perchè se era vero che lo stava derubando era pur vero che nei confronti di questi chiedeva che il buon Dio fosse generoso.
Dopo aver mangiato a sazietà ed essersi riempita la bisaccia il motivetto però cambiò e da: ” FAE FAE E FAZZA – CENTU TUMENI CU NDE FAZZA” passò a: ” E MO CA AGGIU CHINU LA MIA BISAZZA – QUANTU CAZZU OLE CU NDE FAZZA FAZZA” …” E MO CA AGGIU CHINU LA MIA BISAZZA…”, ossia “ora che ho riempito la mia bisaccia quante ne vuol fare ne faccia”. Ma non fece in tempo a ripetere il ritornello, che il contadino, proprietario del campo, armato di un nodoso bastone, gli tolse tutte le fave raccolte, e gli mandò di traverso quelle che aveva mangiato.
Category: Costume e società



























