TRASPORTAVANO ORDIGNI ARTIGIANALI PER DUE CHILI: PROCESSO IMMEDIATO PER DUE GIOVANI FERMATI NEL SALENTO

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Andrà direttamente a processo la vicenda che coinvolge due giovani originari della provincia di Foggia, bloccati nei mesi scorsi con un ingente quantitativo di materiale esplodente trasportato in auto. Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Lecce ha disposto il rito immediato, accogliendo la richiesta della Procura, e ha fissato la comparizione in aula per il prossimo aprile.
Gli imputati, Denis Nicola Arace e Simone Ameri, entrambi ventunenni, erano stati arrestati a Galatone durante un controllo su strada mentre viaggiavano con un carico di dispositivi esplosivi privi di qualsiasi sistema di sicurezza. Attualmente si trovano detenuti nel carcere leccese. Arace, di Orta Nova, è assistito dall’avvocato Francesco Americo; Ameri, residente a Borgo Mezzanone, è difeso dal legale Luigi Marinelli.
Secondo quanto emerso dalle indagini, Ameri sarebbe inoltre legato da vincoli familiari con un giovane ritenuto figura di riferimento di uno dei gruppi criminali specializzati negli assalti ai bancomat tramite cariche esplosive, organizzazioni già finite al centro di recenti operazioni investigative coordinate dalla magistratura foggiana.
L’episodio risale allo scorso ottobre. Ai due viene contestata la detenzione illegale, in concorso tra loro, di numerosi manufatti pirotecnici clandestini: in totale 108 candelotti artigianali del tipo denominato “Satanello Foggia 24”, ciascuno con circa 25 grammi di composto attivo, per un peso complessivo superiore ai due chilogrammi di miscela deflagrante. Il materiale viaggiava su un veicolo diretto dalla Capitanata verso il territorio salentino.
Il fermo è scattato durante un posto di controllo dei carabinieri lungo la via perimetrale San Giuseppe, in territorio di Galatone. I militari hanno notato movimenti sospetti nell’abitacolo: conducente e passeggero avrebbero tentato di sottrarsi alla vista abbassando i sedili al passaggio della pattuglia. Un comportamento che ha insospettito gli operanti, i quali hanno deciso di procedere con una verifica approfondita.
All’interno dell’auto sono stati trovati, occultati tra vestiti e altri oggetti, due congegni metallici artigianali utilizzati per far saltare gli sportelli automatici, insieme ai candelotti esplosivi, a un tratto di miccia a combustione lenta di colore giallo, rotoli di nastro e materiale cartaceo. Vista la pericolosità del contenuto, è stato richiesto l’intervento degli artificieri, che hanno provveduto alla messa in sicurezza e alla successiva neutralizzazione degli ordigni, giudicati completi e pronti all’uso.
Gli investigatori ritengono che il carico fosse già nella disponibilità dei due prima della partenza e provenisse da un circuito illegale di produzione o distribuzione. La destinazione ipotizzata sarebbe stata l’impiego in azioni criminali ad alto rischio, in particolare assalti a sportelli bancomat mediante esplosivo.
In sede di convalida dell’arresto, il giudice aveva evidenziato la gravità del quadro, sottolineando sia la quantità e la tipologia del materiale sequestrato sia la condotta ritenuta particolarmente disinvolta degli indagati, che avrebbero trasportato per centinaia di chilometri un carico potenzialmente devastante. Secondo la valutazione del gip, l’eventuale detonazione simultanea degli ordigni avrebbe potuto provocare danni estesi su un’area molto ampia.
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