AGGUATO A GALLIPOLI / SVOLTA NELLE INDAGINI: TRE PERSONE ARRESTATE

| 18 Febbraio 2026 | 0 Comments

Report della Questura di Lecce _____________

Gallipoli – la Polizia di Stato esegue tre ordinanze di custodia cautelare in carcere a carico dei responsabili della sparatoria avvenuta il 27 ottobre 2025

Le indagini, dirette dalla Procura della Repubblica di Lecce  e condotte dal Commissariato di P.S. di Gallipoli della Questura di Lecce con il supporto degli investigatori della Squadra Mobile della Questura di Lecce, hanno portato, nel corso della mattinata del 18 febbraio, all’arresto di tre soggetti (di cui due fratelli) dimoranti nel comune di Gallipoli in esecuzione dell’ordinanza applicativa della custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. di Lecce: i tre sono ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di tentato omicidio, detenzione illegale di armi e/o parti di armi comuni da sparo e munizioni, porto in luogo pubblico di armi comuni da sparo e ricettazione.

È l’importante risultato cui si è giunti all’esito di articolate attività investigative avviate a seguito del grave fatto di sangue avvenuto nel comune di Gallipoli il 27 ottobre scorso allorché era stata segnalata l’esplosione di alcuni colpi d’arma da fuoco contro un soggetto del luogo.

All’arrivo degli equipaggi della Polizia di Stato tutti i protagonisti dell’episodio delittuoso si erano dileguati, mentre il ferito era stato soccorso, poco distante dal luogo, da un giovane che aveva provveduto ad accompagnarlo presso l’ospedale di Gallipoli ove aveva ricevuto le prime cure per le lesioni subite e consistite in una ferita d’arma da fuoco al torace. Successivamente il ferito era stato trasferito presso l’ospedale di Lecce ove era stato ricoverato nel reparto di rianimazione in prognosi riservata sebbene, fortunosamente, non in pericolo di vita.

Immediate le attività investigative avviate dagli uomini del Commissariato di P.S. della Questura di Lecce di Gallipoli coadiuvati dalla Squadra Mobile della Questura di Lecce attraverso, ad esempio, l’escussione delle persone informate sui fatti che avrebbero potuto vedere o sentire qualcosa, l’analisi dei filmati registrati dalle telecamere di videosorveglianza presenti nei pressi del luogo ove era avvenuto il fatto, le minuziose attività di sopralluogo operata dalla polizia scientifica con la repertazione dei bossoli e delle ogive rinvenute, consulenze balistiche e medico legali.

Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Lecce e supportate anche da presidi di natura tecnica quali intercettazioni, esami del traffico telefonico e analisi comparata dei contenuti informatici su apparecchi cellulari, hanno consentito di disvelare come il fatto delittuoso fosse maturato in un contesto criminale che vedeva una esacerbata contrapposizione tra le famiglie dei soggetti coinvolti, attive nel settore dello spaccio di sostanze stupefacenti, emergendo come i colpi d’arma da fuoco esplosi all’indirizzo della vittima fossero in realtà una “risposta” ad altro episodio di fuoco, avvenuto poco prima, ai danni di un familiare dei suoi assalitori, per mano proprio del soggetto ferito. È emerso come i soggetti coinvolti nel grave fatto di sangue abbiano agito con spregiudicatezza e totale assenza di scrupoli, in presenza di un numero non trascurabile di persone e automobilisti del tutto estranei alla dinamica criminale, miracolosamente non tradottasi in tragedia.

È stato accertato, infatti, come la sera del 27 ottobre 2025 il padre di due degli odierni arrestati si fosse messo alla ricerca del soggetto, successivamente attinto dai colpi d’arma da fuoco, giungendo nei pressi della sua abitazione ove si era nascosto, nella penombra, per diverso tempo, mentre uno dei suoi figli era intento ad effettuare diversi giri attorno all’edificio al fine di rintracciarlo.

Una volta avvistato il soggetto che stavano ricercando, nel frattempo sopraggiunto a piedi, l’uomo appostato usciva allo scoperto, affrontandolo: dopo una breve discussione il soggetto sopraggiunto puntava frontalmente, nei confronti di quest’ultimo, una pistola (che dagli accertamenti balistici sui bossoli rinvenuti sarebbe risultata essere un’arma a salve modificata ed in grado di utilizzare munizioni cal. 6.35) esplodendo dei colpi che non attingevano il bersaglio bensì un’autovettura lì parcheggiata. In tali frangenti sopraggiungeva l’autovettura all’interno della quale erano presenti i figli del soggetto che si era appostato ed ai danni del quale il soggetto da questi ricercato aveva sparato alcuni colpi: i predetti, dopo un breve inseguimento, avevano, quindi, esploso anch’essi alcuni colpi d’arma da fuoco attingendo la vittima dell’emitorace posteriore sinistro. Il compendio investigativo, così, raccolto ha consentito al P.M. titolare del fascicolo di chiedere ed ottenere, dal G.I.P. di Lecce, a carico degli indagati, l’emissione della misura della custodia cautelare in carcere che è stata eseguita nella mattinata del 18 febbraio.

Al termine delle formalità di rito per i tre indagati si sono, quindi, aperte le porte del Carcere di Lecce ove sono stati associati a disposizione della competente Autorità Giudiziaria.

Si specifica che i provvedimenti adottati in fase investigativa e/o dibattimentale non implicano alcuna responsabilità dei soggetti sottoposti ad indagini ovvero imputati e che le informazioni sul procedimento penale in corso sono fornite in modo da chiarire la fase in cui il procedimento pende e da assicurare, in ogni caso, il diritto della persona sottoposta ad indagini e dell’imputato a non essere indicati come colpevoli fino a quando la colpevolezza non è stata accertata con sentenza o decreto penale di condanna irrevocabili.

Lecce, 18 febbraio 2026 ____________-

AGGIORNAMENTO della redazione di leccecronaca.it

Gli arrestati sono i fratelli Bernardo e Gabriele Gatto, di 49 e 40 anni, e Michel Barba, 45 anni.

LA RICERCA nei nostri articoli del 28 ottobre e 6 novembre scorsi

Category: Cronaca

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