D’ALEMA CI SPIEGA PERCHE’ LA SINISTRA NON PAGA MAI PEGNO

| 4 Marzo 2026 | 0 Comments

Melcore Valerio_______Ho ascoltato un paio di giorni fa un’intervista che Massimo d’Alema, uno dei leader della sinistra più capace e preparato, ha rilasciato a Corrado Augias durante la trasmissione “La Torre di Babele” su La7.
Non ho potuto fare a meno di notare come le dichiarazioni di Massimo D’Alema non solo confermano fatti storici noti, (come i finanziamenti da USA e URSS) ma, se si presta un minimo di attenzione alle sue parole, esse ribaltano completamente la narrazione della “superiorità morale” della sinistra.
Ecco i punti chiave del racconto di d’Alema, già capo dei comunisti, Presidente del Consiglio, descrive: la Corruzione come “Sistema” vs la corruzione del “Singolo”.
Il cuore del ragionamento è quasi sociologico. Qui si traccia traccia una distinzione netta tra due modi di gestire l’illecito:
Democrazia Cristiana (DC): Una somma di “cani sciolti”. Ladri individuali che usavano la mazzetta per fini clientelari personali. Facili da arrestare perché il legame tra denaro e voto era diretto e privo di filtri.

Partito Comunista (PCI/PDS): Un’entità collettiva. Qui la mazzetta veniva “lavata” attraverso un apparato di associazioni, centri sociali e teatri, cineforum, ecc.
È interessante il ragionamento di D’Alema sulla “degenerazione”: l’idea che finché i soldi servivano al partito (la “causa”), il sistema reggeva moralmente (per loro). Quando i soldi hanno iniziato a servire per l’arricchimento personale, la rete si è rotta. A noi però questa visione romantica non convince anzi, e una sorta di confessione: la solidarietà era in realtà un’organizzazione strutturata per delinquere.
La “Pulizia” delle Mani, la Questione morale di cui pontificava Berlinguer, le campagne pubblicitarie alla fine degli anni’70 “Il PCI ha le mani pulite”.
Il deputato comunista o piddiessino,  non elargiva direttamente il denaro per cui risultava che aveva le mani pulite.
Per cui se la magistratura ha faticato a colpire a sinistra non per assenza di reati, ma per la complessità dell’architettura burocratica che separava il politico dal “fango” dei soldi.

In sintesi il quadro che ci appare è quello di una DC che si muoveva come un gruppo di dilettanti del malaffare rispetto a una sinistra capace di istituzionalizzare e “culturalizzare” il finanziamento illecito. Se le cose stanno così, come le parole di d’Alema lasciano intendere, la complessità organizzativa è una colpa aggravata. Ci troviamo di fronte all’architettura dell’illecito, alla mitologia del potere e elle strutture di partito.
Se la storiografia recente ha spesso interpretato la crisi degli anni Novanta come un crollo morale indistinto, un’analisi più raffinata rivela una dicotomia strutturale profonda tra le due principali forze politiche del Paese: la Democrazia Cristiana (DC) e il Partito Comunista Italiano (PCI), poi evolutosi in PDS.
Il sistema di potere democristiano si caratterizzava per una gestione dell’illecito che potremmo definire “artigianale” e frammentata. La DC operava come una confederazione di notabili, una somma di “cani sciolti” legati al territorio da rapporti clientelari diretti. Questo valeva anche per gli altri partiti alleati della DC, in primis il Partito Socialista.
In questo contesto, la corruzione era un fenomeno atomizzato, il legame diretto, Il rapporto tra dazione di denaro e consenso elettorale era privo di filtri burocratici complessi.

Proprio questa assenza di mediazione rendeva l’esponente democristiano estremamente vulnerabile all’azione inquirente. La “mazzetta” finiva direttamente nelle mani del singolo, rendendo la prova del reato lineare e l’arresto tecnicamente agevole.
Diametralmente opposto, il modello collettivo. Il PCI prima e il PDS dopo, non agiva come un insieme di individui, ma come un’entità collettiva organica. Qui, il reperimento di risorse extra- legali non era finalizzato all’arricchimento del singolo, ma al sostentamento di una complessa “macchina” ideologica e sociale. Che alla fine della giostra permetteva a coloro che facevano parte dell’organizzazione, di gestire potere, raggiungere il successo e quindi arricchirsi, ma che grazie alla “rete” da un lato dava protezione e dall’altra chiedeva fedeltà e disponsibilità.
Il cantautore Bennato come lui stesso racconta, raggiunge il successo con facilità grazie al Partito Comunista, che però poi gli chiede di mettersi a disposizione, e con il brano “Sono solo canzonette” denuncia i retroscena delle forzature e del sistema ricattatorio delle “rete”.
L’innovazione del modello risiedeva nella “culturalizzazione” dell’illecito. Il provento della corruzione veniva filtrato attraverso una rete capillare di un associazionismo diffuso, Centri sociali e circoli culturali, strutture ricreative.

Questo processo di “lavaggio” non era solo finanziario, ma semantico: il denaro perdeva la sua connotazione di “fango” per trasformarsi in linfa vitale per la “causa”. Da una parte la retorica della Solidarietà, dall’altro il filtro burocratico..
Tuttavia, a ben guardare, questa visione appare come la razionalizzazione di un’organizzazione strutturata per delinquere. 
La vera forza della sinistra non risiedeva in una presunta onestà ontologica, ma in un’architettura burocratica talmente complessa da separare il politico dall’atto materiale del passaggio di denaro.
Il deputato comunista non elargiva direttamente il denaro; risultava, dunque, avere “le mani pulite.”
Questa separazione ha creato un’asimmetria durante la stagione di Mani Pulite: la magistratura non ha faticato a colpire la sinistra per una parzialità ideologica, quanto per l’oggettiva difficoltà di penetrare una cortina fumogena di associazioni e schermi societari che schermavano il vertice politico.

In sintesi, il tramonto della Prima Repubblica ha messo a nudo due modi di intendere la politica: da un lato, un gruppo di “dilettanti del malaffare” (la DC), incapaci di proteggere il proprio sistema di finanziamento; dall’altro, una struttura capace di istituzionalizzare l’illecito, trasformandolo in cultura e, di conseguenza, rendendolo invisibile agli occhi del codice penale per decenni.

Questo per il passato e per il presente? Oggi che la DC. e i suoi alleati non esistono più, mentre la gioiosa macchina da guerra di cui parlava l’ex Segretario del PDS Occhetto esiste ancora, cosa è cambiato rispetto alla Prima Repubblica?

Category: Costume e società

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