“Ci penserò domani”. SCENA TEATRALE INEDITA IN UN DIALOGO CON IL TEMPO

di Anna Maria Greco ________________
Premessa
Questo breve dialogo teatrale nasce durante il laboratorio di scrittura sul teatro condotto dal direttore di leccecronaca.it Giuseppe Puppo, che ha proposto ai partecipanti alcuni spunti creativi. Tra questi, il titolo “Ci penserò domani”, tratto da una nota canzone, è stato da me utilizzato come semplice suggestione iniziale, da cui si è sviluppata liberamente questa mia scena come riflessione sul tempo e sull’abitudine umana di rimandare. ___________
CI PENSERO’ DOMANI
Personaggi
ANNA
L’UOMO
SCENA Una stanza silenziosa. Vicino al camino, Anna è seduta sulla vecchia sedia a dondolo della nonna, che oscilla lentamente. Su un tavolo, una clessidra. Il ticchettio leggero di un orologio attraversa la stanza.
ANNA Chi sei?
L’UOMO Come, chi sono. Mi conosci bene.
ANNA No, guarda… non credo proprio. E comunque non ricevo sconosciuti che entrano in casa senza bussare.
L’UOMO Io non ho bisogno di bussare. Non ho bisogno di chiavi. Non ho bisogno di aprire porte o lucchetti. (Pausa.) Io ci sono.
ANNA Che risposta è questa? Sembra la frase di qualcuno convinto di essere profondo.
L’UOMO E tu sembri molto abile a nasconderti dietro l’ironia.
ANNA Vai via. Esci dalla mia casa. Non ti ho chiesto io di venire qui.
L’UOMO No. Tu non chiedi quasi mai davvero. Tu rimandi.
(Anna continua a dondolarsi lentamente sulla sedia.)
L’UOMO Smettila di dondolarti su quella sedia e ascoltami.
ANNA Adesso diamo anche ordini? Sei entrato qui come se fossi il padrone e pretendi pure che io ti ascolti?
L’UOMO Pretendo soltanto che, almeno una volta, tu non fugga.
ANNA Io non fuggo da niente.
L’UOMO No?
ANNA No. Io ho vissuto. Ho corso. Ho ballato sui tacchi. Ho ballato sotto la pioggia. Ho attraversato giorni, stanze, persone. Tu che ne sai di me?
L’UOMO So tutto.
(Silenzio.)
ANNA Che presunzione…
L’UOMO Non è presunzione. È permanenza.
ANNA Interessante. Adesso mi dirai anche che mi osservi da sempre?
L’UOMO Non ti ho mai persa di vista.
ANNA E sentiamo… cosa avresti visto?
L’UOMO Te. Che mi usavi. Che abusavi di me. Che mi maltrattavi.
(Anna smette di dondolarsi.)
ANNA E adesso dovrei chiederti perdono? Sei impazzito? Chi sei tu per venire qui a farmi il processo? Vai via. Subito. Chi sei?
L’UOMO Sono quello che hai usato più spesso. La tua scusa preferita.
ANNA Io non ho scuse.
L’UOMO Davvero? Quante volte lo hai detto. “Non ho tempo”?
(Silenzio.)
ANNA È una frase normale. La dicono tutti.
L’UOMO E con quella frase hai fatto più danni di quanto immagini. Hai rimandato incontri. Hai coperto bugie. Hai giustificato silenzi. Hai lasciato persone ad aspettare.
ANNA La vita è piena di impegni.
L’UOMO La vita è piena di scelte.
ANNA Io ho vissuto.
L’UOMO Hai corso. È diverso.
(Pausa.)
L’UOMO Ti vuoi svegliare, Anna? O stai prendendo tempo anche adesso? Di nuovo. Ancora. Con me. Mi stai usando anche ora? Mi stai consumando con le tue domande, con la tua ironia, con i tuoi giri di parole?
(Pausa.)
Ti stai prendendo gioco di me? O stai semplicemente facendo quello che hai sempre fatto… abusare del tempo.
(Silenzio.)
Io ti ho dato mattine intere. Pomeriggi spalancati. Stagioni. Anni. Ti ho consegnato tutto quello che avevo. E tu mi hai trattato come una provvista infinita. Ma il tempo, Anna… non è una dispensa. Non si conserva. Non si ricompra…
(Un granello scivola lentamente nella clessidra.)
L’UOMO Hai sempre pensato che il domani fosse infinito. Che ci sarebbe stato sempre un altro momento. Un altro giorno. Un’altra occasione. Ma il domani non custodisce nulla. Il domani consuma. Ogni granello che cade non è sabbia. È una possibilità.
ANNA Basta…
L’UOMO Hai detto: domani parlerò, domani chiamerò, domani mi fermerò, domani penserò anche a me.
(Pausa.)
(Lo dice quasi sottovoce, con rammarico.)
E perfino quel piccolo segnale del corpo che chiedeva ascolto lo hai lasciato scivolare nel domani. Come tutto il resto.
(Silenzio.)
ANNA Domani devo incontrare una persona.
L’UOMO Domani?
(Pausa.)
ANNA Una persona importante.
L’UOMO E perché domani?
(Silenzio.)
ANNA Perché… non sono pronta.
L’UOMO Il tempo non aspetta la tua prontezza.
(Un altro granello cade nella clessidra.)
ANNA E se fosse troppo tardi?
L’UOMO Lo è se continui a rimandare.
(Silenzio.)
ANNA Chi dovrei incontrare… secondo te? Visto che sembri sapere tutto.
L’UOMO La persona che hai rimandato più di tutte.
(Anna guarda la clessidra.)
ANNA …me stessa.
(Silenzio.)
L’UOMO Sì. Adesso. Non domani. Adesso.
(Anna lentamente si stringe in un abbraccio.)
ANNA Ho freddo.
(Pausa.)
L’UOMO È il freddo del tempo che non ti sei data. Anna… per una volta non dire “ci penserò domani.” Abbracciati. Abita quest’ultimo istante. Quest’ultimo granello.
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Anna Maria Greco, di Copertino, operatrice sanitaria, è autrice di un libro di poesie, “Come petali caduti dall’anima”, e ne sta preparando un secondo, di prossima uscita. Appassionata di teatro, è la prima volta che ha scritto un testo destinato alla rappresentazione.
Category: Cultura





























