NUOVE INDAGINI SULLA SCOMPARSA DI ROBERTA MARTUCCI: RIAPERTO UN FASCICOLO DOPO UNA TESTIMONIANZA

| 16 Marzo 2026 | 0 Comments

di Flora Fina _____________

A distanza di quasi tre decenni dalla misteriosa sparizione di Roberta Martucci, emergono nuovi elementi che potrebbero riaccendere i riflettori su una vicenda rimasta senza risposte dal 1999. La sorella della donna, Lorella Martucci, continua a battersi con determinazione affinché venga fatta piena luce sulla scomparsa della 28enne, nonostante nel corso degli anni il caso sia stato archiviato più volte, l’ultima nel 2022.

Secondo quanto sostenuto dalla famiglia, negli atti relativi alle intercettazioni effettuate all’epoca della scomparsa vi sarebbero numerose lacune nelle trascrizioni delle conversazioni. Oggi, grazie agli strumenti tecnologici più avanzati, quei passaggi incompleti potrebbero essere analizzati nuovamente e forse chiariti.

Un recente sviluppo è arrivato grazie alla segnalazione di una donna che, dopo aver letto sui social la storia della giovane scomparsa, ha deciso di raccontare un ricordo risalente a quel periodo. La testimone ha riferito che, alla fine degli anni Novanta, su un tratto di litorale compreso tra Mancaversa e Torre Suda — zona che Roberta frequentava abitualmente — comparve improvvisamente un ammasso di pietre e detriti. Da quel punto, secondo il racconto, per diverso tempo si sarebbe diffuso un odore particolarmente sgradevole.

Alla luce di queste dichiarazioni, la Procura ha deciso di aprire un nuovo procedimento contro ignoti. Il fascicolo è stato affidato al pubblico ministero Alfredo Manca, che ha disposto una serie di verifiche preliminari. Tra queste, anche un intervento di scavo nell’area indicata come sospetta: nei giorni scorsi, in località Tabarano, mezzi meccanici hanno effettuato ricerche nel terreno, ma le operazioni non hanno portato al ritrovamento di elementi utili alle indagini.

Prima dell’intervento disposto dagli inquirenti, nello stesso luogo era stato effettuato anche un sopralluogo su iniziativa privata della famiglia Martucci. Lorella aveva infatti incaricato le guardie ecozoofile della Città Metropolitana di Bari di effettuare controlli con l’ausilio di cani molecolari. Un gesto che testimonia la lunga sofferenza e la determinazione della donna, che da 27 anni cerca risposte sulla sorte della sorella.

Assistita dagli avvocati Valentina Presicce e Salvatore Bruno, e con il supporto della criminologa Isabel Martina, Lorella Martucci ha ora chiesto alla Procura di poter consultare gli atti del procedimento archiviato e di ottenere le registrazioni originali delle intercettazioni dell’epoca. L’intenzione è quella di sottoporle a una nuova analisi tecnica, affidata a un consulente, per verificare se le moderne tecnologie possano consentire una trascrizione più precisa e approfondita delle conversazioni.

L’obiettivo della famiglia resta quello di ottenere finalmente verità e giustizia per Roberta. Dopo tanti anni di incertezza, il desiderio è quello di poter chiarire cosa sia accaduto e, soprattutto, restituire alla giovane una sepoltura dignitosa. Il tempo trascorso non ha attenuato il dolore dei familiari, che continuano a chiedere che eventuali responsabilità non rimangano senza conseguenze. _______________

LA RICERCA nel nostro articolo del 12 marzo scorso

Category: Cronaca

About the Author ()

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Connect with Facebook

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.