POLVERE DI STELLE / AMEDEO NAZZARI NELLA STORIA DEL CINEMA ITALIANO
di Elena Vada ______________
Ma quanto piaceva alle nostre nonne!?!
Amedeo NAZZARI, (alto 1,90 m) fu un prestante attore teatrale e cinematografico italiano. Iniziò a recitare nel 1935, interpretando ruoli da protagonista in commedie romantiche, per poi passare a parti drammatiche, in costume e nei film gangsteristici e neorealisti. Vinse il Silver Ribbon Award nel 1947 per il suo ruolo in “Il bandito” (1946).
Nazzari è stato una delle figure di spicco del cinema classico italiano, considerato un sosia locale, della star australiano-americana Errol Flynn.
Sebbene sia emerso durante l’era fascista, la popolarità di Nazzari si mantenne elevata anche negli anni del Dopoguerra.
Amedeo, nacque a Cagliari il 10/12/1907 e all’età di 6 anni si trasferì a Roma con la madre e le sorelle, dopo la morte del padre.
Nella capitale studiò presso i Salesiani, dove ebbe modo di maturare la sua vocazione artistica, fin dalle prime recite scolastiche.
Da giovane, recitò con alcune filodrammatiche, e contemporaneamente si iscrisse ad ingegneria, abbandonando poco dopo gli studi, per dedicarsi, definitivamente, al teatro vero e proprio.
L’esordio, avvenne a 20 anni, nella compagnia di Dilio Lombardi. In quel momento abbandonò il cognome Buffa, e prese quello materno, Nazzari. Dopo quel debutto, l’attore iniziò una carriera piena di soddisfazioni, recitando in compagnie prestigiose, come quelle di Annibale Ninchi, Marta Abba, Memo Benassi. La sua prestanza fisica e la vaga somiglianza con il divo hollywoodiano Errol Flynn, vennero notate da una delle dive dell’epoca, la brava Elsa Merlini, che lo volle nel film “Ginevra degli Almieri”. Il film non ebbe il successo sperato e Amedeo tornò al teatro.
Anche l’ esordiente Anna Magnani, convinse il marito, Goffredo Alessandrini, famoso regista, a scritturarlo per il film “Cavalleria”.
È famoso il film “La cena delle beffe”, rimasto nell’immaginario collettivo per tre elementi: Clara Calamai, che in una scena apparve a seno nudo (cosa impensabile per l’epoca). Per gli interpreti, Osvaldo Valenti e Luisa Ferida, che verranno giustiziati, accusati di collaborazionismo.
Infine, fu in questo film, che Nazzari pronunciò quella frase, che lo accompagnerà per tutta la carriera, diventando un suo “marchio di fabbrica”:
“E chi non beve con me peste lo colga”.
Finita la guerra lo ritroviamo al cinema con “Un giorno nella vita” di Blasetti e “Il bandito” di Lattuada, accanto ad Anna Magnani.
Il film gli frutta il Nastro d’argento” nel 1946. La sua fama, varca i confini, e Nazzari recita in tre film, in Spagna. È richiesto anche in Argentina, dove però gli viene proposto il ruolo di un italiano criminale e corrotto. L’attore rifiutò la parte. Nel ’49, Nazzari rientrò in Italia, e recitò in due pellicole: “Il lupo della Sila”, e “Il brigante Musolino”. E si aprì la stagione dei melodrammi, con “Catene” accanto all’attrice greca Yvonne Sanson. Il film è il classico dramma popolare, strappalacrime, dove il bene trionfa sempre sul male. La coppia Nazzari/Sanson, appassionò tutta Italia, facendo sbancare i botteghini, non convincendo tuttavia la critica, che definì quei film ‘banali fotoromanzi’ cinematografici.

Solo dopo anni, anche i critici più scettici, si convinsero che quelle pellicole, avevano ben rappresentato quel momento storico.
In quel periodo, Nazzari recitò accanto ad alcune delle più brave attrici italiane come: Gina Lollobrigida, Alida Valli, Clara Calamai, Gianna Maria Canale, Eleonora Rossi Drago e tante altre. Nel 1957, Fellini lo dirige in uno dei suoi capolavori, “Le notti di Cabiria”, dove praticamente fa il ruolo di sé stesso.
Ci teniamo a ricordare che nella carriera del nostro Nazzari, ci sono anche un paio di occasioni mancate. Credo che in pochi sappiano, che il personaggio del principe di Salina, ne “Il gattopardo” di Visconti, era stato pensato proprio per Nazzari, ma poi gli fu preferito Burt Lancaster, per poter avere finanziamenti da una casa di produzione americana.
Inoltre Nazzari, fu contattato da Hollywood, per affiancare Marylin Monroe in un film, ma lui rifiutò, temendo di fare brutta figura accanto alla diva, specialmente nelle scene di ballo e canto.
Amedeo Nazzari, con la sua voce dal timbro profondo, è uno dei pochissimi attori italiani, a non essere mai stato doppiato.
Nazzari morì a Roma nel 1979, lasciandoci in eredità una galleria di personaggi che hanno fatto emozionare, commuovere e sognare.
E chi non beve con me…peste lo colga!
… divenne, col tempo, un tormentone a causa della caricatura che ne fece Alberto Sordi, pronunciandola con accento sardo, che Amedeo non aveva… forse la ripetiamo ancora oggi.
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( 56 – continua )
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