POLVERE DI STELLE / “Bello, bello, bello…. e bravo!” MASSIMO SERATO

| 29 Marzo 2026 | 2 Comments

di Elena Vada ______________

Scrivo ancora dei divi che piacevano ai miei nonni. Attori che hanno lavorato ed avuto successo all’ inizio del Novecento, a cavallo della seconda guerra mondiale. 

Li abbiamo ‘intravisti’ anche noi, in alcuni sceneggiati RAI.

Oggi parlerò di MASSIMO SERATO

nato a Oderzo (Treviso) il 31 maggio 1916, come Giuseppe Segato.

“Bello, bello, bello…. e bravo” diceva nonna

“Ma va… ” rispondeva nonno, che però gli riconosceva una certa capacità recitativa, nei film di cappa e spada. 

Massimo Serato aveva davvero dei bei lineamenti, ed era elegantemente affascinante.

Negli anni Cinquanta, fu protagonista soprattutto di melodrammi, ma interpretò anche film appartenenti ad altri generi: giallo, commedia brillante, fantascienza, film storici in costume e western all’italiana. 

Girò più di cento film, tutti gradevoli.

Nel 1947 ricevette il Nastro d’Argento come migliore attore non protagonista, per il ruolo di un perfido ufficiale nazista, in Il sole sorge ancora (1946) di Aldo Vergano.

Nel 1941 fu protagonista, accanto ad Alida Valli, del film drammatico Piccolo mondo antico di Mario Soldati, tratto dal romanzo di A. Fogazzaro e qui le lacrime non si risparmiarono allora, come oggi.

Altra ottima interpretazione di Serato, fu quella offerta, interpretando un altro film tratto da un’opera letteraria, Le sorelle Materassi (1944) diretto da Ferdinando Maria Poggioli, ispirato al romanzo di A. Palazzeschi, ove ebbe il ruolo del nipote Remo.

Durante e dopo la Seconda guerra mondiale lavorò con molti registi affermati, come Carmine Gallone e Gennaro Righelli, ma anche con Alberto Lattuada, di cui interpretò il dramma antiborghese Giacomo l’idealista (1943), suo esordio nella regia.

Inoltre, lavorò in commedie e melodrammi romantici (Una domenica d’agosto, 1950, di Luciano Emmer; Pietà per chi cade, 1954, di Mario Costa; Maruzzella, 1956, di Luigi Capuano) e fu il protagonista spregiudicato e amorale di Febbre di vivere (1953), ritratto crudele della borghesia romana, diretto da Claudio Gora. 

Massimo Serato, ebbe un’ intensa ma breve, relazione con Anna Magnani all’inizio degli anni Quaranta. 

Da questo amore nacque il figlio della Magnani, Luca. Il loro rapporto fu tormentato e Serato lasciò l’attrice durante la gravidanza.

 

Per alcuni anni partecipò come attore, anche a fotoromanzi, per il noto settimanale GrandHotel. 

La sera del 21 dicembre 1989 venne ricoverato al policlinico Umberto I di Roma, per sottoporsi ad una serie di accertamenti, ma il giorno seguente morì a causa di un arresto cardiaco. 

Idolo del melodramma anni Cinquanta,  interprete versatile, fu capace di passare dai film strappalacrime ad altri ruoli e generi, allineandosi ai gusti del pubblico, confermandosi una figura solida e costante nel panorama cinematografico italiano, per decenni. 

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57 – continua )

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Category: Cultura

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Comments (2)

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  1. Sonia ha detto:

    Mi piacciono tanto questi ricordi. Serato gran bell’uomo e ottimo attore

  2. Giusy ha detto:

    Era bravissimo

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