IVAN RAGANATO ‘PROF.’ SUL PALCOSCENICO DEL CAVALLINO BIANCO DI GALATINA HA CHIUSO IL CICLO DI INCONTRI Per_corsi d’arte a teatro CON UN SUGGESTIVO ONE MAN SHOW

di Giuseppe Puppo _______________
“Si chiudono i miei due laboratori, ma non ciò che hanno lasciato. Resta il valore dell’incontro, dell’ascolto, della fiducia, del mettersi in gioco davvero. Ringrazio chi ha condiviso con me questo tratto di strada con sensibilità, presenza e autenticità” – ha commentato lui questa mattina sotto una foto di gruppo in un interno teatrale postata su Facebook, aggiungendo poi:
“Nel mio cammino ho sempre riconosciuto e accolto le collaborazioni belle, quelle intelligenti, quelle che nascono da una visione comune e da un rispetto vero del lavoro. Quando questo accade, io ci sono. E ci sono stato anche questa volta, con convinzione. Porto con me la sostanza di ciò che è stato costruito insieme, umanamente e artisticamente. Ed è questo, alla fine, che conta”.
Si è chiuso ieri sera, domenica 29 marzo, a Galatina, al Cavallino Bianco, con la lezione di lettura interpretativa tenuta da Ivan Raganato, il ciclo di incontri Per_Corsi d’arte a Teatro, iniziativa a cura della Vito d’Agostino produzioni e della compagnia Teathrum in collaborazione con l’amministrazione comunale di Galatina. Un ciclo di otto laboratori artistici di qualità e spessore, tenuti da professionisti del settore, che hanno riscosso un notevole successo di partecipazione.
“Questi laboratori – come hanno tenuto a sottolineare gli organizzatori – hanno dimostrato come l’arte possa essere uno strumento potente di inclusione, formazione e valorizzazione del territorio“
offrendo “uno spazio di incontro e di creatività, in cui le diverse forme artistiche sono diventate strumenti di espressione, crescita personale e dialogo”.
Gran finale ieri sera come detto con la lezione di Ivan Raganato. Lezione?
Il termine non rende bene la sostanza delle cose. Certo, c’è stata la teoria, confortata poi dalla pratica, ma in realtà è stata una vera e propria sua performance personale.
Sono sempre belle serate come queste, no? In cui ci si può fermare un attimo a pensare, un lusso che sempre più raramente possiamo permetterci. E capita a volte di essere raggiunti dopo settimane, dopo mesi, dopo anni forse dall’eco silente, ma corposa, di suggestioni toccate con mente, anche solo per un attimo e poi ruminate che germogliano all’improvviso.
Comunque intanto hanno insegnato qualcosa a qualcuno, e poi han fatto diventare i singoli partecipanti una comunità.
Sono state tutte comunque interessanti: dalle tecniche vocali, ai movimenti di danza, alle improvvisazioni sceniche o di scrittura.
Quella di Ivan Raganato, uno spettacolo. Diavolo d’un uomo! Padrone del palcoscenico, che ha saputo trasformare nozioni di dizione, di per sé magari ostiche, se non aride, oppure tecniche di interpretazione, se non declamazione, in momenti di acquisizione personale e di suggestiva consapevolezza espressiva. Chi avrebbe potuto dirlo? Due ore volate via in un attimo, nell’insostenibile leggerezza dell’essere
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