XYLELLA, I CONTI NON TORNANO AL MINISTRO FRANCESCO LOLLOBRIGIDA

(Rdl) ___________________ “Sono stati buttati tanti soldi su queste vicende“. Dichiarazioni choc sulla gestione della Xylella del ministro dell’ Agricoltura Francesco Lollobrigida, intervenuto ieri a Manduria ad una manifestazione enogastronomica.
“C’è un emendamento proposto dalle forze politiche del centrodestra, che io condivido, che ho condiviso anche nella stesura, in accordo devo dire anche con le Regioni, per arrivare alla nomina di un commissario che ponga fine all’assenza strategica.
Sono stati buttati tanti soldi su queste vicende.
Abbiamo chiesto alle forze dell’ordine anche di chiarire in maniera netta ciò che è stato sbagliato in passato, perché ci risultano dei conti che non tornano affatto rispetto alle spese e degli impianti in particolare. Soldi che servivano a sostituire le piante che, invece, sono stati dati senza che questa sostituzione sia avvenuta. Abbiamo chiesto ad Agea di fare verifiche puntuali insieme all’Agenzia dei controlli, alla Guardia di Finanza e alle altre forze dell’ordine, perché per noi i nuovi investimenti devono essere efficaci per garantire il patrimonio ambientale, oltre che la produzione olivicola”. _______________
LA RICERCA nel nostro articolo del 23 febbraio scorso






























Le dichiarazioni rese dal Ministro Lollobrigida in merito alla situazione olivicola del Salento risultano, nella loro genericità e mancanza di fondamento sia sostanziale che formale, assolutamente inaccettabili e destano profonda preoccupazione. È opportuno evidenziare che, qualora si volessero individuare motivazioni generiche per giustificare la nomina di un commissario straordinario, cui peraltro tale competenza spetta in via esclusiva al Ministero, non si comprende come mai si indugi nel procedere a una designazione immediata senza paventare motivazioni assurde, false e fantasiose. Dal nostro osservatorio tecnico si ritiene necessario portare alla attenzione le criticità e gli elementi essenziali che delineano una realtà ben più complessa e delicata rispetto a quanto espresso dal Ministro.
In primo luogo, è indubbio che qualora vi fossero stati casi di truffe e ingiustificate appropriazioni di fondi senza il conseguimento dei risultati previsti, è doveroso esprimere ferma condanna nei confronti degli eventuali responsabili, in quanto ciò rientrerebbe nell’ambito della cosiddetta delinquenza comune, questa ipotesi appare del tutto fuori luogo nel contesto attuale e non alberga nella professionalità e serietà degli agricoltori e tecnici salentini. Si torna quindi ad un equivoco di natura concettuale, poiché ogni pratica relativa ai finanziamenti per la lotta alla Xylella viene scrupolosamente monitorata in tutte le sue fasi, antecedenti e successive all’erogazione, con collaudi rigorosi prima del saldo finale. Tali controlli sono effettuati non solo a livello regionale ma anche da enti come Agea, con controlli di secondo livello, a garanzia di trasparenza e correttezza nella realizzazione del progetto.
Il Ministro ignora il rilevante ritardo accumulato dal Ministero stesso nell’attuazione e nell’erogazione dei fondi destinati alle misure di contrasto alla diffusione della Xylella e al sostegno dell’olivicoltura salentina. Le risorse messe concretamente a disposizione finora sono state scarsissime e assolutamente insufficienti a far fronte alle esigenze del comparto colpito da una simile sciagura. Si tralascia inoltre il fatto che, fino a poco tempo fa, erano autorizzate al reimpianto soltanto due cultivar, il Leccino e la Favolosa FS17. La reperibilità di queste piante si presenta di elevata difficoltà: i vivai segnalano una grave carenza di tali varietà e chi ha effettuato prenotazioni anche due anni fa potrà vedere le consegne realisticamente non prima di settembre 2026. Una situazione questa che rallenta inevitabilmente l’intervento agronomico su un territorio già fortemente compromesso.
Altresì, il Ministro sembra non tenere in debito conto le complesse operazioni tecniche che si susseguono tra l’espianto degli ulivi infetti e il reimpianto di nuove specie. Tale processo comporta fasi impegnative quali l’estirpazione, la pulizia del terreno, la macinatura dello stesso e il successivo reimpianto, accompagnate da costi di gestione elevati. La spesa media stimata per ettaro si aggira intorno ai 1.500-2.000 euro annuali per garantire il mantenimento e la crescita delle giovani piante fino al raggiungimento della produttività, un periodo minimo di almeno quattro anni. In questa fase cruciale, il Ministero risulta invece totalmente assente o gravemente ritardatario nei suoi doverosi interventi.
Altra lacuna grave da sottolineare e non meno dannosa delle precedenti, è l’inefficace risposta del Ministero nel rispettare gli impegni economici presi nei confronti dei distretti agroalimentari locali e delle filiere olivicole. Molti progetti, presentati con stati di avanzamento lavori superiori a un anno, risultano ancora in attesa di pagamento, altri financo, presentati nel lontano 2020, ancora in attesa di concessione. Tale inerzia amministrativa ingenera danni irreparabili alla programmazione e alla sostenibilità delle attività agricole che cercano di superare l’emergenza fitosanitaria.
Occorrerebbe pertanto un intervento straordinario e mirato da parte del Ministro volto a garantire un adeguato sostentamento finanziario e un’accelerazione delle progettazioni necessarie per il reimpianto degli uliveti, che rappresentano la spina dorsale della produzione agricola e culturale del Salento. Le aziende, nella maggior parte dei casi virtuose e rispettose degli impegni, sostengono oneri finanziari considerevoli e devono poter contare su un supporto istituzionale concreto e tempestivo.
Ignora il Ministro la scarsa consapevolezza ministeriale riguardo ai costi effettivi dell’ordinaria manutenzione fino al raggiungimento del ciclo produttivo e di sicuro non può essere la Pac la soluzione al problema considerando i tagli e le forti riduzioni degli ultimi anni.
Ignora il Ministro che gli importi ammissibili dai bandi risultano standardizzati in maniera uniforme, non considerando le differenze sostanziali tra le diverse tipologie di aziende agricole e la variabilità territoriale, fattori che influenzano direttamente i costi reali sostenuti dagli imprenditori.
Per questi motivi, si invita il Ministro a un riesame equilibrato del proprio giudizio e ad evitare attacchi offensivi nei confronti di un territorio che ha subito una devastazione senza precedenti, cancellando non solo l’identità olivicola ma l’intera storia economica e sociale dei suoi abitanti. L’olivicoltura ha rappresentato da generazioni la principale risorsa per molte famiglie salentine, che hanno faticosamente costruito il proprio futuro grazie a questa coltura. Le affermazioni del Ministro, dettate da inconsapevolezza e superficialità, rischiano di alimentare sfiducia e scoraggiamento in un contesto già profondamente fragile e precario.
Inoltre, tali dichiarazioni non fanno altro che compromettere la prospettiva di un ricambio generazionale nel settore agricolo locale, inducendo i piccoli imprenditori meno abbienti a un progressivo abbandono delle campagne e portando i proprietari più facoltosi a cedere le loro aziende a soggetti esterni, spesso stranieri, privi di radicamento nel territorio e nella sua cultura. Questa fuga rappresenta una perdita irreparabile per la comunità, con un inevitabile declino della vocazione agricola e ambientale del Salento.
E’ fondamentale un’ulteriore considerazione riguardo la nomina di un commissario straordinario: se basata su presupposti generici e infondati come quelli riportati su alcune testate giornalistiche rischierebbe di paralizzare qualsiasi iniziativa per almeno un decennio. Un commissario potrà essere utile solo se dotato di poteri e risorse straordinarie. Pertanto, si auspica che futuri approfondimenti giornalistici vengano realizzati con il supporto di professionisti competenti del settore e del territorio, per evitare disinformazione e danni reputazionali.
Infine, si rinnova con forza l’appello affinché vengano tempestivamente emessi e finanziati bandi significativi per la ricostruzione olivicola, così da rilanciare un comparto ormai allo stremo e dare al Salento la possibilità di rinascere. Vista l’impossibilità ormai accertata di fermare la diffusione del batterio della Xylella fastidiosa, altre zone saranno destinate a fronteggiare problematiche analoghe in futuro, e si auspica che in quei contesti si possano adottare strategie più efficaci e tempestive, e non la stessa inquisizione rigorosa riservata al territorio salentino.
La gentilezza e l’ospitalità dei salentini, che il Ministro ha avuto modo di constatare personalmente durante la sua visita, sono state purtroppo ricambiate con dichiarazioni lesive e dannose per l’immagine e la fiducia di una comunità che già nel passato ha dimostrato fermamente di credere nelle istituzioni e nell’efficacia delle politiche agricole. È necessario che il Governo e le autorità deputate comprendano finalmente la gravità della situazione e agiscano con determinazione e senso di responsabilità, tutelando non soltanto l’olivicoltura ma l’intera identità territoriale, l’ecosistema e la coesione sociale della regione.
Solo attraverso un impegno condiviso, tra Ministero e Regione, fondato su competenza, ascolto e sostegno concreto, sarà possibile assicurare un futuro sostenibile all’olivicoltura salentina.
Da sempre CIA ha chiesto un commissario per snellire la burocrazia, coordinare la ricerca e attuare le buone pratiche agricole, alla luce anche della espansione della Xylella oltre che sull’olivo anche su vite e mandorlo.
CIA Agricoltori Italiani SALENTO