POLVERE DI STELLE / EDUARDO DE FILIPPO

| 24 Maggio 2026 | 5 Comments

di Elena Vada ______________

Proprio oggi il 24 maggio del 1900, nacque a Napoli un attore, regista, scrittore, sceneggiatore, poeta: EDUARDO DE FILIPPO.

Disse: “… è stata tutta una vita di sacrifici… Così si fa il teatro. Così ho fatto! Ma il cuore ha tremato sempre tutte le sere! E l’ho pagato…anche stasera mi batte il cuore e continuerà a battere anche quando si sarà fermato…”.

Anche a me batte il cuore e sono emozionata, nel parlarvi di questo grande drammaturgo, tra i più importanti autori teatrali italiani, con Carlo Goldoni e Luigi Pirandello. 

Conosco a memoria le parti femminili delle sue commedie e le battute più famose che, a volte, cito in conversazione, quasi come proverbi.

“Addà passà a nuttata… 

“Essere superstiziosi è da stupidi, ma non esserlo porta male…

“Gli esami non finiscono mai…

“Si nasce e si muore da soli. In mezzo c’è la vita, che è meglio viverla con qualcuno…

“La vita, a volte, è una commedia recitata da attori stanchi…

“Chi ha da fare non ha tempo per piangere…

“La vera saggezza è sapere quando è il momento di restare zitti…

Questi sono diventati modi di dire universali.

De Filippo ebbe l’ abilità di unire farsa e serietà, comicità e dramma, rendendo le sue opere uniche, esplosive e travolgenti.

Racconta Gaspare Casella (editore e libraio dell’ epoca): “La madre dei De Filippo faceva la sarta nella compagnia di Eduardo Scarpetta. Il capocomico aveva, in camerino, un piccolo divano. Quando, durante una recita, Eduardo sentiva che ‘qualcosa si risvegliava’, appena calato il sipario correva in camerino, si strappava un bottone della giacca, chiamava il portaceste e ordinava che gli mandassero la sarta. Tutti sapevano come si sarebbe risolta la faccenda, su quel tale divanetto… Eduardo De Filippo, Titina, Peppino sono tutti figli di un bottone”.

Con questo aneddoto vi ho anticipato la biografia di Eduardo, figlio illegittimo di un attore e drammaturgo napoletano, il celebre Eduardo Scarpetta. Insieme ai fratelli, recitò prima nella compagnia del padre, poi in quella del fratellastro, Vincenzo. Infine cominciò a scrivere commedie, seguendo, all’inizio, lo stile del padre.

Nel 1932 costituì con i fratelli una compagnia teatrale, che fu subito acclamata e durò fino al 1945.

Nel 1948 acquistò il Teatro San Ferdinando di Napoli, gravemente danneggiato dai bombardamenti, e lo ricostruì a sue spese

Nelle commedie di Eduardo il dialetto napoletano, non è un limite, anzi ne esalta la comicità amara e tragica. Di questo periodo ricordiamo: Natale in casa Cupiello, Chi è cchiù felice ‘e me, Non ti pago! 

I De Filippo erano tutti e tre attori eccezionali, e diventavano ancora più bravi quando recitavano insieme.

Severità e rigore caratterizzarono tutta la vita di Eduardo sul lavoro e nei rapporti con gli altri, infatti, dopo molti litigi, nel 1945 si staccò dal fratello Peppino e costituì il “Teatro di Eduardo” cominciando a scrivere le sue commedie più inquietanti, complesse e mature.

Le più importanti, belle e famose sono: Napoli milionaria (1945), Questi fantasmi! e Filumena Marturano (1946), Le voci di dentro (1948), Bene mio e core mio (1955), Sabato, domenica e lunedì (1959), Il sindaco del rione Sanità (1960), Gli esami non finiscono mai (1974).

Capolavori senza tempo, ispirati dalla sua tormentata vita personale e l’ osservazione della società napoletana, della gente.

La sua capacità di descrivere, con ironia, la povertà e la miseria dell’ animo umano, unite a buoni sentimenti, la capacità di mescolare situazioni e scene comiche, con quelle sentimentali, drammatiche e persino tragiche, lo resero famoso in Italia e nel mondo… Il suo Teatro diventò esportabile in Sud America, Gran Bretagna e pure in Russia, nonostante fosse, così decisamente caratterizzato dal dialetto napoletano.

Nelle sue opere, la tradizione partenopea si fonde con l’avvento della modernità ed il cibo e i pasti, diventano, a volte,  protagonisti.

Ricordiamo la celebre preparazione del ragù in ‘Sabato, domenica e lunedì’.

Addirittura Dario Fo, nella prefazione del libro di ricette povere di Eduardo “Si cucine cumme vogl’ i’…, racconta di una messa in scena di questa commedia, in cui il profumo del ragù di donna Rosa, venne proiettato, non solo sul palcoscenico, ma anche verso la platea e i palchi, inebriando così l’olfatto di tutti gli spettatori.

Per i napoletani fare o ‘rraú (il ragù) è come la celebrazione di sacramento.

Ricordiamo poi come, ‘u’ capitone’, salta dalla pentola, in ‘Natale in Casa Cupiello’.

Famosa è la scena del balcone in ‘Questi Fantasmi’, in cui Eduardo dedica un monologo al caffè. Un procedimento lento che aiuterà a gustare un ottimo caffè dal color manto di monaco e che lui sorseggerà verso la fine del monologo.

Eduardo è  abilissimo nel mettere in scena situazioni familiari comuni, in cui è facile immedesimarsi, dando così soddisfazione al pubblico, che si riconosce.

Nel teatro eduardiano le donne, fintamente casalinghe, sono in realtà, il motore trainante ed il fulcro della famiglia.

Il suo capolavoro assoluto “Filumena Marturano”, è dedicato all’universo femminile, in tutte le sue sfaccettature. Filumena, ex prostituta consapevole del proprio posto nel mondo, che le nega ogni diritto, è capace di lottare per la propria dignità, spinta anche dall’ amore per i figli, perché “’E figlie so’ ffiglie… E so’ tutte eguale”.

 

De Filippo, si sposò tre volte: prima con la colta americana Dorothy Pennington, poi con la cantante Thea Prandi (morta prematuramente, da cui ebbe i figli Luca e Luisella) e infine con la scrittrice Isabella Quarantotti.

Di alcune delle sue commedie, diresse ed interpretò, anche la versione cinematografica, con gusto neorealistico e risultati di rilievo specie per ‘Napoli milionaria’ (1950) e ‘Filumena Marturano’ (1951), cui seguì, nel 1953, ‘Napoletani a Milano’.

Nel 1962 partì per una lunga tournée in Unione Sovietica, Polonia ed Ungheria, dove scoprì la grande ammirazione che, pubblico ed intellettuali, avevano per lui

… ” C’era una fila tutto il giorno davanti alla biglietteria del teatro, fin fuori la piazza…”

A Londra presentò, all’Aldwych, “Napoli Milionaria!”  Incontrò Laurence Olivier, Joan Plowright Vanessa Redgrave. Nell’ottobre del 1972 “Sabato, domenica e lunedì” andò in scena, al National Theatre, con Joan Plowright, Frank Finlay, Laurence Olivier e la regia di Franco Zeffirelli.

Nel 1972 gli venne conferito il “Premio Feltrinelli” per l’attività teatrale.

Ricevette due lauree honoris causa: a Birmingham nel 1977 e poi a Roma nel 1980.

Nel 1981 fu nominato senatore a vita da Sandro Pertini e aderì al gruppo della Sinistra Indipendente. Lottò in Senato e sul palcoscenico per i minori rinchiusi negli istituti di pena. 

Tradotto e rappresentato in tutto il mondo, combatté per la creazione a Napoli, di un teatro stabile. 

Nel corso degli ultimi anni della sua vita De Filippo sopportò gravi lutti familiari:  la morte della figlia Luisella (a soli dieci anni di età) il 5 gennaio 1960, poi quella della moglie, il 9 giugno 1961 ed infine quella di Titina, la sorella che cercò sempre di mettere d’accordo Eduardo e Peppino, i quali riuscirono a litigare pure al suo funerale

Eduardo non amava la televisione. Quando  la Rai lo chiamò, alla frase “Pronto, qui è la televisione”, Eduardo rispose: “Un attimo che vi passo il frigorifero”. 

Volle che le sue opere fossero riprese in ambienti che riproponevano palcoscenici di teatri fittizi.

Il 4 marzo 1974, in seguito ad un malore, fu operato e gli fu installato un pacemaker; tuttavia il 27 marzo era di nuovo sul palcoscenico. 

Fumava più di cento sigarette al giorno.

Eduardo De Filippo morì a causa di un blocco renale. Il decesso avvenne la sera del 31 ottobre 1984, all’età di 84 anni, presso la clinica Villa Stuart, a Roma.

I suoi funerali furono imponenti, (trasmessi in diretta) con la partecipazione di trentamila persone…

e per me non è mai morto. Lo dico mentre mi accingo a rivedere una sua commedia …

e riderò, piangerò, penserò a Napoli, il ragù, la gente, a mia nonna napoletana, che gira il sugo con la “cucchiarella”…

___________________

60 – continua )

Category: Cultura

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Comments (5)

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  1. Ordetta ha detto:

    Bellissima biografia

  2. Paolo ha detto:

    Fantastica

  3. Paolo ha detto:

    Fantastica

  4. Giusy ha detto:

    Bravissimo attore

  5. Sofia ha detto:

    Grandissimo attore e commediografo

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