TRUFFA BANCARIA SPARISCONO DAL CONTO 20 MILA EURO

| 26 Giugno 2026 | 0 Comments

(Nella foto: l’avvocato Francesco Maria De Giorgi che difende l’accusato)
VM_______Un sofisticato raggiro telematico, un bonifico “dirottato” nel cyberspazio e un bottino da quasi 20mila euro svanito nel nulla. Sarà un’aula del Tribunale di Lecce a dover far luce su un presunto caso di frode informatica che ha colpito duramente un imprenditore trentanovenne di Martina Franca.
Il prossimo febbraio si aprirà infatti l’udienza predibattimentale, davanti al giudice monocratico Anna Lucia Zaurito, che vedrà sul banco degli imputati un 37enne originario della Lettonia. L’accusa, mossa dalla Procura salentina, è di quelle che riaccendono prepotentemente i riflettori sulla vulnerabilità delle transazioni digitali e sulla piaga sempre più diffusa del cybercrime.

Il decreto di citazione a giudizio è arrivato a conclusione di una minuziosa attività di indagine coordinata dal pubblico ministero Alessandro Prontera, che ha ricostruito la dinamica dell’attacco informatico. Secondo l’impianto accusatorio, il “colpo” risale al 22 luglio del 2020. È in quella data che l’imputato, avvalendosi di artifici, raggiri e precise competenze tecniche, sarebbe riuscito a eludere i sistemi di protezione informatica e ad alterare la piattaforma telematica utilizzata per disporre i pagamenti. Il trucco è consistito nell’inserirsi subdolamente nella transazione e modificare le coordinate Iban del legittimo beneficiario al momento dell’invio del denaro.
Il risultato di questa manipolazione è stato un danno economico diretto e immediato: la cospicua somma di 18.623 euro, originariamente destinata alle casse della società del 39enne martinese, non è mai arrivata a destinazione. Il flusso di denaro è stato invece deviato e accreditato su un conto corrente che gli inquirenti ritengono direttamente riconducibile all’imputato lettone, garantendo a quest’ultimo un illecito e ingiusto profitto.
Ora la parola passa alla giustizia. In udienza, l’imputato cercherà di smontare le accuse difeso dall’avvocato Francesco Maria De Giorgi del Foro di Lecce. Dall’altra parte, la vittima della truffa informatica, decisa a far valere i propri diritti e a recuperare i capitali sottratti alla sua azienda, si è affidata all’assistenza legale dell’avvocato Vincenzo Laudadio del Foro di Bari.

Un processo che si preannuncia altamente tecnico, destinato a snocciolare perizie informatiche e tracciamenti bancari internazionali, in una sfida tra accusa e difesa che si giocherà sul filo dei byte.

Category: Costume e società

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