MARINA BERLUSCONI E IL NUOVO CORSO: la strategia dei diritti civili tra marketing e sopravvivenza aziendale
di Valerio Melcore______C’è un gioco di specchi che si sta consumando nelle stanze del potere milanese, un esercizio di equilibrismo che farebbe impallidire i migliori trapezisti. Marina Berlusconi e le sue improvvise, candide aperture sui cosiddetti “diritti civili”. Aborto, fine vita, diritti LGBTQ+, temi che, guarda caso, proiettano l’erede del Cavaliere in una sintonia quasi poetica con la “sinistra di buon senso”.
Ma siamo sicuri che si tratti di una folgorazione sulla via di Damasco o di una più prosaica e calcolata strategia di marketing aziendale?
A guardare i palinsesti televisivi delle reti del Biscione, il dubbio si trasforma in certezza. Mediaset, un tempo roccaforte del centrodestra, oggi sembra aver aperto le porte (e i microfoni) a una parata di conduttori e opinionisti che della sinistra hanno fatto il proprio credo, partendo da nomi che portano in dote una storia politica e familiare inequivocabile, si pensi, per citare solo un caso mediatico, alla figlia del fu segretario del Partito Comunista Italiano.
Il paradosso è tanto evidente quanto ignorato. La stessa sinistra che per decenni ha costruito la propria identità politica e la propria retorica elettorale attorno al totem del “conflitto di interessi”, oggi vive in uno stato di cecità selettiva. Sembra che il conflitto di interessi sia una malattia che colpisce solo quando il proprietario delle televisioni fa politica “apertamente” a destra, ma che svanisca magicamente nel momento in cui la proprietà strizza l’occhio ai temi cari al progressismo.
La realtà è sotto gli occhi di tutti, tranne di chi non vuol vedere, la famiglia Berlusconi, pur smentendo ogni velleità di scesa in campo diretta, continua a gestire e a finanziare Forza Italia. Sarà un caso che Maurizio Gasparri, da anni portavoce di Forza Italia, sia stato sostituito con uno più gradito alla sinistra? E mentre la politica si accapiglia su questioni di lana caprina, il gruppo mediatico si assicura una “polizza assicurativa” trasversale, saturando le reti di volti graditi all’opposizione.
Questa non è apertura al pluralismo, è pragmatismo aziendale elevato a sistema. Difendere il perimetro di Mediaset trasformando le proprie trasmissioni in salotti dove la sinistra si sente a casa. Marina Berlusconi ha capito che, nel mercato delle idee odierno, la vera moneta di scambio non è più la fedeltà ideologica, ma la compiacenza culturale.
Così, mentre la sinistra si dimentica convenientemente di denunciare il controllo incrociato tra politica e media, zittita dal comfort di una presenza costante e rassicurante in video, Marina Berlusconi traccia la rotta. Non è una battaglia di libertà, è la difesa di un impero. E se per proteggerlo bisogna parlare la lingua della sinistra, beh, ci si mette d’impegno e lo si fa con impeccabile efficienza manageriale.
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