LECCE, IL NUOVO CENTRO DI RACCOLTA DI FRIGOLE NEL DEGRADO PRIMA DELL’APERTURA. Rotundo: ritardo intollerabile
mv_______LECCE – L’opera, finanziata con 450.000 euro e destinata a servire la fascia costiera, doveva essere pronta alla fine del 2024. Il capogruppo dem annuncia la convocazione della Commissione Controllo: “Oltre al disservizio, c’è un serio rischio incendi”.
Siamo ormai nel pieno della stagione estiva, ma il quinto Centro Comunale di Raccolta (CCR) dei rifiuti di Lecce, un’infrastruttura fondamentale pensata per servire l’intera fascia costiera, rimane una promessa non mantenuta. A sollevare la questione è l’On. Antonio Rotundo, capogruppo del Partito Democratico in Consiglio Comunale, che denuncia senza mezzi termini una situazione definita come un “ritardo intollerabile”.
La nuova struttura, situata a Frigole nei pressi del campo sportivo, è al centro di una dura polemica politica a causa dello stato di totale abbandono in cui versa, prima ancora di aver mai aperto i battenti al pubblico.
Il progetto del CCR di Frigole è nato sotto i migliori auspici, grazie a un cospicuo finanziamento regionale. Tuttavia, la cronoprogramma è stata ampiamente disattesa. Ecco i dettagli dell’appalto:
Finanziamento: 450.000 euro (stanziati dalla Regione Puglia).
Impresa esecutrice: Fiorira Group srl.
Affidamento dei lavori: Ottobre 2024.
Durata prevista: 100 giorni (conclusione stimata per la fine del 2024).
“Da allora di giorni ne sono passati ben 650”, sottolinea Rotundo nel suo comunicato. “Un ritardo davvero difficile da spiegare ai cittadini, soprattutto se sono costretti ad assistere allo spettacolo davvero indecoroso di un’opera abbandonata nel più assoluto degrado”.
Oltre al danno derivante dalla mancanza di un servizio essenziale per contrastare l’abbandono dei rifiuti lungo la costa, si aggiunge l’allarme sicurezza. Il sito, infatti, è attualmente preda di erbacce e vegetazione infestante di ogni tipo. Una condizione che, come fa notare il capogruppo del PD, in un’estate caratterizzata da temperature torride rappresenta “un serio pericolo di incendio”.
L’opposizione a Palazzo Carafa non intende lasciare la questione irrisolta. Per fare chiarezza sulle motivazioni che tengono bloccata l’apertura del centro e per accertare le responsabilità di questa impasse, l’On. Rotundo ha annunciato un’immediata iniziativa istituzionale: nei prossimi giorni sarà convocata la Commissione Controllo. L’obiettivo è duplice: sbloccare l’iter burocratico e restituire dignità, e utilità, a un’opera costata centinaia di migliaia di euro di soldi pubblici.
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