SONO SEDENTARI, MANGIANO POCA FRUTTA E VERDURA, MOLTI SI SENTONO TRISTI: PERO’ TUTTO SOTTRATTO I LECCESI IN SALUTE STANNO DISCRETAMENTE BENE

(g.p.) _______________ “Come stai?”. Cominciava così, con questa semplice domanda, il questionario, totalmente anonimo, per una ricerca sui bisogni reali della comunità, col fine di migliorare la salute di tutti: un’iniziativa, che è su scala nazionale, è stata promossa da ‘Shackleton group’, società di consulenza e formazione, e che era partita anche a Lecce, il 6 marzo scorso.
Questa mattina all’Open Space di piazza Sant’Oronzo c’è stata la presentazione dei risultati in una conferenza stampa dell’amministratore delegato di Shackleton group, Nicola Posa, con la partecipazione del dottor Alfonso Migali, che con Farmacie Migali è stato di supporto all’iniziativa, e di Adriana Poli Bortone, sindaco della Città di Lecce, che ha dato il patrocinio.
In quasi due mesi, fino alla fine del mese di aprile, quasi mille Leccesi, 989 per la precisione, hanno risposto al questionario, un numero ritenuto non solo rappresentativo, ma anche lusinghiero, dai promotori.
E allora, come stanno i Leccesi?
Abbastanza bene, grazie, in generale (46% bene, più 37% discretamente), però con alcune problematiche evidenziate dalla ricerca.
Vediamo.
In primo luogo i cittadini chiedono più prevenzione, attraverso la possibilità di fare screening gratuiti. In tal senso, considerano la farmacia un importante punto di riferimento, oltre a ‘vedere’ il farmacista quale autorevole dispensatore di consigli e risposte in caso di bisogno.
L’alimentazione è ancora una sfida aperta, soprattutto per il consumo di frutta e verdura, per i tre quarti degli intervistati nettamente al di sotto degli standard ottimali: uno o due porzioni al giorno, contro le cinque che costituiscono invece il consumo adeguato.
Poi, ecco gli altri dati che ci sono sembrati più significativi.
Quasi una persona su due dichiara di convivere con almeno una patologia cronica
Cresce il numero di chi di solito non beve, o beve poco, ma che all’occasione si ubriaca, con una vera e propria abbuffata, tipo il venerdì della movida, o il sabato della discoteca: sono il 9% uomini e il 15% donne.
Un terzo dei Leccesi non fa nessuna attività fisica: completamente sedentario.
Infine, i dati nemmeno più preoccupanti, specie se paragonati a quelli inferiori su scala nazionale: tristi, ecco, proprio tristi…
Nelle ultime due settimane dall’intervista, il 17,8% si è sentito “triste o senza speranza”; il 15,4% non ha qualcuno su cui contare in caso di malattia o di bisogno.
In questo senso, ci sono ampi margini di intervento per meritorie iniziative che partano dalle farmacie e portino aiuto concreto.
Lo sa bene il dottor Alfonso Migali, che ha assicurato attenzione e disponibilità a mettersi al servizio attivo dei cittadini Leccesi nel suo intervento in conferenza stampa, come gli è stato ampiamente riconosciuto da Adriana Poli Bortone.
Un’ultima nota, che viene al giornalista dalla frequentazione della cronaca quotidiana, con notizie a volte drammatiche: Lecce, che non ha più da decenni la rete del vicinato di quartiere e che somiglia sempre di più a una qualunque metropoli globalizzata, problematica, anonima, ipocrita, indifferente, ed emarginata, è una città che si sta ammalando di solitudine. Sarebbe bello che sia il pubblico, sia il privato, intervenissero in qualche modo a sostegno, fisico e psicologico, materiale e sentimentale, di chi è rimasto indietro, triste e solo.
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