NOTE D’ARTE / A GALLIPOLI, TURISTA PER CASO, A RISCOPRIRE GIOVANNI COPPOLA

| 6 Luglio 2026 | 0 Comments

di Raffaele Polo _______________

“Picturae perquam studiosus”  si definiva Giovanni Coppola, illustre pittore gallipolino (1597 – 1659)  cui è dedicata la ‘Sala Coppola’, proprio nel centro della città jonica, a due passi dalla cattedrale. Ed è stato lì che, superati i prevedibili ostacoli che Gallipoli realizza per la propria difesa da turisti e visitatori (zone a traffico limitato non segnalate, polizia morale costituita dagli ausiliari del traffico che scrutano le trasparenze e le esibizioni femminili e ristorantini a cielo aperto attaccati uno all’altro nonché viuzze del centro storico difficilmente percorribili anche dai pedoni…) che ci siamo ritrovati, ad ammirare i dipinti del medico gallipolino (che specificava, come detto in apertura, di occuparsi anche di pittura) ma soprattutto ad ascoltare i giovani e giovanissimi allievi della Associazione musico-culturale Santa Cecilia Città di Gallipoli che, guidati e sostenuti dai maestri Antonietta Alemanno e Alessandro Manzolelli, hanno presentato un avvincente saggio di musica (pianoforte, clarinetto e canto) molto apprezzato ed applaudito dai numerosi presenti.

Si sono avvicendati, con le loro performances, i bravi Sophie Marra, Bianca De Vittorio, Giovanni De Marini, Valentina Dainese, Alessia ed Aurora Alessandrelli, Ettore Urso, Giulio Baron, Simone Agostiniello, Asia Pro, Emma Polo,Chiara Perrone e Enzapia Faje che hanno realizzato un repertorio assortito, tra musica classica, leggera e canzoni attuali. Frutto di percorsi individuali curati con maestria dai professori dell’Associazione.

Un riuscito abbinamento tra pittura e musica, in un luogo ricco di fascino e cultura. Usciti, di fronte a noi la superba e misteriosa entrata della Biblioteca, con il suo albero secolare. Ma poi, l’incanto è finito. Siamo tornati nella Gallipoli, ormai divenuta simbolo negativo di un turismo caotico e senza limiti, dove non c’è posto per quello che avevamo visto e ascoltato fino a pochi minuti prima…

Adesso, solo un diffuso odore di olio di frittura e il vocìo incessante di migliaia di turisti e turiste che girovagavano per il centro storico. Sotto il compiaciuto sguardo degli ausiliari del traffico finalmente autorizzati ad adocchiare ragazze e signore in déshabillé. Con sussiego e serietà, però. Consci della importante opera moralizzatrice a loro affidata.

Category: Cultura

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