REPORTAGE DA PIAZZA SANT’ORONZO, IERI SERA GREMITA PER IL PRESIDIO CONTRO GLI INCENDI. IL SALENTO NON TACE PIU’: SUL PALCO DUE ORE E MEZZO DI INTERVENTI. EMANUELE LARINI: “sia questo l’anno zero della prevenzione”

| 1 Agosto 2026 | 6 Comments

di Mirko Gentile ________________

Comitato Prevenzione Incendi Salento: dal palchetto si sono alternati agricoltori, agronomi, giuristi, economisti, vigili del fuoco, artisti e attori. Dietro, lo striscione: “Il Salento brucia nel silenzio. Perché?”.

Un tronco bruciato posto al centro del palco. Dietro, due striscioni: “Cessate il fuoco”, lo slogan del Comitato, e “Il Salento brucia nel silenzio. Perché?”. Ai lati le fotografie dei roghi e la proiezione continua delle fiamme di questa estate: Rivabella, Frigole, Punta Pizzo, la Serra di Supersano. È bastato questo, ieri sera in Piazza Sant’Oronzo, a dire di che cosa si stesse parlando.

Il presidio promosso dal Comitato Prevenzione Incendi Salento è cominciato alle 20.30 e si è chiuso alle 23, davanti a una piazza che si è affollata progressivamente fino a riunire diverse centinaia di persone. Il momento di svolta alle 21, quando un corteo di biciclette è arrivato suonando i campanelli e la gente si è stretta attorno al palchetto, montato all’incrocio con via dei Fedele.

Chi sia il Comitato lo ha spiegato il presidente Emanuele Larini che leccecronaca.it ha raggiunto prima dell’inizio del presidio: Il Comitato, dice, è “composto da tutta la società civile. Ne fanno parte cittadini, associazioni, aziende, rappresentanti del settore agricolo e professionalità ampie, che hanno risposto a un sentimento di rabbia e un bisogno generalizzato di agire”. Alla domanda se si attendessero la presenza di figure istituzionali, ha risposto di essere aperto al confronto qualora decidessero di prendere parte, perché questa è “una piazza aperta e libera”.

Ad aprire sono state le note tribali del gruppo Transalentom, che sono sembrate replicare il grido di dolore di una terra che brucia e di una cittadinanza stanca di assistere allo spettacolo. Poi Giuseppe Semeraro di Attivo Teatro ha letto la sua “Poesia promozionale”. Quindi Larini ha salutato la piazza augurandosi che la serata rappresenti un momento di presa di coscienza e un “anno zero” per la prevenzione degli incendi.

Da lì in avanti, un avvicendarsi fitto di voci. Luigi Coppola della Casa delle Agricolture e Vito Lisi che ha lanciato un appello alla responsabilità individuale e alla necessità di una riforestazione come strumento per andare oltre la prevenzione, oltre la repressione dei crimini, oltre la mobilitazione per lo spegnimento, verso un futuro di ricostruzione che cominci dal basso. Dopo un rappresentante dei Vigili del Fuoco è intervenuta Annatina Fanigliulo, economista per la sostenibilità, che è partita dalla radice etimologica della parola economia, l’arte di prendersi cura delle proprie risorse. Un intermezzo dei Transalentom, e poi Cosimo Terlizzi, l’agronomo Bruno Vaglio e Maria Luisa Quintabà, responsabile della sezione Puglia dell’A.Di.P.A., che hanno ricordato l’importanza della biodiversità e dell’educazione al rispetto del verde come essere vivente e non come oggetto ornamentale. Hanno preso la parola Michele Cappellari di Casa Paciugo, Benjamin Capuzzello di Seminazione, Francesca Casaluci, di Salento Km0, e Rosa Vaglio e Angelo Cleopazzo di Diritti a Sud, che hanno sviluppato una riflessione sulle origini geopolitiche del problema nel Mediterraneo e sulla connessione con fenomeni analoghi in Europa e nel mondo.

Il passaggio più netto sul terreno delle responsabilità è arrivato dal giurista ambientale Ennio Cillo, che ha definito un dovere previsto dalla legge quello di garantire un dispiegamento di forze adeguato a fronteggiare gli incendi su un territorio, invocando progettualità e concretezza a lungo termine da parte delle istituzioni.

Fausto Romano ha presentato “Il piccolo albero che voleva vedere il mare”, fiaba sul desiderio e sulla tanto fragile quanto straordinaria forza della natura, il cui acquisto contribuisce a una raccolta fondi per la riforestazione. Adriana De Mitri di PeaceLink si è scagliata contro lo spreco di risorse pubbliche per la militarizzazione e il riarmo, chiedendo investimenti sulla cura del territorio: con un F35, ha ricordato, si acquistano numerosi Canadair per lo spegnimento degli incendi.

Hanno chiuso Barbara Toma di Free Home University, Giovanni Millefiori, la poesia di Flavia Papadia, un’accorata preghiera alla terra e alla sua sacralità, e l’intervento di Maria Cucurachi del coordinamento per gli alberi e il verde urbano di Lecce.

Alle 23 i Transalentom hanno chiuso il presidio, e hanno proseguito a suonare per una piazza ancora piena di persone e di energie.

Gli appelli alle istituzioni non sono mancati, così come le critiche al silenzio colpevole su questo tema. Ma il presidio ha guardato soprattutto avanti: non solo cause e colpevoli, bensì prevenzione e rinascita, investimenti nella riforestazione, industria consapevole, sensibilizzazione al rispetto della flora locale. E, prima di tutto, ripartire dalla responsabilità personale e dal rifiuto della delega come mezzo per non assolvere ai propri doveri civici.

Il primo passo, come lo aveva chiamato il Comitato, è stato compiuto. Agosto, però, è appena cominciato.

Category: Costume e società, Cronaca, Eventi, Politica, reportage

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Comments (6)

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  1. Graziano De Tuglie ha detto:

    Se si fossero concentrati i fondi del PNNR su dissesto idrogeologico e il rifacimento della rete di adduzione Acqua invece di microparcellizzazione in stadi, monumenti, parchetti urbani, stadi di pallavolo, pallacanestro, calcio.

  2. tommaso russo ha detto:

    Spero che non sia un palcoscenico che serva di visibilità per qualche ambizioni… detto ciò .penso che la maggior parte dei soggetti assenti in tutti i sensi ,provincia, regione,comuni, totalmente assenti . quando una regione decide di mettere dei vincoli ai territori e non predispone la tutela di tali territori arrivano i disastri.vedi parco Rauccio,parco Otranto S.Maria di Leuca ecc.dove ha quasi costretto i cittadini ad abbandonare le loro Piccole proprietà .sono arrivati i disastri metti che la provincia ed i comuni non fanno mai la pulizia delle strade abbiamo le strade piene di sterpaglie ed immondizia nessuno parla ci si ricorda di fronte al disastro.dove sono e cosa fanno i consorzio di bonifica dedito solo ad incassare senza nulla fare con commissari ed altri strapagati con stipendi di decine di migliaia di euro.associazioni dei comuni strapagati solo come ente burocratico ed inservibili.quando la gente inizierà a capire ché bisogna eleggere persone valide competenti non amici e compari. Che fanno solo i scalda sedia pagamento forse qualcosa cambierà

  3. Leonardo Koi ha detto:

    Un grazie da Brindisi. C’è bisogno di più azione in tutta la Puglia.

  4. Roby ha detto:

    Parlare di riforestazione nel salento è improprio. Io sono arrabbiato perché manca quasi totalmente una cultura del verde in questo territorio. Il verde è vita, è ossigeno, aiuta, specie nei paesi, ad abbassare le temperature e a rendere più belli gli stessi. Svegliamoci!!

  5. Valerio ha detto:

    Parole, parole, parole… sono sicuro che nessuno di quei signori si è mai preso la briga di piantare un alberello, se qualcuno ne ha voglia lo accompagno io, gli fornisco la zappa e pure l’alberello.

  6. Casa Pound, Lecce - tramite mail ha detto:

    Emergenza incendi, CPI Lecce: per spegnere i roghi incendiamo le anime

    Da alcuni anni, purtroppo, la penisola salentina è devastata da incendi boschivi che deturpano il paesaggio, danneggiano flora e fauna locale e compromettono sensibilmente la qualità dell’aria.

    Eppure, mentre il Salento continua a bruciare, dalle istituzioni, Regione in primis, continuano ad arrivare promesse e dichiarazioni, senza che nulla effettivamente cambi.
    Emergenza incendi, CPI Lecce: per spegnere i roghi incendiamo le anime

    Da alcuni anni, purtroppo, la penisola salentina è devastata da incendi boschivi che deturpano il paesaggio, danneggiano flora e fauna locale e compromettono sensibilmente la qualità dell’aria.

    Eppure, mentre il Salento continua a bruciare, dalle istituzioni, Regione in primis, continuano ad arrivare promesse e dichiarazioni, senza che nulla effettivamente cambi.

    Le responsabilità sono evidenti e vanno affrontate ma ripartiamo dal basso, ognuno guardi al proprio operato e comprenda a fondo se il deserto che avanza intorno non stia invadendo il proprio animo.

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