I VECCHI LIBRI NON MUOIONO MAI / “L’amante senza fissa dimora”, DI FRUTTERO E LUCENTINI

di Raffaele Polo ________________
Questo libro l’ho acquistato molte volte. E, ogni volta, per regalarlo ad una donna che mi interessava, magari solo per una conoscenza superficiale, solitamente a conclusione di uno scambio di idee su quegli argomenti così piacevoli che si consumano tra uomini e donne, velati di complicità e malinconia… Ecco, l’indomani era giocoforza consegnare questo libro alla mia momentanea interlocutrice, soprattutto per farle capire che una storia può essere anche così, limitata, circoscritta e misteriosa, magari in soli tre giorni.
E questo è il lasso di tempo nel quale Fruttero e Lucentini convogliano il loro libro ‘L’amante senza fissa dimora’, un vero e proprio capolavoro, cominciando proprio dal titolo.
C’è stato un periodo che la coppia pubblicava un best seller dopo l’altro e tutti erano gradevolissimi e collocati nel genero ‘giallo’, condito da un bel po’ di mistero e sceneggiatura magistrale con luoghi e persone indimenticabili.
Ma con questo libro, il mistero è tutto cerebrale e legato al personaggio chiave, Mister Ribeira, che conosciamo come guida di un gruppo di turisti che sbarca a Venezia. Nulla di più classico di una ambientazione nella città lagunare (ma nella parte finale appare anche una affascinante Chioggia), culla di sempiterni amore che colpisce ancora una volta. Perchè l’amore, a Venezia, assume significati e impulsi molto più coinvolgenti che in altre ambientazioni. E non è un caso se la donna che racconta la sua avventura con l’affascinante e misterioso Ribeira, ne venga coinvolta da subito.
Ma il romanzo ci conduce attraverso calli e interni che sono la cornice di un latente quesito che domina tutta la narrazione: perchè il protagonista sfugge e resta in silenzio troppo spesso, perchè sembra eternamente scettico e insoddisfatto, come se avesse già vissuto i momenti di un amore, di una relazione, di un abbandono?
Il duo Fruttero e Lucentini orchestra mirabilmente la trama che, alla fine, ci lascia con un senso di appagante tristezza e rimpianto, proprio quella sensazione che si ha dopo una sera, l’unica, trascorsa a parlare e condividere idee e sentimenti con una persona appena conosciuta…
Ecco perchè questo libro, dopo averlo letto e riletto, bisogna condividerlo con chi ha dimostrato, con noi, quelle affinità così difficili da ritrovare, nelle varie occasioni di incontri, nella nostra monotona esistenza… Monotona? Leggete questo libro e scoprirete che non è proprio così.
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( 18 – continua )


























