IL RITORNO A SCUOLA DI TANTI ANNI FA

| 7 Settembre 2026 | 0 Comments

di Elena Vada ______________

Fine settembre 19… Mancavano pochi giorni all’inizio della scuola e sentivo apprensione, ansia, timore ed emozione… all’ idea di sedermi, in classe, al mio banco, o forse ad un altro, perché ero cresciuta in altezza.

Le scarpe scricchiolavano sulle foglie secche del selciato e si sentiva odore di caldarroste. Al mattino occorreva indossare il golfino e le corse sulla spiaggia, i bagni, la bici, erano ricordi lontani.

La mia prossima destinazione sarebbe stata la cartoleria del rione, quella della signora Angela, per comprare il materiale che serviva per il nuovo anno scolastico. Ero felice ed eccitata.

Dlin-Dlon. La porta di legno si apriva e sentivo quell’odore inconfondibile di quaderni, libri, album da disegno, matite nuove, e colla stick. 

Una miscela densa di polvere buona, gomma pane, legno di matita appena temperato ed inchiostro di china. A me servivano le cartucce per l’ “Auretta”, la stilografica dell’ Aurora, con la quale imparai a scrivere in “bella grafia”.

La signora Angela, sapeva esattamente cosa mi serviva. : “Elena vai in terza quest’anno, vero?! Ecco i quaderni a righe e quadretti che ti servono ed i pastelli a cera”. Lei ci conosceva tutti:  alunno per alunno, maestra per maestra.

La cartoleria era un luogo magico, in cui il tempo sembrava essersi fermato tra scaffali di noce e cassettoni. Faceva parte dei negozi di rispetto del  quartiere, insieme a panettiere, droghiere, lattaio, vetraio e ferramenta.

 Le cose si compravano perché durassero, mentre ora tutto è destinato a logorarsi, rompersi, per essere buttato in fretta.

Guardo i carrelli dei supermercati pieni di cancelleria e sento che si è persa l’emozione dell’acquisto, di quegli oggetti.

La magia per quella gomma, quel righello, quell’ album… ed il compasso. Eh sì, il compasso era un acquisto importante, che ti faceva sentire “grande”. 

Ma tutti gli anni c’era da comprare il DIARIO e la scelta poteva richiedere parecchio tempo, perché non si stava comprando un semplice quaderno: quel diario sarebbe rimasto nella cartella o zaino, ogni giorno fino a giugno, per nove mesi quindi.

 Sarebbe servito per annotare compiti, lezioni, voti, note, comunicazioni che richiedevano (ahi,ahi), la firma dei genitori.

Le pagine più preziose, però, erano quelle riempite dalle compagne di scuola, magari accompagnata da un disegno, oppure da una frase sull’amicizia che oggi farebbe sorridere. 

Ma, tornando all’inizio della scuola di quest’ anno 2026/27…. Ragazzi, il libro dei compiti delle vacanze…. è tutto fatto, l’avete completato?

Adesso vi racconto di come faceva, tanti anni fa,  un’alunna birichina: una certa Elena Vada, della Falletti di Barolo di Torino.

Sotto l’ occhio vigile del papà, completava le prime dieci pagine del famigerato libro, prima di partire per il Sud, con la nonna. Al ritorno ne compilava una si è ed una no, fino alle ultime dieci. 

… Insomma imbrogliava…un po’!

Voi NON IMITATELA e fateli tutti i compiti…

Auguri per il prossimo anno e impegnatevi!

Category: Costume e società, Cultura

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