NEL LIBANO INVASO DAGLI ISRAELE, UN PICCOLO, MA CONCRETO SEGNALE DI SOLIDARIETA’ CHE ARRIVA DAL SALENTO PER LA MARTORIATA POPOLAZIONE CIVILE

| 7 Settembre 2026 | 0 Comments

Riceviamo e volentieri pubblichiamo. CTM, associazione di volontariato e cooperazione internazionale nata a Lecce nel 1985, ci manda il seguente comunicato ________________

LECCE / TIRO – In un territorio ferito da mesi di durissimi bombardamenti, evacuazioni forzate e una crisi umanitaria senza precedenti, la solidarietà internazionale ha trovato la forza di mettere radici. Nel distretto di Tiro, nel Sud del Libano, è stata portata a compimento un’iniziativa straordinaria che unisce la Puglia al Medio Oriente nel segno della terra e della speranza: la coltivazione di successo del pomodoro d’inverno salentino (il tradizionale pomodoro “di pendola” o “da serbo”) in piena zona di guerra.

L’operazione è stata realizzata nell’ambito del progetto FORPRO (Formazione e Produzione per la Sicurezza Alimentare in Libano), promosso dall’organizzazione leccese CTM ETS (Cooperazione nei Territori del Mondo) e finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri con la quota Irpef dell’otto per mille.

UN PONTE AGRICOLO E UMANO OLTRE LA CRISI

Nonostante l’acuirsi del conflitto tra marzo e giugno 2026 abbia costretto all’evacuazione della città, il dialogo tra il Salento e il Libano non si è mai interrotto. Da questo confronto è nata l’idea visionaria: testare a Tiro la coltivazione di una varietà antica salentina, nota per la sua eccezionale resistenza e capacità di adattamento.

I semi sono stati portati fisicamente in Libano dall’equipe di CTM durante le missioni di monitoraggio dello scorso gennaio (chi volesse sostenere CTM può contribuire alla raccolta fondi “Emergenza Libano” con bonifico bancario all’IBAN: IT93 D076 0116 0000 0001 2651 733 o via PayPal ad info@ctm-lecce.it).

La raccolta è destinata all’acquisto di beni e servizi di prima necessità. Da quel momento, germogliati e curati nelle serre sotto i droni e le bombe, grazie al lavoro delle lavoratrici sfollate, i germogli sono cresciuti, affrontando i mesi più duri del conflitto, fino alla straordinaria raccolta avvenuta nel cuore dell’estate.

Mentre la maggior parte degli interventi in contesti di guerra si è costretti, per ovvie necessità, alla distribuzione di aiuti umanitari d’emergenza, CTM ha potuto scommettere sul trasferimento di strumenti di autonomia. Il pomodoro d’inverno salentino possiede infatti una caratteristica unica e vitale per una popolazione stremata dal collasso della rete elettrica: la capacità di conservarsi fuori dal frigorifero per molti mesi. Seguendo l’antica tradizione contadina pugliese, i pomodori vengono legati insieme a formare delle “pendole” da appendere in luoghi freschi e ventilati, rimanendo saporiti e nutrienti per tutto l’inverno.

In un Paese in cui l’inflazione alimentare è alle stelle e la conservazione dei cibi è resa quasi impossibile dalla mancanza di elettricità, questa coltura si è rivelata una risorsa strategica immediata. Il prodotto è stato accolto con enorme entusiasmo dalle comunità locali e, in queste settimane, è in fase di distribuzione alle famiglie vulnerabili e agli sfollati rientrati nel distretto.

A suggellare il valore di questa cooperazione decentrata, ad agosto 2026 si è svolta nel Salento la visita istituzionale di Mohamad Hachem, amico e referente chiave per la municipalità di Tiro. Accolto a Tricase, Hachem ha avuto modo di confrontarsi con il Sindaco e gli assessori — a un anno esatto dalla firma del Patto di Amicizia del 2025 tra i due comuni — portando la sua toccante testimonianza sulla crisi vissuta e celebrando il successo di questo ponte di solidarietà e biodiversità tra le due sponde del Mediterraneo.

In effetti, questo risultato si inserisce nel solido bagaglio di strategie e competenze ad alto impatto agro-ambientale che CTM ha sviluppato in Libano attraverso precedenti programmi di successo. Tra questi, l’iniziativa “Blue Tyre”, finanziata da AICS e dedicata alla tutela e pianificazione del paesaggio marino e costiero con il coinvolgimento scientifico dell’Università del Salento; il progetto “AGRO TYRE”, finanziato da Regione Puglia e focalizzato sulla ricerca ambientale e sulla lotta biologica in agricoltura insieme al Museo di Storia Naturale di Calimera; e l’esperienza del “Caseificio Inclusivo in Libano”,  insieme a TempoPresente aps, che ha promosso la produzione casearia di piccola scala interamente condotta da donne vulnerabili e vittime di violenza.

RISCATTO E AUTONOMIA PER UNA COMUNITA’

«In un momento in cui gestiamo le progettualità in remoto ed empatizziamo con il dramma delle famiglie libanesi, siamo profondamente orgogliosi di questo percorso», spiega Alberto Piccinni presidente di CTM. «Vedere una varietà che appartiene alla nostra identità pugliese dare riscatto e autonomia a una comunità così duramente colpita è la prova che la cooperazione non si deve fermare davanti alle armi. Questo pomodoro dimostra che si possono fornire risposte strutturali semplici ed efficaci anche nelle crisi più acute».

CTM e i partner locali (l’Unione delle Municipalità di Tiro, Agricultural Movement in Lebanon e Tyros Lag) stanno progettando dei moduli didattici specifici rivolti alle donne e ai contadini del distretto, focalizzati sulle tecniche tradizionali di intreccio delle pendole, sui metodi di conservazione naturale e sulla trasformazione dei prodotti, affinché questo patrimonio salentino diventi uno strumento permanente di sicurezza alimentare per il futuro del Libano.

Category: Costume e società, Cronaca, Eventi, Politica, Riceviamo e volentieri pubblichiamo

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