IL NOSTRO ROMANZO CRIMINALE. LA COLLABORAZIONE DEL PENTITO SCUOTE LA SACRA CORONA UNITA. LE RIVELAZIONI DELL’EX BOSS ANTONIO CAMPEGGIO POTREBBERO PURE FARE LUCE SU ALCUNI DELITTI RIMASTI SENZA COLPEVOLI

di Giulio Raganato _______________
STORIA CRIMINALE DI ANTONIO CAMPEGGIO
La presenza della Sacra Corona Unita nella provincia tarantina ha sempre avuto peculiarità e importanti differenze rispetto al radicamento nel brindisino e nel leccese. Le consorterie storiche del capoluogo non erano, in generale, appartenenti alla SCU, con alcune importanti eccezioni che ci riconducono anzitutto a Manduria, che negli anni Novanta figurava come principale punto di collegamento dell’organizzazione con il territorio tarantino.
Una delle figure mafiose più importanti della storia manduriana è senz’altro Antonio Campeggio, detto “Tonino lo Scippatore”. Le sue origini criminali risalgono al 1991, quando viene arrestato l’ultima sera dell’anno con l’accusa di aver forzato un posto di blocco nel brindisino esplodendo colpi di pistola contro i carabinieri.
Secondo la ricostruzione investigativa, inizialmente Campeggio orbita nella sfera di Vincenzo Stranieri, storico capo della SCU tarantina. Successivamente, però, avviene un avvicinamento a Massimo Cinieri: sono gli anni di contrapposizioni violente anche nel tarantino.
La svolta per Campeggio arriva con l’operazione “Oriente”, sempre negli anni Novanta, che lo porta a scontare una condanna di 18 anni di reclusione per omicidio e altri reati di mafia. Dopo la scarcerazione Campeggio torna in una Manduria profondamente cambiata anche sotto il profilo criminale, tanto che l’uomo si afferma come uno dei principali esponenti della nuova generazione della criminalità manduriana.
Oramai alla guida di un gruppo autonomo, Antonio Campeggio torna sotto le lenti della Direzione distrettuale antimafia salentina con l’inchiesta “Impresa”, che nel suo caso termina nel 2023 con una condanna definitiva a 8 anni e 2 mesi di reclusione. In quegli anni appare chiaro il tentativo di trasformare la forza criminale in potere economico e influenza politico-amministrativa, tanto che, ad esempio, nel 2018 il Comune di Manduria viene sciolto per infiltrazioni mafiose.
Ottenuta la libertà vigilata Campeggio sembra abbandonare la vita criminale. Anche se di lui si torna a parlare a dicembre del 2025, quando improvvisamente scompare.
LA SCOMPARSA
Venerdì 12 dicembre 2025 Antonio Campeggio scompare in un modo che i giornali si affrettarono a definire “misterioso”. Dopo prime ricerche autonome portate avanti dai familiari preoccupati, si giunge al ritrovamento della Citroen dell’uomo in una strada del centro di Manduria. Di Campeggio, però, nessuna traccia. Da lì entrano in gioco anche i carabinieri della compagnia di Manduria che cominciano la ricerca acquisendo e analizzando le immagini delle telecamere di videosorveglianza private presenti in zona.
In quei giorni in paese e sulla stampa ci si chiedeva che fine avesse fatto l’ex esponente della SCU. Tra le ipotesi si parlava di una “lupara bianca”. A rendere il tutto più confuso era anche il fatto che l’uomo, si scriveva, sembrasse aver abbandonato il suo passato e che stesse tentando di ricostruirsi una vita. Da tempo, infatti, lavorava in un’azienda agricola di Maruggio vivendo una tranquilla quotidianità.
LA VERITÀ E LA COLLABORAZIONE CON LA GIUSTIZIA
Che cosa è accaduto ad Antonio Campeggio lo si scopre solo a fine settembre 2026, quando la Gazzetta del Mezzogiorno titola che l’uomo non è realmente scomparso ma che, invece, ha iniziato a collaborare con la giustizia.
Sono gli stessi giorni in cui i poliziotti della Squadra mobile di Taranto, con il coordinamento della DDA di Lecce, arrestano 21 persone ritenute, secondo l’accusa, componenti di un sodalizio mafioso con base operativa a Manduria e contestando reati commessi tra fine 2021 e inizio 2023. L’associazione, scrive la Polizia di Stato, era finalizzata “al traffico di sostanze stupefacenti e spaccio, alla detenzione illegale di armi da guerra con relativo munizionamento, porto illegale di armi comuni da sparo con matricola abrasa, ricettazione, porto in luogo pubblico di ordigni esplosivi, estorsione, rapina”.
Il provvedimento firmato dal gip Marcello Rizzo ha riguardato lo storico capoclan Vincenzo Stranieri, detto “Stellina”, che pur stando in carcere si mostrava ancora capace di dare direttive al gruppo e di gestire il business criminale.
È proprio nelle carte di questa inchiesta, denominata “Stra.To”, che ricompare il nome di Antonio Campeggio, ma questa volta come collaboratore di giustizia.
Ecco quindi spiegata la misteriosa scomparsa dell’uomo, che negli scorsi mesi aveva portato a svariate congetture su cosa potesse essere successo. È, però, proprio per il fatto che Campeggio era già in libertà che, secondo il gip, la sua è una scelta “immune da fini utilitaristici”.
Le sue dichiarazioni vennero raccolte il 29 gennaio 2026 e avrebbero permesso di approfondire assetti e rapporti della locale mafia. Quanto raccontato, spiega Nazareno Dinoi su lavocedimanduria.it, non rappresenta la fonte primaria dell’inchiesta, ma avrebbe comunque fatto da ulteriore conferma per quanto già raccolto.
Tra le altre cose si è definitivamente compresa la dinamica dell’omicidio di Naser Bahtijari, ma anche cosa avvenne nelle settimane antecedenti il delitto commesso il 23 febbraio 2023.
LE RIVELAZIONI DI CAMPEGGIO
Scrive Francesco Casula sulla Gazzetta del Mezzogiorno che Campeggio avrebbe raccontato agli investigatori anche delitti passati, ma non prescritti, per i quali “nessuna attività investigativa avrebbe mai potuto condurre all’accertamento della sua responsabilità penale”. È anche per questo che la Procura sembra star facendo affidamento sulle rivelazioni dell’ex boss.
Sono i numerosi “omissis” della documentazione che, pur non rendendo possibile conoscere parte delle dichiarazioni di Campeggio, lasciano pensare che si siano aperte nuove strade da percorrere per gli inquirenti.
Al momento non ci è dato sapere a quali delitti si faccia riferimento, ma non è da escludere che questa svolta possa portare a fare luce su vecchi omicidi. D’altronde dall’inizio degli anni Novanta il territorio Manduria-Sava ed il versante orientale della provincia tarantina, verso quella leccese, furono attraversati da contrapposizioni che portarono anche a omicidi e chissà, ma verosimilmente, a coinvolgimenti in altri importanti fatti di cronaca.
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LA RICERCA nei nostri articoli del 14 dicembre 2025, con aggiornamento in nota del 27 settembre scorso; e del
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