FINALMENTE! DA QUESTA NOTTE, RITORNA IL RITMO NATURALE. LANCETTE UN’ORA INDIETRO E DA DOMENICA 25 OTTOBRE BUONA ORA SOLARE A TUTTI!

| 24 Ottobre 2026 | 0 Comments

(Rdl) _________________ E finalmente! A fronte di un risparmio energetico generale soltanto teorico, molto presunto, che nessuno riesce a dimostrare in pratica, l’ ora legale porta a molti un disagio individuale concreto.

Da domani per cinque mesi i ritmi della nostra vita quotidiana e quelli biologici del nostro corpo saranno più semplici e naturali.

L’ ora legale è una convenzione che da decenni accettiamo meccanicamente e supinamente, senza che nessuno riesca a spiegare a che cosa essa serva.

Dicono che consenta di risparmiare energia.

In realtà, non c’è stato mai nessuno studio scientifico dimostrativo e basta esercitare la logica per capire che già questo non è vero, perché il presunto “risparmio” che si avrebbe posticipando di un’ora le attività necessitanti di energia elettrica si annulla protraendole di un’ora la sera stessa, o anticipandole al mattino, come avviene nei fatti.

Poi, anche i dati empirici e quindi risibili portati a sostegno dell’ora legale, quantificano in poco più di un euro in sette mesi il risparmio pro capite degli Italiani, il che fa poi incazzare.

Viceversa, sono documentati nella letteratura scientifica i danni fisici e psicologici apportati alla maggioranza degli individui, specie anziani e bambini. Più tanta ansia e tanti fastidi. Senza contare i danni economici per chi, come gli agricoltori, lavora all’alba, o studia.

E allora?

Bisogna abolirla, e cercare di trovare il sistema per farlo.

Alcuni biologi hanno scritto al Parlamento europeo chiedendone l’abolizione.

La richiesta si basa sullo studio dell’European Society for Biological Rithms “Evidence-based approach to evaluating Daylight Saving Time (DST): The relevance to our Biological Clock”, in cui si mostrano i disturbi legati al cambio di orario che, secondo gli esperti, potrebbero protrarsi fino a sette mesi dopo il passaggio all’ora legale.

In Italia solamente il Codacons, associazione di consumatori, ha prodotto documentazione e, soprattutto, ha avanzato una richiesta in tal senso.

Category: Costume e società

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