PRESENTAZIONE DEI RISULTATI DELLE RECENTI SCOPERTE A MANDURIA

Comunicazione istituzionale della SOPRINTENDENZA ARCHEOLOGIA BELLE ARTI E PAESAGGIO PER LE PROVINCE DI BRINDISI, LECCE E TARANTO _______________
Le indagini archeologiche restituiscono importanti testimonianze sull’organizzazione urbana e sulle pratiche funerarie e religiose dell’antica Manduria. Tra i rinvenimenti, una tomba monumentale con iscrizioni in lingua messapica e raffigurazioni legate alla sfera sacerdotale.
Nuove e significative scoperte archeologiche arricchiscono il quadro delle conoscenze sull’antica Manduria. Le indagini condotte dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Brindisi, Lecce e Taranto presso il Parco archeologico delle Mura Messapiche, finanziate dal Ministero della Cultura, Direzione generale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, nell’ambito dei fondi di cui al cap. 7953 – Circolare n. 8/2026, hanno restituito importanti testimonianze relative all’organizzazione degli spazi urbani e funerari, all’evoluzione del sistema difensivo e alle pratiche religiose della comunità messapica.
I risultati delle ricerche sono stati presentati nel corso della conferenza stampa del 29 ottobre, presso la sede della Soprintendenza a Lecce, alla presenza del Soprintendente Antonio Zunno e del Sindaco di Manduria Domenico Sammarco, con gli interventi di Vincenzo Ria, funzionario archeologo responsabile per il territorio di Manduria, e Stefania Montanaro, esperto archeologo Ales S.p.A. della Soprintendenza.
Le attività di ricerca hanno interessato due distinti settori del Parco archeologico: l’area della Porta Est, dove sono proseguite le indagini della necropoli già individuata nel corso dei precedenti interventi condotti dal Segretariato Regionale del Ministero della Cultura, e il settore meridionale, nel quale è stato eseguito uno scavo stratigrafico in estensione su una superficie di circa 180 m².
Le indagini hanno restituito nuove e significative testimonianze per la ricostruzione dell’articolato sistema difensivo dell’antica Manduria, sviluppatosi attraverso successive fasi di costruzione e trasformazione comprese tra il V e il III secolo a.C. Le evidenze emerse hanno consentito di approfondire la conoscenza dell’organizzazione delle strutture fortificate e delle loro relazioni con gli spazi urbani e funerari, contribuendo a delineare un quadro più articolato delle trasformazioni che interessarono la città messapica nel corso dei secoli.
Di particolare interesse è l’individuazione di un antico percorso stradale che, nel corso del III secolo a.C., si sovrappose a un’area precedentemente destinata a necropoli, documentando un significativo processo di ridefinizione dell’uso degli spazi e di riorganizzazione dell’assetto urbano.
Nel complesso, le ricerche hanno consentito di indagare 24 sepolture, in larga parte compromesse da precedenti attività di scavo clandestino. Nonostante le manomissioni subite, il recupero di reperti ceramici, oggetti di ornamento personale ed elementi dei corredi funerari ha permesso di acquisire nuovi dati sull’organizzazione degli spazi destinati alla sepoltura, sulle consuetudini funerarie e sulle pratiche rituali della comunità messapica tra il IV e il III secolo a.C.
La scoperta di maggiore rilievo è rappresentata dal rinvenimento della Tomba 17, una sepoltura monumentale ricavata nel banco roccioso, originariamente chiusa mediante tre grandi lastroni lapidei. Sulla superficie esterna della copertura è stata individuata un’iscrizione monumentale in lingua messapica, incisa e distribuita sui tre blocchi. Le prime osservazioni epigrafiche hanno consentito di riconoscere tre elementi onomastici, rispettivamente un nome femminile, un patronimico e un termine riconducibile a un titolo sacerdotale, tutti espressi al genitivo. Quest’ultimo, identificabile con il termine messapico thabara, suggerisce che la sepoltura fosse destinata a una figura femminile investita di particolari funzioni sacerdotali.
L’eccezionalità del monumento è ulteriormente accresciuta dalla presenza di un articolato apparato decorativo pittorico. Le pareti della cassa funeraria conservano tracce di intonaco dipinto, con una fascia superiore ornata da un motivo a meandro realizzato con pigmenti blu e rossi. Sulle superfici interne dei lastroni di copertura sono state inoltre individuate raffigurazioni di particolare interesse per la ricostruzione del programma iconografico del monumento e per l’interpretazione del suo significato simbolico e cultuale.
Tra queste, particolare rilievo assume la raffigurazione di un oggetto interpretabile come una chiave di santuario, attributo frequentemente associato, nel mondo greco, a figure sacerdotali femminili, quale simbolo dell’autorità e delle prerogative connesse all’esercizio delle funzioni cultuali. Un’ulteriore raffigurazione potrebbe invece rappresentare un thymiaterion, un incensiere destinato alla combustione di sostanze aromatiche durante le cerimonie rituali. La presenza di tali elementi, considerata in relazione alle testimonianze epigrafiche, sembra rafforzare l’interpretazione della sepoltura come appartenente a una donna che rivestiva un ruolo sacerdotale di particolare prestigio.
Di straordinario interesse è inoltre il rinvenimento, sulla superficie interna di uno dei lastroni di copertura, di una seconda iscrizione in lingua messapica, dipinta in azzurro e articolata su quattro linee. Il testo, parzialmente compromesso dalle manomissioni clandestine, presenta un contenuto in parte differente rispetto all’iscrizione esterna. Le prime osservazioni epigrafiche hanno consentito di riconoscere anche in questo caso il termine thabara, riferibile alla funzione sacerdotale, e un’ulteriore forma nominale, ricostruibile come Damatrioas, che sembrerebbe rinviare a un orizzonte religioso e culturale connesso al culto di Demetra.
Il riferimento alla dea, divinità legata alla fertilità della terra, ai cicli della natura e alla rigenerazione, assume particolare significato nel contesto funerario e contribuisce ad ampliare le prospettive di ricerca sulle pratiche religiose dell’antica Manduria.
La compresenza, all’interno dello stesso monumento funerario, di due iscrizioni in lingua messapica, realizzate con tecniche differenti e caratterizzate da contenuti testuali parzialmente diversi, costituisce una testimonianza di eccezionale interesse nel panorama archeologico ed epigrafico della Messapia. L’associazione tra documentazione epigrafica e apparato figurativo offre inoltre nuove possibilità di approfondimento sul ruolo delle figure sacerdotali femminili, sul rapporto tra pratiche funerarie e culti religiosi e sulle forme di rappresentazione del prestigio sociale e dell’autorità religiosa nella comunità messapica.
Si tratta tuttavia di interpretazioni preliminari, attualmente oggetto di approfondimento specialistico, che potranno fornire nuove informazioni sull’organizzazione dei culti e sul ruolo delle donne nella società messapica. Nonostante le precedenti manomissioni, la Tomba 17 ha restituito anche alcuni elementi del corredo funerario, tra cui fibule in bronzo, un anello in argento, una moneta argentea attribuita alla zecca di Taranto e uno strumento in ferro ancora in corso di studio.
Le attività scientifiche proseguiranno con lo studio specialistico delle iscrizioni e delle decorazioni, le analisi archeobotaniche sui campioni prelevati durante lo scavo e gli interventi di restauro e consolidamento delle superfici pittoriche. Particolare attenzione sarà inoltre dedicata alle prospettive di valorizzazione del rinvenimento, attraverso un progetto che preveda la conservazione della struttura funeraria nel contesto originario e la possibile esposizione dei lastroni iscritti e dipinti, insieme ai materiali di corredo, presso il Museo archeologico di Manduria.
Le recenti scoperte confermano la straordinaria rilevanza archeologica del sito e si inseriscono nel più ampio impegno del Ministero della Cultura e della Soprintendenza ABAP per le province di Brindisi, Lecce e Taranto per la conoscenza, la tutela e la valorizzazione del patrimonio archeologico locale.
Category: Cultura



























