“Situazione insostenibile” A BORGO SAN NICOLA, SERVONO INTERVENTI IMMEDIATI

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Nuovo gesto estremo all’interno della casa circondariale di Borgo San Nicola, dove nel giro di pochi giorni si è registrata la seconda morte per suicidio. A lanciare l’allarme è il Sappe, il sindacato autonomo della polizia penitenziaria, che ha diffuso una nota durissima accompagnata da una comunicazione ufficiale inviata alla sindaca di Lecce, al prefetto, ai parlamentari del territorio e ai consiglieri regionali.
Secondo quanto riportato, l’istituto leccese è ormai in una situazione definita “insostenibile”: oltre 1.400 detenuti a fronte di una capienza inferiore agli 800 posti e un organico di agenti drasticamente insufficiente, al punto da essere considerato tra i più carenti del Paese.
L’ultimo episodio si è verificato nelle scorse ore all’interno del reparto destinato ai detenuti sottoposti a particolare vigilanza: si è tolto la vita un detenuto originario della provincia di Bari.
Tutto sarebbe accaduto mentre il compagno di stanza dormiva, con un solo agente a sorvegliare un’intera sezione che, per la tipologia dei reclusi, richiederebbe almeno due unità operative.
Il sindacato racconta che, nonostante fosse in servizio da solo, l’agente ha immediatamente chiesto supporto al collega del reparto adiacente e ha tentato tutte le manovre di rianimazione fino all’arrivo del personale sanitario, purtroppo senza alcun esito.In una nota durissima, il Sappe denuncia la sproporzione tra carico di lavoro e numero di agenti, citando il caso del carcere di Catanzaro, che con meno della metà dei detenuti di Lecce dispone di un organico quasi equivalente.
Si parla di turni che superano frequentemente le 12 ore, con pause minime e personale costretto a gestire da solo centinaia di ristretti, soprattutto nelle fasce orarie più critiche.Il sindacato fa inoltre sapere di aver richiesto un confronto con la Asl per limitare gli spostamenti dei detenuti verso le strutture ospedaliere soltanto ai casi realmente necessari, così da ridurre ulteriormente il carico sugli agenti già allo stremo.
La situazione nel penitenziario leccese, secondo il Sappe, richiede interventi immediati prima che la tensione interna continui a degenerare.
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Sabato 13 dicembre, alle ore 10:00, davanti all’ingresso della Casa Circondariale di Borgo San Nicola a Lecce (via Paolo Perrone), volontari e volontarie insieme ad alcune associazioni attive all’interno dell’istituto penitenziario si ritroveranno per un presidio silenzioso.
«Dopo che in questi giorni un’altra persona detenuta si è tolta la vita, sentiamo il bisogno di fare qualcosa. Il presidio sarà un gesto civile e collettivo per dire basta ai suicidi, all’indifferenza e a un carcere che produce morte invece di responsabilità e reinserimento», sottolineano le realtà promotrici.
«Da tempo il carcere vive condizioni disumane: sovraffollamento, carenza di personale, sofferenza psichica diffusa e spesso non adeguatamente presa in carico. I suicidi non sono fatalità, ma il segnale di un sistema che non riesce più a tutelare la vita e la dignità delle persone», proseguono.
«Saremo lì per esprimere solidarietà alle persone detenute, costrette a vivere la compressione dei diritti fondamentali e una quotidianità che calpesta la dignità umana, e alla Direzione, al personale e alla Polizia Penitenziaria, che lavorano in una situazione difficilissima. Invitiamo le persone di buona volontà a partecipare, a esserci, a non voltarsi dall’altra parte: perché il carcere riguarda l’intera società».
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