DEMOCRAZIA SOVRANA E POPOLARE. E PATRIOTTICA. ECCO IL VENEZUELA DI DELCY RODRIGUEZ. UN RITRATTO DELLA NUOVA PRESIDENTESSA ATTRAVERSO I SUOI POST SU FACEBOOK, PER CAPIRE COME STAVANO DAVVERO LE COSE

di Giuseppe Puppo ____________
Dopo il rapimento di cui è stato vittima il presidente Nicolas Maduro, la Corte Suprema del Venezuela ha designato a sostituirlo il suo vice, Delcy Rodriguez, con la quale l’amministrazione di Donald Trump dovrà fare i conti per gestire la situazione, a meno che non voglia rapire anche lei con un nuovo attacco militare.
Non sappiamo ovviamente – non lo sa nessuno – che cosa succederà nei prossimi giorni. C’è solamente la speranza che a Caracas non si ripetano i tristissimi, luttuosi scenari seguiti nella storia recente ai vari interventi americani a Kabul, Bagdad, Tripoli, Belgrado e così via.
Ma chi è Delcy Rodriguez, 56 anni, laureata in giurisprudenza, già titolare di importanti incarichi governativi, sia con Ugo Chavez, sia con Nicolas Maduro? Soprattutto: che cosa è veramente il Venezuela, dipinto dalla propaganda imperialista, ma pure dalla visione del nostro Partito Democratico, come covo di dittatori, spacciatori e affamatori della gente?
Senza poter andare a verificare di persona, senza avere allo stesso modo pretese di scientificità di politologi o sociologici, abbiamo fatto una ricerca, magari alla buona, se volete, sui social network, in particolare il profilo Facebook della stessa Delcy Rodriguez, limitandoci per comodità di sintesi espositiva ai post dell’ultimo mese.
Abbiamo così potuto fare scoperte che riteniamo significative, utili se non altro a fornire spunti di riflessione ai nostri Fratelli d’Italia, come a tutti i ‘sovranisti’ nazionali ed europei completamente asserviti agli Americani, come pure per tanti politici che si dicono di ‘sinistra’, senza nessun contenuto peculiare, al di là delle etichette e degli slogan, se non per disprezzare quelli che essi chiamano ‘populisti’.
Vediamo. _____________
Il 30 novembre scorso Delcy Rodriguez pubblica la lettera scritta da Nicolas Maduro ai capi di Stato dei Paesi produttori di petrolio e così la commenta:
“Il Venezuela denuncia, attraverso una lettera inviata dal Presidente Nicolás Maduro al Segretario generale dell’OPEC e ai paesi membri dell’OPEC e dell’OPEC Plus, che gli Stati Uniti intendono impadronirsi delle vaste riserve petrolifere del nostro Paese, la più grande al mondo, attraverso l’uso di militari forza, che inciderebbe seriamente sull’equilibrio del mercato globale dell’energia. Il Venezuela rimarrà fermo nella difesa delle sue risorse energetiche naturali. Niente ci fermerà! Continueremo ad essere liberi e sovranisti!”
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Il 2 dicembre scopriamo che in questa strana ‘dittatura’ come è stata dipinta, non solo si tengono elezioni, non solo c’è un Parlamento, ma ci sono addirittura comitati di controllo popolari, di democrazia gestita dal basso:
“Continuiamo a vedere i risultati effettivi della Consulta Popolare Nazionale, il popolo dà priorità ai suoi progetti per elevare la qualità della vita nelle proprie comunità. Qui vediamo l’esempio della comunità di Lidice della Parrocchia La Pastora a Caracas, che eseguono il ‘Plan Tcho Comunale’ con asfalto di Guanoco 100% venezuelano.
In unione nazionale e con il presidente Nicholas Maduro, andiamo avanti essendo i custodi delle nostre risorse naturali, della pace, della stabilità e della felicità della nostra Patria”.
(p.s. L’asfalto di guanoco è catrame naturale prelevato dal lago di Bermudez).
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Il 4 dicembre, ancora sul lago:
“Approvato il piano integrale di sfruttamento del lago di Guanoco, che consentirà importanti accordi per gli investimenti nazionali e internazionali. L’asfalto venezuelano, che è servito a asfaltare le strade di New York, Washington, Parigi, tra gli altri paesi, sarà al servizio del popolo venezuelano e di progetti comuni come ‘Risolvi la tua strada’ e ‘Piano tetto comunale’. Le risorse energetiche del Venezuela promuovono lo sviluppo nazionale e la felicità del popolo”.
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Il 5 dicembre si parla della manovra finanziaria sottoposta al Parlamento:
“
Presentiamo all’Assemblea Nazionale i progetti di legge di bilancio per l’esercizio economico finanziario 2026 e quello sulla legge speciale sull’indebitamento annuale, strumenti che sono stati approvati dal Parlamento in prima discussione.
Il bilancio della nazione per il 2026 ammonta a 5.022.968.785.870 Bolivar, con il 77,8% di tale importo corrispondente agli investimenti sociali. Questo bilancio partecipativo va di pari passo con il popolo, comprende le 7 trasformazioni approvate nelle Assemblee Popolari e integra le agende d’azione concrete e le Consultazioni Popolari. Nell’unione produttiva nazionale, continuiamo a superare il blocco economico e a consolidare la nostra sacra sovranità. Con questo budget partecipativo e popolare blindiamo il Venezuela di fronte alle aggressioni di coloro che vogliono le nostre risorse naturali”.
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Il 7 dicembre si tiene una cerimonia di consegna di riconoscimenti a tutti i lavoratori dell’industria con più di 30 anni di attività:
“È arrivato il momento dei coraggiosi e dei coraggiosi! Abbiamo avuto il piacere di condividere e riflettere sulla gesta che hanno compiuto i lavoratori petroliferi venezuelani. Voi siete il pilastro di questa industria con il vostro impegno e la vostra resistenza. Avete rialzato l’industria a beneficio di tutto il Venezuela.
Questo è il momento di riaffermare che non daremo libertà e indipendenza. Siamo invincibili, indistruttibili, e insieme continueremo a lottare al fianco del Pdte. Nicholas Maduro per un futuro in pace, dove il potere popolare è il supporto politico della nostra democrazia”.
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Il 7 dicembre ci sono video girati negli Stati Uniti nel corso di manifestazioni di cittadini americani:
“Niente U.S War in Venezuela, sì peace!!! I popoli del mondo rifiutano l’intervento americano in Venezuela”.
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Il giorno dopo si parla delle imprese di trasporto, frutto di sinergie fra pubblico e privato:
“Hanno riunito straordinari sforzi del settore pubblico e privato per rinascere il settore dei trasporti in mezzo a un blocco criminale, per garantire diritti fondamentali come la mobilità umana e la mobilità di cose e merci”
e di sovranità alimentare:
“Il Venezuela ha il più grande gregge di bufali del continente e il quarto a livello mondiale. Nel 2025 questo settore è cresciuto del 15%, consolidandoci come la nazione leader nella produzione di carne e latte di bufalo nel nostro emisfero. Venezuela è in pace e produce!”.

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Di cultura popolare il giorno dopo, a proposito di Joropo, genere musicale e danza tradizionale riconosciuta patrimonio culturale dell’umanità dall’ UNESCO.

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A seguire, fra gli altri post, in risalto quelli che parlano della crescita documentata dell’economia nazionale; di denunce di ruberie di petrolio ordite dagli Usa; della cooperazione con la Russia; di unità fra i popoli e gli Stati del Centro e Sud America; di spazi espositivi allestiti per i piccoli imprenditori privati; di autonomie locali in un assetto statale fondato sull’autogoverno dei singoli comuni venezuelani.
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Il 14 dicembre si comincia ad attuare l’annuale progetto natalizio preparato dal governo:
“Così viviamo il Natale in Venezuela. Tra musica e tradizione, dispieghiamo il Piano Amore e Prosperità Alimentare con la distribuzione questo fine settimana di 34.000 tonnellate di alimenti di produzione nazionale. È il potere del nostro popolo lavoratore, garantendo la tavola delle feste. Continueremo a portare benessere e felicità a tutti i venezuelani. Questa è la Patria unita che inarrestabile avanza nel suo cammino di prosperità”.
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Proseguendo in questa piccola antologia, necessariamente appunto antologica e quindi parziale e limitata, dei post social di Delcy Rodriguez, eccoci al 19 dicembre:
“Siamo stati a Maripérez a visitare il signor Luis Aquino, che da 38 anni mantiene viva la tradizione di Churros Maripérez, un’azienda di famiglia fondata dai suoi genitori nel 1952.
Grazie al finanziamento del programma Emprendi Insieme, promosso dal Pdte. Nicholas Maduro, Churros Maripérez oggi ha una nuova macchina per la sua attività.
Intraprendere Insieme spinge i venezuelani a realizzare i loro sogni contribuendo alla crescita economica del nostro paese”.
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Il 20 dicembre c’è un ricordo in chiave di attualità del Padre della Patria Simon Bolivar:
“Commemoriamo il Bicentenario del Decreto di Chuquisaca, espressione del pensiero universale di El Libertador, grande visionario che ha denunciato la devastazione causata dal colonialismo e ha incoraggiato la coscienza ecologica di fronte allo sfruttamento predatore. Il nostro Padre Bolivar ha promosso la conservazione della natura come valore essenziale dell’umanità, essendo il primo ambientalista a gettare basi dottrinarie per la difesa dell’ambiente.
Oggi 200 anni dopo rivendichiamo la sua eredità davanti a un capitalismo che minaccia la vita sul pianeta. Sulla stessa rotta si iscrive la sesta trasformazione del piano delle 7T, guidata dal Pdte. Nicholas Maduro, che riafferma la protezione di Madre Terra per costruire una società più sostenibile e giusta”
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Sotto le festività di Natale e Capodanno Delcy Rodriguez è nelle abitazioni di alcune famiglie popolari, a preparare insieme a loro piatti tradizionali

“Trovate in famiglia le tradizioni che ci uniscono e ci rendono orgogliosi di essere venezuelani! Siamo un grande paese, una grande famiglia che in unione rivendica la nostra storia, spiritualità e identità nazionale!”
e poi a distribuire giocattoli ai bambini
“La Pastora e tutto il Venezuela si riempiono di luce questo Natale con la gioia dei nostri bambini e delle nostre bambine che ricevono i loro giocattoli. È un’immagine che riflette un paese unito in pace e amore, riaffermando l’impegno del Pdte. Nicholas Maduro con la felicità del popolo venezuelano.
Tra feste, scoperte e il calore dell’incontro di famiglia, la Patria vive un Natale di fraternità e speranza. Di fronte a qualsiasi tentativo di rompere la convivenza e la tranquillità dei venezuelani, la risposta è armonia, unione e coscienza, mantenendo il nostro spirito invincibile che celebra la vita e il buon avvenire del Venezuela”
poi ancora, nelle parrocchie:
“Dalla parrocchia El Valle a Caracas, constatiamo la capacità organizzativa del Piano Amore e Prosperità Alimentare, che in sole cinque settimane ha distribuito 158.000 tonnellate di cibo a quasi cinque milioni di famiglie. Grazie alla grande unione produttiva nazionale, attraverso un inedito dispiegamento logistico, si sono attivati tutti i settori produttivi: pescatori, contadini e agroindustria, conformemente alle istruzioni del Pdte. Nicholas Maduro per garantire il sacro diritto al cibo dei venezuelani”.
e infine nelle imprese artigianali:
“Abbiamo visitato Phoenix Pan, un progetto che in tre anni è passato dall’idea alla realtà grazie ai suoi vicini, che impastano e sfornano pane saporito ogni giorno. Con il forno acceso hanno affrontato la sfida del pane al prosciutto con farina di manioca proposta dal Pdte. Nicholas Maduro, ed ecco il risultato: ce l’abbiamo fatta. Chiudiamo così l’anno insieme al popolo imprenditoriale, festeggiando la loro crescita con lavoro ben fatto e orgoglio venezuelano”.
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Fra una cosa e l’altra, le riunioni del Parlamento, liberamente eletto, dove si discutono e si votano le leggi, i trattati, le riforme, tutto.

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