SALDI, SOLDI E FREGATURE

| 16 Gennaio 2026 | 0 Comments

di Emanuela Boccassini _____________

A Lecce, nei giorni dei saldi, succede una cosa curiosa. Parti con le migliori intenzioni: una passeggiata in centro, tra le vetrine del Barocco che luccicano quasi quanto le insegne, due passi lenti, l’idea di regalarti qualcosa di bello. Poi magari ti dirigi verso i centri commerciali, perché “lì, sì che conviene”. Però non è sempre vero.

Una volta i saldi erano una promessa mantenuta. Entravi in un negozio con la certezza – non solo la speranza – di trovare capi d’abbigliamento belli, attuali, portabilissimi e soprattutto davvero scontati. Non era caccia grossa, era buon senso commerciale. Oggi, invece, troppo spesso, sono una scorciatoia furba e non elegante. I saldi assomigliano sempre più a uno spettacolo di illusionismo: luci accese, cartelloni che urlano percentuali esagerate. E poi, quando guardi meglio, vedi il trucco.

I prezzi, prima misteriosamente lievitati, tornano “scontati” esattamente dove erano qualche giorno prima. Non un euro in meno, solo una bella etichetta rossa a ricordarti che dovresti essere felice. Ma non lo sei.

E poi c’è la selezione dei capi. In saldo finiscono soprattutto le rimanenze di magazzino, certo – è sempre stato così – ma una volta quelle rimanenze erano comunque contemporanee, dignitose. Oggi sembrano vestiti rimasti bloccati in un limbo temporale, né vintage né nuovi, solo vecchi e spesso rovinati.

Aumentare i costi poco prima dei saldi per poi applicare sconti solo apparenti non è furbizia commerciale, è un gioco scorretto. Un gioco che prende di mira proprio chi li aspetta non per capriccio, ma per necessità. Persone che sperano di potersi permettere un capo che a prezzo pieno è fuori portata. Famiglie, lavoratori, pensionati. Gente normale, non polli da spennare.

Il punto non è solo morale, è anche giuridico. La normativa parla chiaro (Direttiva Omnibus 2019/2116 e Art. 501 del Codice Penale): il prezzo di riferimento dovrebbe essere quello più basso praticato nei trenta giorni precedenti. Se questo non accade, se lo sconto è costruito su un prezzo gonfiato ad arte, non siamo davanti a una furbata innocente, ma a una pratica scorretta. E può essere denunciata.

Il risultato di questi giochetti è la diffidenza. Il cliente entra, guarda, confronta, prova e se ne va con la sensazione di essere stato preso in giro. Non perché non abbia trovato nulla che gli stia bene, ma perché ha capito che lo sconto non è reale.

E mentre tutto aumenta – bollette, spesa, affitti, trasporti – sembra che l’unica cosa a non aumentare mai sia il rispetto per il consumatore. E, nel frattempo, ci si aspetta persino un ringraziamento per uno sconto che non esiste.

Così i saldi non servono più a nessuno. Non al consumatore, che esce frustrato e a mani vuote. Non ai negozi, che perdono credibilità. Non al sistema, che trasforma un rito atteso in un esercizio di cinismo.

Rimettere le cose a posto si può. Basterebbe poco: prezzi onesti prima, sconti veri dopo, capi che appartengano al presente e non a un magazzino dimenticato. Perché lo sconto, quando è vero, non ha bisogno di gridare. Si vede e si sente.

Questo non è un attacco ai commercianti. È un appello alla correttezza, alla trasparenza, alla consapevolezza che il commercio è anche relazione, credibilità, responsabilità sociale. Il problema non è la fine delle occasioni, ma la perdita di fiducia. I saldi funzionavano perché erano un patto non scritto tra chi vende e chi compra. Tu aspetti, io abbasso davvero i prezzi. Io sono onesto, tu torni. Oggi quel patto è saltato, sostituito da una scenografia rumorosa e, forse, inutile.

È il momento di recuperare valori che sembrano fuori moda, ma non lo sono affatto: correttezza, giustizia, educazione, rispetto. Perché un cliente rispettato non è solo un cliente che compra, è un cliente che torna, che non si sente beffato.

E magari – chissà – torneremo a uscire dai negozi con tanti sacchetti in mano e la sensazione, rarissima ormai, di aver fatto davvero buoni acquisti.

Category: Costume e società, Cronaca

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