PADRE E FIGLIO CONDANNATI A 14 ANNI PER TRAFFICO DI DROGA

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Si è concluso ieri il processo di primo grado a carico di Antonio Ezio Vitale, 66 anni, e del figlio Daniele, 41, entrambi residenti a Novoli, condannati a 14 anni di reclusione ciascuno per traffico di sostanze stupefacenti. La sentenza è stata emessa dal Tribunale di Lecce, presieduto dal giudice Fabrizio Malagnino, affiancato dai colleghi Maddalena Torelli e Andrea Giannone, superando di un anno la richiesta del pubblico ministero Alessandro Prontera.
Il procedimento riguarda la maxi inchiesta “Stealth”, che aveva già portato a verdetti di appello per la maggior parte degli imputati che avevano scelto il rito abbreviato. Secondo gli accertamenti degli inquirenti, padre e figlio sarebbero stati parte di un’organizzazione dedita al traffico di droga, gestendo direttamente una vasta piantagione di marijuana in località “Zio Lazzaro”, tra Novoli e Carmiano.
La serra, che conteneva circa 550 piante di canapa indiana, era sotto la loro cura fino all’arresto del figlio, avvenuto nel settembre 2021, quando i carabinieri del Nor di Campi Salentina sequestrarono 17 chili di marijuana già essiccata.L’inchiesta ha inoltre ricostruito un episodio legato alla vendetta dell’organizzazione. A seguito della perdita economica provocata dall’intervento delle forze dell’ordine, il boss Fernando Nocera ordinò un incendio doloso che il 16 febbraio 2022 distrusse il supermercato “Market da Ezio”, a Torre Lapillo, di proprietà di Antonio Ezio Vitale.
L’atto provocò ingenti danni alla struttura, compromettendo frigoriferi, impianti elettrici e arredamento. I due Vitale si erano costituiti parte civile nel processo contro Nocera, accertandone la responsabilità. Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro sessanta giorni, dopodiché gli imputati, assistiti dagli avvocati Ladislao Massari e Francesco Tobia Caputo, decideranno se presentare ricorso in appello.
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