ARRIVANO AL COMUNE DI LECCE LE “compensazioni ambientali” GENEROSAMENTE ELARGITE DA TAP. ADRIANA POLI BORTONE E’ CONTENTA. MA IN REALTA’ C’E’ BEN POCO DA ESULTARE

di Giuseppe Puppo _____________
Questo pomeriggio è arrivato in redazione un comunicato del Comune di Lecce, ufficio stampa e propaganda, per molti versi sorprendente, non tanto per la notizia che contiene, in realtà un piatto di lenticchie, va bene anzi due, elargite all’amministrazione da Tap, quale ‘compensanzione e riequilibrio ambientale’ per la realizzazione del gasdotto, quanto per le valutazioni espresse in merito dal sindaco e, infine, last but not least, come dicono quelli che parano bene l’italiano, perchè costringe TUTTI a fare un esame di coscienza su una vicenda che più di ogni altra ha mosso intelligenze, ragioni e passioni di tecnici, amministratori, politici e cittadini nella Storia del nostro Salento.
Cominciamo doverosamente dal comunicato che qui di seguito riportiamo integralmente, forma grafica compresa, come ci è arrivato. Poi altrettanto doverosamente, perché facciamo i giornalisti, non i divulgatori di veline, lo commentiamo ___________
Misure di compensazione e riequilibrio ambientale, via libera a due interventi in città
La giunta municipale di Lecce approva i progetti per il restauro e il
reinserimento urbano della tettoia liberty nel centro polifunzionale
all’ex Massa e per il recupero funzionale del Palazzo Scipione
Ammirato. Gli interventi in questione – il primo volto al miglioramento
della sostenibilità ambientale, il secondo all’efficientamento
energetico – rappresentano misure di compensazione e riequilibrio
ambientale relative alla realizzazione del metanodotto Tap.
In seguito ad una serie di incontri e ad un confronto con i vertici di
Snam – la società che si occupa delle infrastrutture di supporto al
metanodotto Tap – l’amministrazione comunale di Lecce è pervenuta ad un
accordo grazie al quale otterrà complessivi 1.700.000 euro per la
realizzazione dei due progetti di “compensanzione ambientale”. La
delibera è stata approvata dall’esecutivo di Palazzo Carafa a
conclusione di una vicenda che aveva visto il Comune di Lecce, nel 2020,
costituirsi parte civile nel procedimento penale teso al riconoscimento
delle responsabilità dei vertici delle società incaricate della
realizzazione del metanodotto.
Scopo del Comune, all’epoca, era stato quello di chiedere, in qualità di
parte offesa, il risarcimento dei danni patrimoniali e non patrimoniali
in relazione ai reati contestati nei capi di imputazione. Il giudizio si
è risolto il 12 maggio 2025 con l’assoluzione, a vario titolo, di tutti
gli imputati. Al riguardo, lo stesso avvocato difensore del Comune ha
considerato che ‘… l’analisi dei risultati emersi nel corso
dell’istruttoria dibattimentale e lo stesso tenore delle richieste del
pubblico ministero lasciavano purtroppo ampiamente supporre in termini
di elevata probabilità lo sfavorevole esito del giudizio. Si
rappresenta, infine, che ultimamente Tap ha proposto accordi transattivi
ai soli Comuni di Melendugno e Vernole, escludendo da ogni trattativa
tutti gli altri enti territoriali’.
Nonostante queste premesse, e con il processo ancora in corso, il Comune
di Lecce (insieme ai Comuni di Lizzanello e Castrì direttamente
interessati dal tracciato dell’opera) nel marzo 2025 ha partecipato ad
una riunione con i rappresentanti di Snam negli uffici del Ministero
dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, chiedendo il riconosicmento
di adeguati ristori tesi alla realizzazione di progetti di compensazione
ambientale. Una logica che avrebbe potuto essere seguita molto prima,
all’avvio del progetto, in base alle proposte di Tap-Snam, e che avrebbe
consentito immediati ristori già nel 2020.
‘Purtroppo la precedente Amministrazione ha affrontato la questione Tap
da un punto di vista squisitamente ideologico – sottolinea il sindaco
Adriana Poli Bortone – Se la vicenda fosse stata gestita in maniera
diversa, in un quadro che tenesse conto di tutti i punti di vista ma
soprattutto delle prospettive, probabilmente avremmo raggiunto risultati
anche più proficui. Per quanto ci riguarda, siamo estremamente
soddisfatti per un traguardo nel quale credevamo fortemente ma per
raggiungere il quale purtroppo si era persa ogni forma di dialogo’.
D’altra parte, gli sviluppi della vicenda hanno poi confermato, anche da
un punto scevro da condizionamenti ideologici, come la realizzazione del
metanodotto si sia rivelata provvidenziale per l’approvvigionamento di
gas naturale per affrontare la crisi energetica derivata dalla guerra in
Ucraina.
Il Comune di Lecce ha ora acquisito la disponibilità di Snam al
riconoscimento dei ristori previsti dalla legge 239/2004 tesi al
riequilibrio ambientale. Una compensazione derivante dalla realizzazione
del tracciato del metanodotto che, nel territorio comunale di Lecce, ha
un’estensione di circa 22 chilometri.
Come detto, a conclusione di un’intensa negoziazione tecnica ed
economica, si è stabilita la misura del ristoro in complessivi 1.700.000
euro, da ripartire nei due interventi di grande rilevanza pubblica.
Il primo riguarda il miglioramento della sostenibilità ambientale
attraverso il restauro e il reinserimento urbano della tettoia liberty,
in un’ottica di valorizzazione del patrimonio storico-architettonico. In
proposito è da rilevare come l’intervento di restauro della tettoia non
rientri tra le opere previste dalla concessione in project financing
stipulata con la ditta il 6 dicembre 2020. Tale intervento infatti è
stato definito solo successivamente in coerenza con le prescrizioni
della Soprintendenza nell’ambito dei sopralluoghi e delle riunioni
tecniche svolte con l’amministrazione comunale e con il concessionario.
Stante la natura specialistica dell’intervento di restauro sul manufatto
storico in ferro-ghisa, il Comune si avvarrà della Soprintendenza
Archeologia, Belle arti e Paesaggio quale stazione appaltante, mediante
accordo di collaborazione tra amministrazioni. All’intervento sono
stati destinati 1.000.000 di euro.
L’altro progetto riguarda l’efficientamento energetico e la
valorizzazione sostenibile di Palazzo Scipione Ammirato, attraverso il
recupero funzionale e la valorizzazione storico-architettonica
dell’edificio, prevedendo l’adozione di soluzioni tecniche orientate
alla riduzione dei consumi energetici, al miglioramento delle
prestazioni dell’involucro edilizio e all’uso razionale delle risorse.
Per il progetto sono a disposizione 700.000 euro. ___________
Allora, da dove comincio? Cercando di applicare una sintesi giornalistica, anzi una sintesi estrema, a tutto quello che voglio esporre, quindi senza appesantire il testo con pezze giustificative e citazioni esplicative, che comunque ovviamente posseggo e all’occorrenza posso produrre, perché quando scrivo qualcosa lo faccio solo sulla base di verifiche e di dati di fatto, comincio proprio dalla sentenza.
Lascio all’avvocato del Comune di Lecce le sue considerazioni su di essa, sulle quali non entro nel merito; di mio dico solo questo: so per antica scuola che le sentenze si rispettano.
Dobbiamo prendere atto della verità processuale e rispettare anche questa sentenza, piaccia o non piaccia, e, mi sia concesso solo questo, a me non piace, ritenendo il gasdotto opera inutile, dannosa e pericolosa.
In ogni caso, i giudici ovviamente non fanno i politici e sarebbe spettato ad alcuni di loro, dei politici, intendo, bloccare la costruzione, e mi riferisco al Movimento Cinque Stelle che era andato al governo promettendolo.
Anche se i giudici avevano fatto quello che normalmente i magistrati fanno quando si trovano in presenza di una qualunque costruzione che ritengono abusiva e per questo il 27 aprile 2018 avevano sequestrato il cantiere in via preventiva: ma poi dopo pochi mesi, il 18 ottobre, i lavori erano ripresi, grazie alle forti pressioni governative nazionali e internazionali che li spingevano.
Quanto ai politici e ai partiti politici di allora, che adesso compongono l’attuale maggioranza di centro destra del sindaco, molti erano critici, se non contrari, alla realizzazione del gasdotto, Adriana Poli Bortone ivi compresa e compressa. Invece adesso – lo apprendo in questo momento con stupore – considera il gasdotto “opera provvidenziale”, e va bene così.
Quanto alle passate amministrazioni leccesi di centro – sinistra, alle quali l’attuale sindaco rimprovera un “approccio ideologico”, c’è da aggiungere e sottolineare che Carlo Salvemini mantenne un atteggiamento di contrarietà solo di facciata, altalenante, cincischiante e confusionario, che non si produsse mai in concretezza.
Tornando all’attualità, bisognerebbe spiegare ad Adriana Poli Bortone che il gasdotto Tap permette alla Russia, tramite la compagnia Gazprom , tramite l’Azerbaijan, di bypassare le sanzioni imposte dalla Unione Europea per la guerra in Ucraina.
Rimane a parte da spiegare a tutti cosa diamine c’azzecchino la tettoia Liberty e il palazzo Scipione Ammirato con le compensanzioni ambientali.
Infine, c’è da aggiungere e sottolineare che Tap è un’opera climalterante, ossia incidente sulla stabilità termodinamica del sistema climatico globale e del regime climatico locale; che i danni climatici arrecati all’ambiente sono irreversibili; e che essi dunque non sono né compensabili, né risarcibili.
In particolare nel nostro Salento, devastato dalla disertificazione del territorio, dall’inquinamento della chimica in agricoltura, dall’industria, delle discariche legali e abusive, delle speculazioni private e pubbliche, non si poteva accendere più nemmeno un cerino. Invece, per effetto della provvidenza, ci abbiamo messo un gasdotto. ______________
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