LA GUERRA CONTINUA A TUTTO ORRORE E STA PURE ARRIVANDO VICINO A NOI

di Giuseppe Puppo ______________
A due giorni e mezzo, saranno tre domani mattina martedì 3 marzo e comincerà il quarto, dal suo inizio, la guerra contro l’Iran dilaga.
Non si vedono sbocchi politici plausibili, o soluzioni credibili.
Solo chi ha letto pochi libri, o non ne ha letto affatto poteva credere in una resa degli Iraniani, popolo colto, giovane, fiero e orgoglioso, non conoscendone storia millenaria di eredità imperiale e religione musulmana, pur non essendo arabo, di matrice scita, che ha dunque nel suo dna la vocazione al sacrificio se non al martirio.
Il regime pare resistere e anzi autorigenerarsi. Il popolo pare ricompattarsi intorno ad esso, con l’effetto contrario a quello sperato da coloro i quali speravano in una sollevazione popolare, per un cambio sotto l’egida del figlio dello scià, improbabile quanto per tanti versi improponibile scenario.
La guerra continua. Non solo in Iran, ma anche fra gli Sciti di Iraq e Pakistan. E, a proposito, il Pakistan la bomba atomica ce l’ha già, pure tutta bella e pronta, così si può tranquillamente eliminare a memoria futura uno dei pretesti addotti da Trump per la sua sconsiderata decisione.
Altro che pericolo da scongiurare: dietro, la considerata decisione, c’è la volontà di dominio e di controllo dell’intero Medio Oriente in aperta contrapposizione alla Cina; dietro c’è l’incipiente bolla economica dell’alta finanza internazionale; dietro c’è la Sodoma e Gomorra di proporzioni bibliche che sta venendo fuori nei centri di potere statunitensi ed europei in seguito al caso Epstein e i suoi compagni di merende, una Cernobyl morale che leva all’Occidente intero ogni pulpito per fare prediche.
Inoltre sarebbe stato facile prevedere che questa volta la inevitabile risposta dell’Iran non sarebbe stata limitata se non simbolica come era stata le altre volte.
La guerra continua.
Pagano al solito i popoli. Quello iraniano sotto un continuo bombardamento, ma pure quello israeliano, che, sia pur più protetto, è costretto se non altro a vivere nel terrore del suono delle sirene e della corsa ai rifugi.
Pagano i Palestinesi di Gaza, nuovamente abbandonati dalla sedicente “pace perpetua” che si è rivelata essere invece un inferno perpetuo, in attesa della ‘ricostruzione’ promossa dalla convention aziendale immobiliare che è il “board” con Donald Trump amministratore delegato, o Ceo come si dice adesso.
La guerra continua nelle nostre case, in cui tutti noi in questo Occidente non solo al tramonto, ma addirittura già del tutto tramontato nella sua identità e nei suoi valori, ce ne stiamo comodamente sui nostri divani di poltrone e sofà davanti alla tv, pensando che tanto noi siamo al sicuro, al caldo, con la pancia piena, anche se con la coscienza vuota e che dunque tutto quanto vediamo in tv non ci riguardi. Lo rimuoviamo, lo anestetizziamo, lo neghiamo, dimentichi del fatto che non esistono guerre giuste e che ogni guerra è solo sempre e comunque lacrime, sofferenza e sangue.
La guerra continua.
Anzi, si è allagata, con una nuovo attacco al Libano da parte di Israele e con un inedito attacco di missili e droni degli Iraniani alla base militari inglese di Cipro (nella foto). Ho detto Cipro: Stato membro dell’Unione Europea e situato nel bel mezzo del ‘nostro’ mar Mediterraneo.
Siamo davvero sicuri di essere al sicuro nelle nostre case?
Poi, con la chiusura dello stretto di Hormuz, i missili sulle petroliere e il blocco della produzione in Qatar, arriverà, la guerra, presto direttamente nelle nostre case, con un sensibile e al tempo stesso insopportabile aumento delle bollette di luce e gas, almeno di quelle della maggioranza degli Italiani che, dovendo pensare a come arrivare alla fine del mese, non possono permettersi, come gli edificanti esempi di cui abbiamo appreso in queste ore, di fare i turisti per caso a Dubai.




























