UNA POESIA IN RICORDO DI RENATA FONTE

| 31 Marzo 2026 | 1 Comment

mv_______Negli anni passati, puntualmente ogni 31 marzo, le pagine di Leccecronaca.it hanno onorato la memoria di Renata Fonte. Ne abbiamo celebrato il profondo impegno civile e sociale, indagando con fermezza le ombre e le cause che armarono la mano omicida per spezzare la sua vita. Spesso, come nella lucida disamina che le ha dedicato Graziano De Tuglie, ci siamo concentrati sull’analisi rigorosa dei fatti. Abbiamo indicato i sentieri rimasti inesplorati, denunciando quelle strade che non si sono volute percorrere per giungere a una verità sacrosanta. La verità a cui avrebbe avuto diritto lei, la sua famiglia e la sua gente, compresa tutta quella parte di comunità che oggi la sente irrimediabilmente sua, pur non avendola mai potuta conoscere.
Oggi, tuttavia, per ricordare Renata scegliamo di fare un passo diverso. Per una volta non chiediamo asilo alla razionalità della mente o alla cronaca, oggi ci affidiamo unicamente al battito del cuore. Ed è con questo spirito che abbiamo riaperto un vecchio cassetto, per restituire alla luce e donarvi questi pensieri, vergati tanto tempo fa su un foglio di carta.

L’INDOMITA CUSTODE

A Porto Selvaggio, nel vento che spira, 
si avverte il profumo di macchia e di sale 
Renata, la gente ti guarda e ti ammira, 
sbarrasti la strada all’inganno e al male.

Volevano il grigio al posto del blu, 
colate di melma su spiagge d’argento. 
Ma voce gigante, implacabile, tu, 
fermasti la mano che offriva il cemento.

La notte nascose la mano accanita, 
tre colpi nel buio, un silenzio feroce, 
credevano forse, spezzando la vita, 
di aver soffocato per sempre la voce.

Ma l’onda s’infrange portata dal vento, 
e a noi ci riporta la tua memoria, 
sei terra di Puglia, sei il fiero Salento, 
sei parte immortale della nostra storia.

Se la violenza in parte fu sospesa 
e chi ti uccise non calcò più la mano, 
è per la tua esistenza a noi contesa, 
che rese il loro ardire un po’ più vano. 

Per questo chi respira ti è più che grato, 
per questo suo cammino risparmiato.

“A Renata. Perché il mare di Nardò continui a sussurrare il tuo nome, e noi a non dimenticare mai il nostro debito.”

Category: Costume e società

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Comments (1)

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  1. Graziano De Tuglie ha detto:

    L’OMICIDIO DI RENATA FONTE NON CENTRA NULLA CON PORTOSELVAGGIO VEDASI L’ARTICOLO ODIERNO DI RINO GIURI SU “NARDO’DENUNCIA”

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