UN UOMO SOLO AL COMANDO

di Giuseppe Puppo _______________ Probabilmente l’altro giorno anche Sua Santità aveva visto, come tantissimi nel mondo, almeno per un pezzo, la conferenza stampa del presidente degli Stati Uniti d’America Donald Trump trasmessa in diretta televisiva dalle principali emittenti. Verosimilmente però pochi avranno retto per tutta la durata. Io l’ho vista tutta. Allucinante è forse l’aggettivo migliore per qualificarla. Un’ora e mezzo di sproloqui, vaneggiamenti, minacce, parolacce e bestemmie.
Ieri sera, intorno alle 20.00, quando cioè mancavano sei ore alla scadenza del famoso ultimatum, anche a fronte di ulteriori sproloqui, vaneggiamenti, minacce, parolacce e bestemmie diffusi tramite social da Donald Trump, anche Sua Santità deve aver perso la pazienza, o, per meglio dire, la sopportazione, ed ha deciso di fare qualcosa. E così intorno alle 19.00 di ieri sera, martedì 7 aprile 2026, la Sala Stampa del Vaticano ha rilanciato alcune dichiarazioni, subito battute dalle agenzie di tutto il mondo.
Non sono dichiarazini qualunque. E’ qualcosa di inedito, almeno dai tempi delle Bolle Papali di scomunica a questo e quello che risalgono ai secoli del Medioevo. Qualcosa di straordinariamente preciso e di potentemente efficace.
Pur senza nominarlo direttamente, ma proprio per questo rendendo il tutto ancora più dirompente, Papa Leone XIV, il quale, giova ricordarlo e sottolinearlo, è cittadino statunitense, nei confronti di Donald Trump ha levato un grido di dolore rivolto a tutti quelli che in un modo o nell’altro potevano intervenire riguardo al presidente americano. ______________
Ecco il resoconto fatto dall’agenzia Vatican News:
Oggi come tutti sappiamo c’è stata anche questa minaccia contro tutto il popolo dell’Iran e questo veramente non è accettabile.
Chiare e dirette le parole di Papa Leone all’esterno della sua residenza a Castel Gandolfo. In una breve dichiarazione ai giornalisti in italiano e poi in inglese, questa sera 7 aprile, ribadisce l’urgenza della pace, pensando alla grave situazione che si sta vivendo, guardando all’ultimatum lanciato dal presidente americano Donald Trump all’Iran con la minaccia di distruggere tutto in una notte se non saranno accettate le condizioni poste in precedenza e rifiutate da Teheran riguardo allo stretto di Hormuz.
Il Papa richiama le parole sulla pace espresse la domenica di Pasqua nell’Urbi et Orbi quando aveva fatto appello a deporre le armi per “chi ha il potere di scatenare guerre”, scegliendo la via del dialogo e non della forza. Sottolinea che in ballo ci sono “questioni di diritto internazionale” ma molto di più c’è “una questione morale” in cui tenere presente il bene del popolo. Il pensiero va soprattutto ai più fragili che sarebbero vittime di una escalation.
Vorrei invitare tutti a pensare nel cuore veramente ai tanti innocenti, tanti bambini, tanti anziani, totalmente innocenti.
Il Pontefice ricorda che si è fatto appello al dialogo, fin dai primi giorni del conflitto, cercando soluzioni attraverso il negoziato, per risolvere i problemi “senza arrivare a questo punto, – afferma – invece siamo qui”. “Vorrei invitare tutti a pregare, – prosegue – ma anche a cercare come comunicare – forse con i “congressisti” (membri del Congresso, ndr NDR TESTUALE DI VATICAN NEWS), con le autorità – per dire che non vogliamo la guerra, vogliamo la pace! Siamo un popolo che ama la pace. C’è tanto bisogno di pace nel mondo!” ________________
Tradotto dal vaticanese, c’è, come si vede, un’esortazione esplicita ai membri del Congresso americano a muoversi per avviare iniziative politiche volte a limitare i poteri di Donald Trump, se non a destituirlo, prima che sia troppo tardi.
Non sappiamo quanto le parole di Sua Santità abbiano pesato sei ore dopo nello sbocco del famoso ultimatum in una tregua, questo non possiamo dirlo.
Sappiamo però, questo possiamo dirlo, da fonti convergenti, giornalistiche e politiche, anche provenienti dal suo entourage militare, che Donald Trump è un uomo solo, in balia di Benjamin Netanyahu, progressivamente smentito dai suoi, dal suo popolo e dai popoli di tutto il mondo, adesso sempre più isolato e confuso.






























