MAXI OPERAZIONE CONTRO LA SACRA CORONA UNITA NEL NORD SALENTO: TRENTA PROVVEDIMENTI CAUTELARI

| 26 Maggio 2026 | 0 Comments

(f.f.) ____________________

Un’imponente azione contro la criminalità organizzata ha preso il via nelle primissime ore di questa mattina nel Nord Salento, dove è in corso un’ampia attività investigativa coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Lecce.

I Carabinieri del Comando Provinciale, insieme al Nucleo Investigativo e alla Compagnia di Campi Salentina, sotto la direzione della sostituta procuratrice Giovanna Cannarile, stanno dando esecuzione a trenta provvedimenti di custodia cautelare nei confronti di altrettanti indagati operanti tra Squinzano e i centri limitrofi.

Secondo l’impostazione accusatoria, l’inchiesta avrebbe colpito un presunto gruppo criminale riconducibile all’area della Sacra Corona Unita, accusato di aver esercitato un controllo costante e radicato sul territorio attraverso intimidazioni sistematiche, atti di violenza e dinamiche di assoggettamento e omertà tali da rafforzare il vincolo associativo.

Per alcuni degli indagati viene contestata l’associazione di tipo mafioso prevista dall’articolo 416 bis del codice penale, nell’ambito di un quadro investigativo che descrive un’organizzazione strutturata e stabile.

Le accuse complessive riguardano 52 persone e includono, a vario titolo, traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, detenzione illegale di armi ed esplosivi, ricettazione, episodi di violenza privata, incendi dolosi e anche un tentato omicidio, tutti aggravati dal metodo mafioso.

Le indagini avrebbero ricostruito un sistema criminale in grado di gestire in modo continuativo attività illecite sul territorio, basato non solo sul narcotraffico ma anche su azioni intimidatorie, ritorsioni e punizioni verso chi si opponeva alle regole imposte dal gruppo.

Gli investigatori evidenziano inoltre la capacità del sodalizio di attrarre nuove leve, spesso giovani, consolidando così la propria presenza nelle aree interessate e riproponendo anche dinamiche associative tipiche delle organizzazioni mafiose tradizionali, comprese forme rituali di affiliazione funzionali a rafforzare il senso di appartenenza e la coesione interna.

L’operazione ha richiesto un massiccio dispiegamento di forze: oltre duecento militari sono stati impiegati sul territorio, con il supporto di unità specializzate dell’Arma, tra cui reparti di pronto intervento, unità cinofile, lo Squadrone Eliportato “Cacciatori di Puglia” e assetti aerei del 6° Nucleo Elicotteri di Bari-Palese, impegnati nelle attività di controllo e perquisizione su più aree del comprensorio.

L’inchiesta, avviata diversi anni fa, avrebbe permesso di delineare equilibri interni, gerarchie e ruoli del gruppo, mettendo in luce la convivenza tra figure storiche e nuove generazioni di affiliati, in un contesto criminale caratterizzato da una forte capacità di intimidazione e dal sistematico soffocamento di qualsiasi forma di opposizione o autonomia locale.

Category: Cronaca

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