UNA BELLA STORIA CHE FA BENE A TUTTI. EMEN E I SUOI FIGLI, DALLA PALESTINA AL SALENTO: SE RICEVI UN GESTO DI SOLIDARIETA’, NON E’ MAI TROPPO TARDI E PUOI SEMPRE RICOMINCIARE DA DOVE SEI

Riceviamo e volentieri pubblichiamo il seguente comunicato stampa mandatoci dall’ Associazione degli organismi formativi – ASSOAFOP – firmato dalla presidente Silvia Nascetti ______________
Grazie all’attività coordinata da Silvia Nascetti Presidente ASSOAFOP (Associazione di organismi formativi) e dal COMUNE DI SCORRANO, Mario Pendinelli Sindaco (nella foto, con la famiglia palestinese, ndr) e Annalisa Mariano Assessore alla Cultura, e all’impegno dello staff dell’Agenzia per il Lavoro PMITALIA LECCE (Massimo Giurgola, Roberta Marazia e Sara Conte) e dell’agenzia formativa D.ANTHEA ETS (Antonio Ruggeri e Lilia Pesce), la giovanissima madre palesinese – Emen – inizierà un tirocinio retribuito di sei mesi presso la sede dell’HUB LIGHT CENTER D.ANTHEA a Scorrano, laboratorio creativo sperimentale già finanziato nel 2024/25 dall’Unione europea NextGenerationEU PNRR Misura 3 “Industria culturale e creativa 4.0”, nell’ambito dell’Avviso pubblico del Ministero della Cultura a favore di enti del terzo settore e organizzazioni no profit operanti nei settori culturali e creativi per l’innovazione e la transizione digitale.
Emen e i suoi quattro bambini palestinesi, tutti minori al di sotto degli 11 anni, feriti e bisognosi di cure urgenti a causa del conflitto nella Striscia di Gaza, arrivarono all’aeroporto militare di Galatina lo scorso 29 settembre con un volo dell’Aeronautica Militare e furono accolti dal personale sanitario e dalle autorità. L’operazione, parte della missione MedEvac per l’evacuazione sanitaria di civili feriti dai teatri di guerra, fu coordinata dal Dipartimento della Protezione Civile Nazionale tramite la centrale CROSS di Pistoia, dalla Prefettura di Lecce, Ministeri competenti, Asl Lecce e Comune di Scorrano.
Uno dei bambini figlio di suo fratello, rimasto orfano di entrambi i genitori morti sotto le bombe e gravemente ferito all’anca destra presumibilmente a causa di un’esplosione, per mesi ha ricevuto le cure dal reparto di pediatria e dal personale sanitario dell’Ospedale di Scorrano nel Salento.
Residenti ormai a Scorrano da quasi un anno, rifugiati con protezione umanitaria, tutti e quattro i bimbi frequentano la scuola primaria dell’Istituto Comprensivo di Scorrano e vivono grazie ad una rete di solidarietà del Comune di Scorrano e della comunità locale.
Ma EMEN ha anche un diploma universitario in Tecnologie Multimediali conseguita all’Università di Gaza City (UCAS), accademia ormai totalmente distrutta dai bombardamenti israeliani. Nemmeno i server con tutti i dati, essendo stati polverizzati, hanno permesso il rilascio di certificazioni e attestazioni dei titoli di studio di Emen.
E Emen vorrebbe lavorare, con dignità e con tanto coraggio di andare avanti.
Emen, da settembre, tornerà ad impegnarsi partendo da zero, ricominciando dalla totale distruzione della sua vita precedente.
Emen dal 1° settembre inizierà un tirocinio retribuito che vede come Soggetto promotore l’ASSOCIAZIONE PMITALIA LECCE, Soggetto proponente il COMUNE DI SCORRANO e Soggetto ospitante D.ANTHEA ETS, finanziato nell’ambito dell’Avviso pubblico di SVILUPPO LAVORO ITALIA S.p.A. Progetto PUOI PLUS “Azione di sistema per la promozione dell’integrazione socio‐lavorativa dei migranti vulnerabili cittadini di Paesi Terzi” a valere su FAMI – Fondo Asilo Migrazione Integrazione (2021‐2027) “Migrazione legale/Integrazione” e sul Fondo Sociale Europeo Plus (FSE+) “Promuovere l’integrazione socioeconomica di cittadini di paesi terzi, compresi i migranti”.
Emen ora ha anche una piccolissima casa in cui crescere i suoi figli e il nipotino, in via di arredamento grazie a varie donazioni private.
La Presidente ASSOAFOP, Silvia Nascetti, formatrice senior ed esperta di Pari Opportunità, ha dichiarato «Qualche giorno fa ho avuto un’allegra “invasione” nel mio studio: Emen con i suoi quattro bambini. Ho rivisto la felicità spontanea e vera di questi bimbi davanti al gelato e agli infiniti colori di cento pennarelli che ho regalato. Quella felicità che non si vede più negli occhi dei bambini che hanno troppo e non sanno cosa sia il “desiderare”. Loro, invece, non hanno più nulla: ogni cosa, anche un piccolissimo e insignificante oggetto, è davvero un dono. Un dono come è il loro presente, certo non facile. Ma sono vivi e potranno avere un futuro.»
Grazie a tutti coloro che l’hanno reso possibile. Una goccia in mezzo ad un oceano di disperazione, guerra e morte. Ma è pur sempre una goccia. Di vita e di solidarietà.
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LA RICERCA nel nostro articolo del 6 agosto scorso
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