POST – 13 STORIE DOPO l’89 CHE NON SAPEVANO DI DIVENTARE MITO

| 14 Giugno 2013 | 0 Comments

Martedì 18 giugno (ore 18.30 – ingresso gratuito) le Officine Cantelmo di Lecce, in collaborazione con Aforisma Business School e la Cooperativa ImprovvisArt, ospitano la presentazione di “POST – 13 storie dopo l’89 che non sapevano di diventare mito” (Lupo Editore) a cura del ventisettenne Paolo Paticchio. A distanza di più di un mese dalla prima presentazione ai Cantieri Teatrali Koreja e dopo una tourneè che ha visto la #generazionepost protagonista a Torino, Roma e Chianciano, Post fa nuovamente tappa a Lecce. Alle Officine Cantelmo Post si presenterà con nuove storie raccontate da live musicali, performance teatrali, video e reading.

“La nostra generazione, quella che ha compiuto i vent’anni ed è prossima ai quaranta, è spesso accusata di disorientamento, di assenza di punti di riferimento”, sottolinea Paolo Paticchio, impegnato nel sociale, attivo in politica, coraggioso connettore di giovani esperienze diverse tra loro ma accomunate da un sentimento: la speranza. “Ma è proprio vero che questi giovani adulti sono privi di spunti a cui attingere per interpretare, criticare, cambiare il proprio tempo? O di maestri da assumere a modello per agire? Queste tredici storie – le nostre, le prime di un libro non finito, un input da raccogliere e sviluppare – sembrano dimostrare il contrario”.

Post è, infatti, un libro scritto a più mani, 13 storie raccontate da 13 under 40 di diversa formazione e con diversi ambiti d’interesse, accomunate dall’essere pugliesi e tutte cresciute nel “mondo nuovo” dopo l’89. Il progetto raccoglie, in questo primo volume, le prime 13 storie. Dalla caduta di quel muro, abitudini, visioni, schieramenti hanno dovuto fare i conti con una realtà improvvisamente mutata. Un mondo diverso, non più caratterizzato dalla costante presenza di un necessario nemico comune che fungeva anche da fattore aggregativo, si affacciò all’improvviso. Ed è da lì che si vuole partire, da quei cittadini di Berlino che finalmente si son potuti riabbracciare, da quella città che ritornava ad essere un corpo unico, simbolo di una armonica ricomposizione di un mondo.

Storie di eccellente normalità che, partendo dalla credibilità dei loro percorsi, possono permettersi il lusso di insegnare con grande umiltà che si può far politica seguendo i propri ideali, che ci può essere lo sport pulito, storie che sono state un pretesto per interrogarsi su politiche migratorie, fenomeni televisivi, inchieste giornalistiche, nuove arti, social media, innovazione, medicina, speranza, bioetica e tanto altro ancora che questa premessa non può svelare.

“Storie Post ‘89, Post boom economico, raccontate da “quelli” che non usano il Post solo sul web per aggiornarsi ed aggiornare. Perché questa, in fondo, è una Generazione Post e può essere un’entusiasmante sfida; basta iniziare a conoscersi”.Dal giornalista salentino Michele Frascaro a Don Luigi Ciotti, dal “giudice ragazzino” assassinato dalla mafia Rosario Livatino a Rita Levi Montalcini, passando per gli hacker, il regista Mario Monicelli, il writer Banksy, l’esperienza di Blob, la musica di Kurt Cobain, la politica di Dubceck, la malattia “condivisa” di Salvatore Iaconesi, le Non Archi-Star e l’incredibile e struggente vicenda dell’atleta somala Saamya Yusuf Omar, “un’eroina che sfida la geopolitica, lo scenario della povertà e del conflitto in nome della passione per lo sport e della voglia di riscatto”. Un libro edito da Lupo Editore che attraversa diversi mezzi di comunicazione: il cartaceo, il web con il blog in fase di realizzazione (www.generazionepost.it) e i social network (una pagina Facebook, Generazione Post, già molto frequentata e attiva). È il primo passo verso il racconto di una generazione che non solo vuole cambiare le cose ma è anche in grado di farlo.

Molto variegata anche la squadra degli autori composta da Alberto Cazzato (esperto di marketing e comunicazione), Giovanni De Stefano (giornalista esperto di social media e pratico di comunicazione), Tatiana Giannone (giovane salentina che attualmente lavora a Roma presso la sede nazionale di “Libera – Nomi e Numeri contro le mafie”), Osvaldo Piliego (giornalista, musicista e scrittore), Patrizia Carratta (dottoranda dell’Università nel Salento nel Dipartimento di Storia, Società e Studi sull’Uomo), Alfredo Polito (giornalista e attivista nell’Arci), Matteo Serra (comunicatore e cooperatore, tra i fondatori di Pazlab e L’impaziente), Gabriella Morelli (esperta di comunicazione sociale), Juri Battaglini (architetto e fondatore dell’associazione LUA, Laboratorio Urbano aperto), Ilaria Colazzo (laureata in matematica e tra gli esponenti più attivi dell’associazione universitaria “Link – Udu Lecce”), Angelo Pansini e Stefano Fumarulo (responsabili dell’Agenzia per la lotta non repressiva alla criminalità organizzata di Bari), Laura Preite (presidente dell’associazione Culturarte e responsabile del progetto Treno della memoria), Alessandra Lupo (giornalista che si occupa anche della diffusione di pratiche partecipate per la gestione della cosa pubblica).

 

Category: Costume e società

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