IL M5S DA’ SEGUITO ALLE PROMESSE

| 7 Luglio 2013 | 0 Comments

Dal Movimento 5 Stelle di Lecce riceviamo e volentieri pubblichiamo.

DEPUTATI E SENATORI 5 STELLE RESTITUISCONO OLTRE 100 MILA EURO PER I PRIMI DUE MESI E MEZZO IN PARLAMENTO

Ogni promessa è debito. Ed i dieci cittadini portavoce pugliesi del M5S, deputati e senatori, le promesse le mantengono. Come annunciato in campagna elettorale, i senatori Daniela Donno, Barbara Lezzi, Maurizio Buccarella e Lello Ciampolillo con i colleghi più giovani di Montecitorio Diego De Lorenzis, Giuseppe D’Ambrosio, Giuseppe L’Abbate, Francesco Cariello, Emanuele Scagliusi e Giuseppe Brescia hanno restituito il 50% della loro indennità lorda e tutti i rimborsi per le diverse voci di spesa non utilizzati. Per una somma totale che ammonta a 103.226,43 euro (parte del milione e mezzo restituito dall’intero gruppo) e che si va ad aggiungere ai 42 milioni di euro di contributi elettorali rifiutati e non intascati dal MoVimento 5 Stelle ed alle indennità di carica (per presidenze e vicepresidente) anch’esse rifiutate dai parlamentari del M5S.

“Quel che diciamo, facciamo. A commentare ci sono i fatti – dichiarano i “Cittadini a 5 Stelle” – Abbiamo restituito le eccedenze di indennità, diaria e rimborsi ad un Fondo per l’Ammortamento del Debito Pubblico: una scelta per contribuire a tutto lo Stato Italiano, senza preferenze di sorta. Ci spiace che siamo gli unici in Parlamento a renderci conto che ciò che viene incassato supera abbondantemente le spese sostenute. Ci auguriamo che anche gli altri deputati e senatori, soprattutto coloro che a parole si spendono per i bisognosi, prendano esempio”.

Infatti, qualsiasi deputato riceve mensilmente un ammontare pari a oltre 10 mila euro lordi per quel che concerne l’indennità, in soldoni lo stipendio lordo a cui detrarre le relative trattenute in funzione dell’aliquota Irpef di appartenenza. Per i senatori sono circa 5.600 euro netti. Questa voce, per i parlamentari del MoVimento 5 Stelle viene direttamente dimezzata del 50%.

A completare la busta paga del parlamentare, poi, contribuiscono altre voci quali la diaria (per vitto e alloggio in Roma, concessa assurdamente anche ai residenti in Roma) pari a circa 3.500 euro mensili, i rimborsi viaggio (da e per l’aeroporto o stazione ferroviaria più vicina a casa) pari a circa 4000 euro per trimestre, il rapporto eletto/elettore pari a 3.690 euro mensili per le spese relative alla gestione d’ufficio (circa 3.300 euro al Senato), i rimborsi telefonici annuali pari a oltre 3000 euro e l’assegno di fine mandato pari all’80% dello stipendio lordo per ogni anno di legislatura.

La busta paga dei parlamentari 5 stelle, invece, prevede il 50% della indennità lorda mentre, per quanto concerne i rimborsi questi, da forfettari quali sono (e che praticamente divengono ulteriore stipendio non tassato se non restituito), divengono “a piè di lista”: a fronte di rendicontazione puntuale, si restituisce l’eccedenza. Infine, l’assegno di fine mandato non viene intascato.

Alla luce di ciò, i 10 tra senatori e deputati pugliesi del MoVimento 5 Stelle hanno restituito per gli ultimi 15 giorni di marzo e per le due mensilità piene di maggio ed aprile precisamente 103.226,43euro.

Ricordiamo infine che il M5S – solo e unico – rinuncia al finanziamento pubblico ai partiti spettante sotto forma di così detti “rimborsi elettorali” e restituisce i 42 milioni di euro ad esso spettanti, destinandoli come le quote delle diarie parlamentari alla riduzione del debito pubblico italiano.Foto di gruppo per il M5S di Lecce nell'ultima uscita in piazza, pochi giorni fa

Category: Costume e società

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