IL FONDO SCHIENA IN MUTANDE FA SCANDALO, QUELLO SENZA NO! MA COSA SI NASCONDE DIETRO QUESTO FINTO PERBENISMO.

| 5 Settembre 2015 | 0 Comments

GALLERIA FOTOGRAFICA____
Nella foto in alto: i poster affissi abusivamente con le ragazze vassoio, un nudo integrale su cui nessuno è intervenuto; in basso: la foto di poster abusivi di una Fiera sponsorizzata dalle più importanti istituzioni del territorio, Comune di Lecce compreso, che nessuno ha visto e censurato;  nell’ultima foto l’impianto di un’azienda di Carmiano dove si vede il fondo schiena di una ragazza in costume da bagno, motivo dello scandalo._______

(ndr)

Nella giornata di ieri abbiamo pubblicato il comunicato stampa dell’avvocato Alessandro Presicce presidente prov.le Adoc Lecce, il quale ha scritto al sindaco Perrone chiedendogli di intervenire per  far si che in futuro siano “censurati”  manifesti pubblicitari come quello contenente  il fondoschiena di una ragazza in bikini.
L’estensore del comunicato si è preso pure la briga di specificare che il poster preso di mira era affisso su un impianto di una ditta privata e non su quelli comunali, il che  farebbe supporre che l’avvocato conosca bene l’argomento.
Ciò, a qualcuno è sembrato sospetto, considerato che l’avvocato Presicce nonostante l’abusivismo imperante nel settore della cartellonista, in passato non è mai intervenuto.
Ed è sembrato sospetto anche perchè il Comune di Lecce in questo periodo sta preparando il nuovo Piano per  Pubblicità, e che l’Amministrazione Comunale negli anni ha messo in campo una serie di iniziative che di fatto hanno reso  improduttivi gli impianti di affissione diretta, e se gli operatori del settore continuano ad occuparsi di affssioni nel capoluogo, lo fanno per dare un servizio ai loro clienti, perché se non fosse per gli impianti in provincia avrebbero chiuso da tempo.
Ma la cosa appare ancora più strana se si pensa che tre giorni fa è apparso sulla stampa la notizia che la Procura di Lecce ha concluso le indagini riguardanti: “Pizzo sui manifesti elettorali, estorsione e criminalità. Nelle elezioni amministrative di Lecce 2012 vinte dal centrodestra, con al capo l’attuale sindaco Paolo Perrone, si celerebbe l’ombra della Sacra Corona Unita.”
E così, mentre si registrano attacchi mirati ad orologeria  alle imprese sane del territorio che pagano fior di quattrini per poter lavorare (un cartello 4×3 ha una tassazione annua a favore del Comune di € 1.300,00), migliaia di manifesti ogni anno vengono affissi sotto i ponti, sui muri e sui caseggiati abusivamente senza che nessuno intervenga o si chieda se dietro questo mercato abusivo non ci sia per caso la mano della malavita organizzata?
Stupisce che l’avvocato Presicce, ma chiaramente non solo lui, non si sia accorto delle decine di manifesti che nel dicembre scorso tappezzavano le strade di Lecce e provincia, in cui era raffigurata una donna completamente nuda che fa da vassoio per le pietanze dei clienti
Visto che il presidente dell’Adoc, al pari di amministratori (interessati) che in passato sono intervenuti sull’argomento, per censurare la tettina o il culetto di pubblicità affisse su impianti privati, distraendosi quando quegli stessi manifesti erano sugli impianti del Comune, o peggio ignorando i manifesti affissi sotto i ponti che pubblicizzavano eventi sponsorizzati da Comune, Provincia e Regione, c’è da chiedersi quali siano i veri motivi che  producono interventi mirati ad ostacolare il lavoro delle imprese salentine del settore.

Già in passato qualcuno aveva tentato di inserire nel Piano della Pubblicità una norma per cui i manifesti da affiggere sugli impianti per affissione diretta sarebbero dovuti passare 15 giorni prima dal controllo di un’apposita commissione. All’epoca tale proposta fu bocciata in quanto se fosse stata approvata avrebbe letteralmente impedito alle imprese di lavorare in quanto i posters spesso arrivano il giorno prima.

Per rinfrescare la memoria alle tante anime belle che sistematicamente nel periodo, come questo,  in cui il Comune lavora sul Piano della Pubblicità, si ergono a difensori del decoro della città,  puntando l’indice esclusivamente sugli impianti dei privati, pubblichiamo alcuni manifesti affissi abusivamente, non si sa da chi, ma di certo non dalle aziende salentine che si procurano le autorizzazioni e che pagano le tasse.

 

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Category: Costume e società

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