ROBERTO PAZZI AL PALAZZO DUCALE DI CAVALLINO VENERDI’ 19 CON IL SUO NUOVO ROMANZO “LAZZARO”

| 17 Maggio 2017 | 0 Comments

(s.d.) ______ Ancora una volta Roberto Pazzi sceglie Cavallino per l’anteprima nazionale di un suo romanzo.

Venerdì 19 maggio, il noto scrittore, poeta e giornalista tradotto in ventisei lingue, sarà alla Galleria del Palazzo Ducale dei Castromediano a Cavallino, dove alle ore 19 presenterà il suo nuovo romanzo Lazzaro (Bompiani). Ad aprire la serata saranno i saluti del Sindaco della Città di Cavallino Avv. Bruno Ciccarese Gorgoni, mentre a dialogare con l’autore sarà la giornalista e scrittrice Silvia Famularo. Letture a cura dell’attrice Federica Ventola. La presentazione è a cura di Alessandro Turco, che presenterà il trailer “Lazzaro, libero di non tornare”, ispirato al romanzo e girato tra l’abitazione di Pazzi e la Certosa di Ferrara.

Alberto Cantagalli è un maestro in pensione deciso a eliminare Leo Bonsi, l’avventuriero che ha preso il potere. Per mettere in atto il suo piano si trasferisce a Roma, guidato da un sogno che vede protagonista Lazzaro. L’ansia febbrile di Cantagalli intento a studiare il suo piano si alterna a quella del vecchio dittatore chiuso nel suo palazzo sull’Esquilino, colto da sinistri presagi e sempre più dipendente dalle guardie del corpo. Mentre una sensualità delirante travolge Bonsi, Teresa da Avila torna al mondo per salvare Cantagalli dalla sua follia distruttiva. Due metamorfosi governano il duello tra eros e fede sullo sfondo di una Roma disfatta e incantevole.

Roberto Pazzi vive a Ferrara, dove ha insegnato nella scuola e nell’università, dopo tre anni di docenza ad Urbino. Nella città emiliana ha fondato nel 2014 la scuola di scrittura creativa Itaca, patrocinata dal Comune di Ferrara, con corsi sulla narrativa, la poesia e il romanzo storico. Svolge un’intensa attività di conferenziere nei vari paesi del mondo dove è diffusa la sua opera.

Laureato in lettere classiche ha insegnato nella scuola superiore e nell’Università a Ferrara Antropologia culturale e Filosofia della storia e a Urbino Sociologia dell’Art e della Letteratura.

Tradotto in ventisei lingue, ha esordito in poesia con una silloge apparsa sulla rivista Arte e poesia nel 1970 prefata da Vittorio Sereni. Le sue raccolte di versi sono: L’esperienza anteriore (I dispari, 1973), Versi occidentali (Rebellato 1976), Il re, le parole (Lacaita, 1980), Calma di vento (Garzanti, Premio internazionale E. Montale 1987, tradotto in francese nelle Editions de la Différence), Il filo delle bugie (Corbo, 1994), La gravità dei corpi(Palomar, 1998, tradotto in tedesco da Tropen e in turco da Estetik Us, premio Frascati, premio Calliope, premio Marineo), Talismani (Marietti 2003) e Felicità di perdersi (Barbera, 2013). Il suo esordio narrativo avviene nel 1985 con Cercando l’Imperatore, prefato da Giovanni Raboniv (Marietti 1985, Garzanti 1988, Tea 1997, Marietti 2004, Premio Bergamo, premio Hemingway, premio Selezione Campiello 1985, tradotto in dodici lingue), “Storia di un reggimento russo disperso in Siberia, durante la Rivoluzione Russa, in cerca dell’Imperatore”, dalla critica concordemente collocato sulla linea fantastico-visionaria della nostra narrativa, quella meno frequentata nel Novecento italiano. Seguono poi alcuni romanzi dove la storia si fa pretesto di reinvenzione fantastica su una linea di pensiero antistoricistica: La principessa e il drago (Garzanti 1986, finalista premio Strega 1986, presentato da Giorgio Caproni e Giovanni Raboni, premio Rhegium Julii, premio Piombino), La malattia del tempo (Marietti 1987, Garzanti 1991), Vangelo di Giuda (Garzanti 1989, superpremio Grinzane Cavour 1990, ristampato da Baldini&Castoldi nel 1999, da Sperling & Kupfer nel 2006 e da Bompiani nel 2015), La stanza sull’acqua (Garzanti 1991, finalista premio Napoli, ristampato da Bompiani nel 2012). Con Le città del dottor Malaguti (Garzanti 1993, premio Castiglioncello, premio Catanzaro) la narrativa di Pazzi, pur rimanendo di ispirazione visionaria, approda al presente, alla cronaca italiana di questi anni, alla città dove il narratore vive, Ferrara. Ecco allora i romanzi successivi, Incerti di viaggio (Longanesi 1996, premio Selezione Campiello, superpremio Penne-Mosca 1996), Domani sarò re (Longanesi 1997), La città volante (Baldini & Castoldi 1999, finalista al Premio Strega, presentato da Dario Fo e Sebastiano Vassalli, in ristampa da Frassinelli), Conclave (Frassinelli, 2001, ristampato da Barbera nel 2012, premio Scanno, premio Comisso, Superpremio Flaiano, premio Stresa, premio Zerilli Marimò della New York University, premio Rapolano Terme, finalista premio Viareggio, finalista premio Bigiaretti, tradotto in Germania, negli USA, in Estonia, in Slovacchia, Francia, Spagna, Portogallo, Russia, Turchia, Polonia, Serbia, Brasile, Croazia e in corso di traduzione in Giappone, Lituania, Albania e Corea), L’erede (Frassinelli 2002, finalista premio Viareggio, premio Maria Cristina, tradotto in tedesco), Il signore degli occhi (Frassinelli 2004, tradotto in sloveno, premio Cala di Volpe), L’ombra del padre (Frassinelli 2005, tradotto in francese, premio Procida Elsa Morante Isola di Arturo), Qualcuno mi insegue (Frassinelli 2007), Le forbici di Solingen (Corbo 2007), Dopo primavera (Frassinelli, 2008), Mi spiacerà morire per non vederti più (Corbo 2010), D’amore non esistono peccati (Barbera 2012) e il recente La trasparenza del buio (Bompiani 2014).

Attualmente, dopo dodici anni di collaborazione esclusiva al Corriere della Sera, è opinionista di Qn Quotidiano Nazionale (Il Giorno, Il Resto del Carlino, La Nazione) e all’estero è collaboratore di The New York Times.

Category: Cultura, Eventi

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