PAOLO DE CASTRO, PD E RAFFAELE FITTO, DIREZIONE ITALIA, HANNO LE IDEE CHIARE: ABBATTERE GLI ULIVI

| 6 Giugno 2018 | 1 Comment

gm_______Questi alberi alberi secolari che vedete nella foto, queste due sculture viventi, insieme ad altre migliaia di ulivi del Salento andrebbero abbattuti per far posto a degli alberelli proveniente da qualche laboratorio che garantisce  nuove piante s resistenti alla Xylella.
Pare che in questo modo i deputati che noi mandiamo in Europa intendano difendere i nostri interessi, la nostra terra, la nostra identità, la nostra cultura oltre che la nostra economia.
Almeno questo ci sembra di aver capito.
E così per informarvi più nel dettaglio, facciamo parlare i diretti interessati.
Si tratta dei parlamentari europei Paolo De Castro del PD e di Raffaele Fitto, prima di Forza Italia, poi di Conservatori riformisti, poi….infine di Direzione Italia.
Ecco il testo della lettera inviata ad un organo di stampa nazionale:

“Caro Direttore, Le scriviamo in merito all’inchiesta pubblicata oggi sul Suo quotidiano ‘Allarme Xylella fastidiosa in Puglia: milioni di ulivi colpiti, l’Ue pronta a chiedere i danni’ a firma di Federico Fubini.

Vogliamo innanzitutto congratularci con quanto riportato: raramente in questi anni era stata fatta un’analisi tanto puntuale quanto razionale della drammatica situazione che sta affliggendo gli ulivicoltori non solo salentini ma, purtroppo, di una crescente porzione della Puglia.

Tuttavia, ci permettiamo di sottolineare come non tutti siano stati proni ai movimenti negazionisti e complottisti nati e diffusisi negli ultimi anni: infatti, come parlamentari europei e pur appartenendo a due gruppi politici differenti, ci siamo mobilitati fin dal 2013 per sottolineare la gravità della situazione, inviando alla Commissione europea un’interrogazione che chiedeva cosa “intendesse fare per contrastare la propagazione repentina della malattia (che potrebbe estendersi ad altre parti del territorio europeo) e per aiutare lo Stato membro interessato e gli agricoltori colpiti a fronteggiare questa crisi”.

Nonostante l’opportunità politica potesse portare ad altre prese di posizione, la preoccupazione che quanto vediamo nel Salento possa propagarsi ulteriormente, mettendo in ginocchio l’intero settore ulivicolo della Puglia, ci ha portato a sostenere le dure contromisure (tra cui gli abbattimenti) previste dalla Decisione (UE) 789 del 2015.

Parlamento europeo – Rue Wiertz 60, B-1047 Bruxelles

Abbiamo inoltre continuato a difendere i nostri olivicoltori, chiedendo alla Commissione UE e ottenendo l’abrogazione dell’articolo 5 di tale Decisione, che vietava l’impianto di piante potenzialmente ospiti del batterio nelle zone già infette. La possibilità di reimpianto di varietà di ulivo resistenti nella zona infetta, darà infatti un contributo fondamentale al fine di creare le condizioni per un rilancio dell’attività imprenditoriale dei produttori, attenuando l’effetto di retrocessione economica provocata dalla diffusione della Xylella fastidiosa sull’intera attività agricola di queste aeree.

RingraziandoLa ancora una volta per l’analisi che il Suo giornale ha fatto, La salutiamo cordialmente.

Paolo De Castro (Parlamentare europeo, S&D) Raffaele Fitto (Parlamentare europeo, ECR)

Questa la lettera inviata al Corriere della Sera a firma di Paolo De Castro del Partito di Renzi e Raffaele Fitto del partito suo medesimo.
E qui sotto vi alleghiamo il comunicato che questi due parlamentari europei hanno inviato alla stampa avente per oggetto:Xylella, De Cstro e Fitto piano nazionale per la ricostruzione olivicoltura salentina.

Ora già parlare di ricostruzione in agricoltura mi sembra fuorviante, una casa, una struttura, persino un paese le cui case siano pericolanti, si può abbattere e ricostruire in poche settimane o pochi mesi, un albero, un oliveto, un bosco,  non si ricostruiscono, per “ricostruire” gli ulivi che si vogliono abbattere nel Salento servono alcuni secoli.

Secondo questi due politici, ma tanti altri ce ne stanno, qualcuno ha pure qualche interesse nell’eliminazione degli ulivi autoctoni e l’introduzioni di alberi “prodotti” in laboratorio, bisognerebbe estirpare alberi di 1000 anni per mettere a dimora degli alberelli?
Ma questi signori si sono resi conto che gli ulivi del Salento non producono solo olio, ma sono bellezza paesaggistica e quindi producono turismo, la fisionomia del Salento sarebbe sfregiata per sempre se questi alberi fossero abbattuti. Si tratta di sculture viventi, che la natura ha modellato in centinaia di anni, un patrimonio a cui i salentini, e non solo loro, non possono, non debbono e non vogliono rinunciare.
La bellezza non si può distruggere e non la si può svendere al miglior offerente.
Quello degli ulivi millenari non è questione che riguardi solo gli agricoltori, Fitto e e De Castro è bene che lo sappiano.

Category: Costume e società, Politica

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  1. Coldiretti Lecce - tramite mail ha detto:

    Il presidente di Coldiretti Lecce, Pantaleo Piccinno e il direttore Giuseppe Brillante accolgono con soddisfazione la richiesta degli europarlamentari Paolo De Castro e Raffaele Fitto nell’incontro con il commissario europeo per la Salute e la Sicurezza alimentare, Andrjukaitis, di una compensazione economica a tutte le aziende che decidano di eradicare gli ulivi infetti, sostituendoli con varietà resistenti (così come reso possibile dalla recente abrogazione dell’art. 5 della decisione comunitaria), con l’obiettivo di ridurre significativamente le fonti di inoculo e fermare la continua espansione del patogeno.
    “Una richiesta che nasce dalle istanze avanzate già da anni da Coldiretti Lecce agli europarlamentari”, dice Piccinno.

    Il provvedimento dovrebbe coprire non solo i costi di reimpianto, ma soprattutto compenserebbe la perdita di reddito degli olivicoltori derivante dall’abbattimento, per un periodo che potrebbe andare fino a 5 anni, di modo da accompagnarli alla totale ripresa della loro attività in modo economicamente sostenibile: “solo così potremo ridare speranza e possibilità di programmare il futuro all’olivicoltura e a tutta l’agricoltura pugliese”.

    “Bene hanno fatto i nostri parlamentari europei – continua Piccinno – a coinvolgere la Commissione Ue per mettere insieme tutta la filiera istituzionale tra Europa, Governo italiano e Regione Puglia. Insieme a questo strumento deve trovare risposta la richiesta di adeguata dotazione finanziaria al Contratto di distretto introdotto dalla Legge Finanziaria 2018 per un programma di rigenerazione dell’agricoltura dei territori colpiti dal batterio”.

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