IL PRANZO DELLA DOMENICA / IL PANE E LE CANZONI. E MENU’ TIPICO SALENTINO. A CASA DI KEKKO FEDELE A OTRANTO

di Raffaele Polo _____________
«Se non ci sono i dolci, che pranzo della domenica è? Per il resto, io preferisco la pasta fatta in casa con quel sugo di carne bello olioso, salsa scura così’ buona e, per secondo, la carne arrosto e il polpettone con le patate, insomma, le pietanze così comuni ma così buone che amiamo noi leccesi…»
Il nostro ospite, oggi, è Francesco Fedele, detto Kekko, proprio come il cantante dei Modà a cui somiglia e del quale cantava le canzoni in una pregevole e ricercata ‘cover’.
Adesso, il nostro Kekko è a Otranto, a casa dei suoi, circondato dal mare e dai suoi hobbies.
«Anzitutto il calcio, naturalmente, il nostro disperato Lecce: dopo la bella esperienza di ‘Quando il calcio era bello’ (a proposito, proprio ieri abbiamo consegnato 1830 euro, ricavati dalla vendita del calendario, all’amico Adriano Nuzzo, che li utilizza in Africa, per i pozzi così necessari) assieme all’amico Andrea Polo, adesso curo la parte legata a produzione video e assistenza tecnica per la testata giornalistica sportiva ‘Corner TV’, social ovviamente, dell’amico direttore Pier Andrea Fanigliulo, dove il protagonista è sempre la nostra amata squadra giallorossa. E poi la caccia, la pesca, come sempre. E la musica, che non mi abbandona mai…»
Una simpatica barboncina nana lo festeggia scodinzolando e Kekko si sbilancia subito: «Questa è Minù, io ho anche un beagle che si chiama Charlie e, in definitiva, amo tutti gli animali. Sin da bambino mi hanno accompagnato tanti cani, gatti, un porcospino e svariati animaletti…»
«Cosa ti è rimasto dell’esperienza canora come ‘cover’ del tuo omonimo dei Modà?»
«Continuo ad essere il cantante del primo, storico tributo ai Modà, nato nel 2009 e continuo ad essere il tastierista per varie situazioni in giro qua e là…»
«Niente Sanremo, però…»
Kekko ci guarda, aggrottando il ciglio: «Magari, se capitasse, sarebbe una esperienza interessante e non mi sottrarrei certo a tutte le intuibili emozioni… Ma, onestamente, non sono ambizioso e non cerco fama e gloria. Per carità… Piuttosto, quando sono a diretto contatto con la Natura, allora mi sento proprio bene e rimarrei ore lontano da tutto e da tutti, magari in silenzio. Ma adesso, perdonami, voglio fare una cosa che mi è sempre piaciuta, sin da quando ero bambino: fare il pane! È un’operazione antica e gratificante, è bellissimo impastare e cuocere una forma di pane…»
E il nostro ospite si mette sul serio ad impastare con forza farina acqua e lievito…
E sembra ieri che, a scuola, per giustificarsi con la professoressa per non aver fatto i compiti, Kekko le dicesse, guardandola con occhi sinceri: ‘Professoressa, mi scusi ma non ho potuto fare i compiti, ho fatto il pane…’.
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