I VECCHI LIBRI NON MUOIONO MAI / BRUCE MARSHALL: “Se proprio dovete scrivere, prima imparate il latino, o diventate pirati”

| 9 Maggio 2026 | 0 Comments

di Raffaele Polo ____________

E’ stato il titolo a colpirci: e il fatto che un vecchio film, squisitamente in bianco e nero, riportasse lo stesso adagio: I vecchi soldati non muoiono. Abbiamo indugiato per cercare di assimilare, da subito, il senso dell’affermazione che, sulle prime, non abbiamo compreso a pieno.

Eravamo fermi al tristissimo ‘i morti giovani sono cari agli dei’, che però ci sembrava perdersi in quella aulica antichità debordante di sagge e ineluttabili indicazioni. Ma questa cosa che i vecchi soldati non muoiono, ripetuta ed evidenziata su un ‘poket’ economico della Longanesi, di quelli da 350 lire, ci ha spinti a leggere questo testo di Bruce Marshall che, poi, non ci ha coinvolto più di tanto. Ma era l’epoca, il momento delle ‘feroci letture’, leggevamo di tutto, orientati soprattutto dal costo sempre più che economico delle edizioni popolari esposte a impolverarsi sulla bancarella.

Questo della visita ai ‘libri usati’ era un vero e proprio itinerario che ci accompagnava, ogni giorno, alla ricerca e speranzosi in novità, testi nuovi e narrative che ci offrissero l’emozione della scoperta, allora c’erano anche le libreria ‘Remainder’ che, assieme ai tradizionali volumi a metà prezzo, fornivano una costante alimentazione alla nostra fame di lettura.

In verità, questo libro di Marshall, ci ha adocchiati ed invitati per tantissimo tempo, non ci decidevamo ad acquistarlo, incuriositi ogni volta da qualcos’altro e certamente poco solleticati da un autore di cui non sapevamo nulla ma che immaginavamo come nelle trasfigurazioni cinematografiche, con i baffetti bianchi e la divisa inglese, a raccontarci le memorie guerresche di una lunga vita militare.

Poi, però, abbiamo ricercato e trovato notizie su questo bravo scozzese, abbiamo letto la sua vita e compreso come fosse importante e giusto conoscerlo. Io, ad esempio, iniziavo a ‘scrivere’ e sin da ragazzo, credevo che fosse sublime riuscire a raccontare, fare mostra di sé e della propria capacità di comporre al meglio.

Poi, proprio Marshall, nella introduzione del  suo “Candele gialle per Parigi”, afferma testualmente: “Se proprio dovete scrivere, prima imparate il latino, immergetevi nelle profondità degli abissi o praticate la pirateria e sarete capaci di scrivere e avrete qualcosa da scrivere.

Sempre di Marshall, sempre di Longanesi, sempre a 350 lire da scontare al 50 per cento, un altro libro: “Il mondo, la carne e Padre Smith”, un titolo che, negli anni Sessanta, ha ottenuto enorme successo e ha confermato il trepido umorismo di questo scrittore che, più che famoso ai suoi tempi, improvvisamente è scomparso dalle memorie e dalle preferenze dei lettori, finendo per essere sconosciuto e trascurato anche da me, accanito e instancabile ricercatore di nuove esperienze letterarie.

Poi, col passare del tempo e degli anni, anche io ho pubblicato un po’ di scritti. E, guarda caso, mi sono casualmente imbattuto in un aneddoto che uno scrittore raccontava nella sua biografia, quando ricorda che a 17 anni pubblicò un libro ‘che non valeva niente’. Suo padre pagò un editore e il libro fu stampato. Ma vendette solo una copia.

Ma non era importante, l’amore e la frequentazione con la scrittura (che, a volte, può diventare letteratura) supera anche queste delusioni. E, inutile dirlo, quell’autore era proprio lui, Marshall.

L’ho comprato, alla fine, questo ‘I vecchi soldati non muoiono’. E, modificando il titolo, ho voluto creare questa rubrica: “ I vecchi libri non muoiono mai”.

Grazie a Bruce Marshall, grande scrittore sconosciuto ai più, che mi ha insegnato a non demordere e ad avere sempre qualcosa di importante da narrare.

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( 1 – continua )

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Category: Cultura, Libri

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