DIARIO DEL GIORNO / SABATO 9 MAGGIO 2026

| 9 Maggio 2026 | 0 Comments

Buongiorno!

Oggi è sabato 9 maggio 2026.

La Chiesa Cattolica celebra la Beata Vergine Maria del Santo Rosario di Pompei, nota per la tradizionale Supplica recitata a mezzogiorno.

Da questa notte siamo in Luna in Ultimo Quarto.

Questa fase è un momento di consolidamento, bisogna lasciarsi alle spalle quanto acquisito per avanzare; è un buon periodo per rompere le relazioni e i contratti d’affari, disintossicarsi e depurarsi.

Il corpo dispensa energia; si tende a non ingrassare anche se si mangia di più, le operazioni riescono meglio, le faccende di casa pure, in particolare quelle che hanno a che fare con il pulire, il lavare, lo sciacquare.

E’ il momento giusto per dipingere e laccare (i colori si asciugano meglio), nonché per effettuare tagli ritardanti dei capelli (compresa la depilazione) e per i massaggi rilassanti e disintossicanti.
Al contrario, nel mondo vegetale i succhi si ritirano verso la radice, la terra è più ricettiva: per questo vanno piantate o seminate in luna calante le verdure che crescono sotto terra.

Sono i giorni giusti per effettuare i trattamenti contro i parassiti e contro le erbacce; anche le potature sono favorite; se una pianta o albero non cresce più o è malato, in luna calante si taglia la cima (meglio se verso la luna nuova). Le verdure a foglia (insalate, spinaci, cavolo bianco e rosso) vanno piantate in questa fase.
Lo stesso tipo di energie della luna calante si ritrovano nella fase che segue l’ovulazione, in cui l’ovulo è stato rilasciato, ma non fecondato; è un fase caratterizzata da un enorme rilascio di energia all’interno di sé, che se non viene positivamente incanalata può anche sfociare in una crescente irrequietezza, distruttività, rabbia e frustrazione.

1978. Come oggi, quarantotto anni fa, a Roma, veniva ritrovato il cadavere di Aldo Moro, ucciso dalle Brigate Rosse.

A Cinisi, quello del giornalista Peppino Impastato, ucciso dalla mafia.

Proverbio salentino: QUANDU LU CIUCCIU NU BOLE CU BIE MACARI CA FISCHI
Quando l’asino non vuole bere  è inutile che fischi.

Il carrettiere quando era nei pressi di una fontana o “te nnu pelune”, vasca di pietra colloca a fianco del pozzo, fischiava tentando di incoraggiare l’asino a bere, perché c’era il rischio per il resto della giornata non ci sarebbero state più occasioni per farlo.
I carrettieri erano consapevoli che la musicalità del fischio tranquillizzava l’animale che si rilassava ed era portato ad abbeverarsi con tranquillità ed abbondantemente.
Ma quando l’asino decideva di non bere, non c’era nulla che lo potesse convincere, d’altro canto la testardaggine  dell’asino è proverbiale, per cui il carrettiere si spolmonava inutilmente.
Quindi, così come l’asino quando decide di non fare una cosa è inutile insistere, allo stesso modo succede con le persone, per cui il detto ammoniva colui che aveva a che fare con persone testarde e lo invitava a non sprecare fiato.

Category: Costume e società

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