I VECCHI LIBRI NON MUOIONO MAI / LE MEMORIE DEL CANE GIALLO DI O. HENRY E QUELLE MIE DI QUANDO ERO RAGAZZO

di Raffaele Polo _____________
Sono sempre più rare, le bancarelle dei libri usati… Eppure niente come la loro presenza ci induce ad un piacevole excursus nel tempo passato… Possiamo dire che sono proprio loro il mezzo più semplice ed immediato per rivivere antiche emozioni.
Così, non possiamo che soffermarci piacevolmente, ad osservare, scrutare e riscoprire titoli e dorsi di volumi già visti e vissuti oppure, qualche rara volta, ricercati e mai trovati.
Stavolta, ad esempio, è il disegno vagamente naif della copertina che ci intriga, più del titolo, che ci dice poco, pochisimo, possibile che la memoria ci tradisca?
Ma no, ecco che, in un lampo, ricordiamo tutto e ci addentriamo nella nostra raccolta di ricordi, tutti meritevoli di essere riesumati e offerti in lettura.
Questo libro, “Le memorie di un cane giallo” di O.Henry, lo usavo da adolescente, quando avevo qualche incontro con ragazze che mi interessavano e che non mi conoscevano, ancora. Perché, ai miei tempi, si operava anche così: carpito un numero di telefono che potesse metterci in contatto con la nostra sospirata conquista, eccoci a proporre un incontro, di lì a poco e con tante assicurazioni circa il luogo e l’orario. E, come segno di riconoscimento, cosa avere? Un libro, naturalmente. Un libro in mano, io sarò lì ad espettarti, mi raccomando, niente bidoni.
Ora, stabilito ciò, bisognava scegliere il libro che avrebbe consentito, con la sua presenza, il nostro rendez vous. E doveva essere un libro particolare, non anonimo ma neppure pretestuoso, che magari fornisse la scusa per entrare in una conversazione che, altrimenti, immaginavamo troppo banale.
Così, dopo aver ben ponderato e scartato “i racconti” di Kafka (troppo intellettuale) e “Angelica alla corte del Re”di Anne e Serge Golon (scrittura e argomento frivolo e libertino) eccoci a stringere in mano il misterioso e poco conosciuto testo di O.Henry (pseudonimo di Wulliam Sydney Porter, ma non lo sapeva nessuno né tantomeno avrebbe interessato anima viva…) incamminandoci verso il luogo dell’appuntamento, dove arrivavamo emozionati, con almeno un’ora di anticipo.
E lì si sintetizzava tutta la nostra vita futura: fatto di ansie e di appuntamenti ai quali arrivavamo sistematicamente in anticipo, con le esitazioni e gli stimoli a tornare indietro, a lasciar perdere tutto, a soffermarci giusto il tempo per leggere qualche pagina del libro prescelto, indecisi ed esitanti su tutto, alla fine in fuga, con la testa bassa e il passo veloce, sconfitti ancora una volta…
Ecco, questo era il libro che ha subito attirato la mia attenzione, quasi mi occhieggiasse dalla bancarella, semisepolto tra tante altre pubblicazioni.
Ma c’è stato subito feeling tra me e il cane giallo, anche questa volta.
E, allora senza indugiare, l’ho acquistato, portandolo subito a casa e riponendolo nel solito ripiano della libreria, fra Kafka e Angelica, in attesa di un’altra volta, un’altra occasione…
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( 2 – continua)






























